La forza di un gruppo: Miami Heat

di Marco Tortorici
Miami Heat

Si può vincere con la sola forza del gruppo? Sembra proprio di sì, ed i Miami Heat lo stanno dimostrando sul campo.

Sono la squadra più “calda” della NBA, raggiungendo la 12° vittoria di fila nella notte e asfaltando i Milwaukee Bucks per 106-88.

In gergo una vittoria del genere si chiama “wire-to-wire win”, una vittoria restando sempre avanti nel punteggio, anche con l’assenza di una pedina fondamentale come Dion Waiters (al momento in forma strepitosa) e di Winslow. La squadra è stata trascinata da Hassan Whiteside, autore di 23 punti e 16 rimbalzi in 34 minuti di gioco.

“Non parlo della striscia positiva, ma di un gruppo capace di crearsi un’identità”. Queste le parole a fine gara di coach Spoelstra. Un’identità che sta veramente raggiungendo i sogni sperati dalla dirigenza Heat. Nessun vero Big in squadra e probabilmente con una panchina degna della D-League, ma che, attraverso il lavoro di gruppo e l’ unione sta sorprendendo gara dopo gara.

Gli Heat non perdono dallo scorso 13 gennaio, nonostante il peso dei molteplici infortuni durante la stagione e le problematiche legate al roster. L’ottavo posto ad Est adesso non appare così lontano per Whiteside e compagni, ed il prossimo impegno non sembra essere dei più proibitivi, visto che si andrà in casa dei Brooklyn Nets.

Insomma, parole positive e di elogio per la franchigia della Florida.
Una franchigia passata dai trionfi con i Big-Three, ad una squadra smantellata in soli due anni, e che ha visto far le valigie anche alla bandiera e leader per eccellenza Wade. Ancora oggi rimpianto da tutti i tifosi Heat, ma sempre nei loro cuori. All’interno degli Heat si è accesso un “fuoco”, che non ha più intenzione di spegnersi e di affievolirsi.
Una franchigia che ha voglia di riscatto e di ristabilire le vecchie gerarchie nella lega!

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