No KD, no party?

di Felice Caporaso

Sono passati pochi giorni dallo scontro fortuito tra Pachulia e Durant che ha provocato l’infortunio di quest’ultimo. Per chi avesse ancora qualche dubbio, in questo breve periodo sono arrivate le conferme dell’importanza della superstar in maglia 35 nel sistema di coach Kerr: l’assenza di KD si è fatta sentire eccome,probabilmente anche più di quanto ci si potesse aspettare…

 

I Warriors prima dell’infortunio di Durant

 

Prima della partita contro i Washington Wizards, il record di Golden State recitava  50-9, che non sarà in linea con il clamoroso 73-9 della passata stagione, ma è ugualmente un record di primissimo livello. Nonostante i tanti cambiamenti avvenuti in estate, il sistema Warriors ha inglobato praticamente da subito Kevin Durant al suo interno, che è sembrato a suo agio già dopo poche partite di regular season. Dopo un inizio claudicante soprattutto nella propria metà campo, la banda di coach Kerr ha trovato i suoi equilibri sia in attacco, esprimendo la solita pallacanestro spettacolare e forse ancora più efficace, che in difesa, dove Durant è diventata un’arma importantissima da aggiungere ai già ottimi meccanismi del sistema difensivo. I Warriors, imparata la lezione della passata stagione, stavano macinando vittorie su vittorie ma con qualche passaggio a vuoto, fisiologico per arrivare nelle condizioni migliori possibili ai playoff. Poi il 28 febbraio KD si infortuna, e da quel momento in poi le cose iniziano ad andare decisamente peggio.

 

I Warriors dopo l’infortunio di Durant

 

Bastano davvero pochi numeri per rendersi conto di come sia cambiata, in negativo, la situazione sulla baia: comprendendo anche la partita contro i Wizards (Durant si è infortunato infatti dopo un solo minuto di gioco) il record dei californiani è 2-5 con una striscia aperta di 3 sconfitte di fila, cosa che non accadeva da anni. In stagione i Warriors sono il miglior attacco della lega (116.3 punti a partita) e la quindicesima difesa (105.3 punti concessi a partita) ma se analizziamo solo le 7 partite senza KD, mentre per la difesa siamo più o meno in linea (104,4 punti concessi a partita), in attacco Golden State ha segnato “solo” 99.8 punti a partita, patendo chiaramente l’assenza di un realizzatore del calibro di Durant.

 

E’ vero anche che nell’analizzare questi numeri va ricordato che i Golden State hanno giocato 6 di queste 7 partite fuori casa e che quindi, come anche esternato pubblicamente da coach Kerr, il calendario, oltre ad essere molto fitto, non è certamente favorevole in questo momento. Inoltre, nell’ultima partita persa a San Antonio, Kerr ha lasciato a riposo Curry,Thompson e Draymond Green (anche gli Spurs hanno lasciato fuori giocatori importanti come Leonard e Parker oltre ad Aldridge,fermato dai medici) quindi a questi numeri va dato il giusto peso.

 

A parte le statistiche, quello che è lampante è che i Warriors così come sono strutturati quest’anno hanno bisogno di Durant per poter andare fino in fondo e giocarsi l’anello, anche perché ad Ovest la concorrenza non manca e ci sono almeno 2-3 squadre pronte ad approfittare di un eventuale difficoltà dei campioni in carica della Western Conference. La speranza quindi di staff,giocatori,tifosi e amanti di questo sport è che KD rientri il prima possibile e nelle migliori condizioni per affrontare i playoff e la corsa all’anello, così come si spera di trovare ai nastri di partenza della postseason giocatori come Love,Aldridge e Lowry (solo per citarne qualcuno) in modo da poter vedere tutte le franchigie al massimo delle proprie possibilità per dare la caccia al titolo.

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