Quella di Brandon Jennings, nonostante i molti anni di basket professionale alle spalle, è una figura che spesso non si riesce bene a delineare. E’ un giocatore che nel tempo ha indubbiamente mostrato il proprio talento, come quando a Milwaukee, nel suo anno da Rookie, segnò 55 punti contro Golden State, superando il vecchio Record franchigia appartenente a Karim Abdul-Jabbar, per più punti messi a referto in una gara da un Rookie.
Il problema è che poi i risultati non sono stati sempre all’ altezza delle aspettative e a causa di un rendimento poco costante con la collaborazione di un infortunio al piede sinistro e uno al tendine d’ achille, il povero Brandon è finito anche in D-league con un programma di riabilitazione. Ed è stata proprio questa mancanza di costanza che ha fatto tentennare diversi Team quando si è arrivati al momento cruciale dell’ estensione contrattuale.
Giusto per fare un breve excursus: Brandon Jennings viene selezionato dai Milwaukee Bucks con la decima scelta al Draft 2009, dopo aver saltato il College per giocare un anno in Italia con la Lottomatica Roma.
Alla fine del contratto, nel 2013, i Bucks decidono di non confermarlo, diventando un “restricted free agent”. Nel luglio dello stesso anno firma un contratto con i Detroit Pistons, con cui resta fino alla stagione ’15/’16 e a questi anni risale l’ infortunio al tendine e la conseguente permanenza in D-League.
Dopo una parentesi di una stagione con gli Orlando Magic nell’ estate del 2016 passa a New York, dove Phil Jackson sembra credere molto in lui, pronosticandolo Sixth Man of The Year. L’ ambiente della Grande Mela non è dei migliori e la stagione di Jennings non soddisfa Jackson, che lo taglia dopo metà stagione, nella pausa che segue l’ All Star Game.
Ed eccoci arrivati ai giorni nostri. Da qualche tempo Scott Brooks, allenatore dei Washington Wizards, chiedeva rinforzi per il suo reparto guardie, che vede due grandi punte di diamante come Wall e Beal, ma poche valide alternative.
Il desiderio di Coach Brook è stato esaudito dalla dirigenza che ha approfittato della scelta dei Knicks per firmare il giocatore ex Lottomatica.
La prospettiva sembra interessante per ambe due le parti: Washington ci guadagna in esperienza e trova una soluzione interessante per concedere qualche minuto di riposo in più a John Wall, che è nella top five dei giocatori con più minuti giocati per partita. Mentre per Brandon Jennings può essere una buona occasione per fare bene più di quanto non abbia fatto in anni recenti. Washington è una squadra che sta giocando bene e sta recuperando punti in classifica, all’ interno della quale un giocatore come Jennings può integrarsi meglio sia dal punto di vista tecnico/tattico che dal punto di vista caratteriale. D’altronde negli ultimi anni abbiamo più volte avuto modo di notare come l’ ambiente di New York sia abbastanza deleterio per i giocatori, perciò lo spogliatoio degli Wizards difficilmente potrà essere peggio.
Ora non resta che aspettare e vedere se, finalmente, il nostro affezionato Brandon Jennings, riuscirà a trovare una stabile collocazione nella capitale, con la grande curiosità di vedere cosa riuscirà ad apportare al gioco dei Wizards, anche e soprattutto in vista dei Playoff.

