Raptors-Warriors: dove ha vinto la serie Toronto?

Toronto Raptors festa

Ed anche le NBA Finals 2019 sono ormai agli archivi e possiamo dire certamente che Raptors-Warriors è stata una serie finale assolutamente emozionante e piena di colpi di scena. Ad inizio anno nessuno avrebbe mai pensato di vedere i Toronto Raptors disputare una finale NBA contro i Golden State Warriors in una maniera così intensa e così efficace. Infatti, oltre al fatto che in casa Raptors avevano sempre dimostrato di non reggere la pressione dei Playoff, c’è da ricordare che la squadra è stata quasi completamente rinnovata con le partenze di Jonas Valanciunas, Jacob Poltl e DeMar DeRozan e gli arrivi di Danny Green, Kawhi Leonard, Marc Gasol e Patrick McCaw. Andiamo ora a vedere dove e come hanno vinto questo titolo NBA i Toronto Raptors:

Golden State-Toronto
Kawhi Leonard è l’MVP delle NBA Finals 2019

LA DIFESA DEI RAPTORS

Durante tutta la stagione, ed in particolare nella serie Raptors-Warriors, la squadra di Coach Nick Nurse ha messo in campo un sistema difensivo da applausi, mettendo sempre in grande difficoltà l’attacco avversario e costruendo la base del proprio successo proprio nella metà campo difensiva. Aiutata sicuramente dagli infortuni (specialmente quello di Kevin Durant), la difesa dei Toronto Raptors ha sempre messo enorme pressione su Stephen Curry e Klay Thompson (fin quando è rimasto in campo). Le guardie della Baia hanno faticato enormemente a far canestro, ogni singolo possesso.

La difesa ordinata da Coach Nurse si può riassumere con la frase “tutti, ma non gli splash brothers“; su ogni uscita dai blocchi, infatti, le due stelle dei Warriors venivano spesso raddoppiati e se ricevevano palla comunque venivano riempiti di attenzioni da tutti e 5 i difensori in campo della squadra canadese. Inoltre, specialmente in gara 6, i dinosauri hanno tolto letteralmente il tiro da 3 punti a Steph Curry, spingendolo in area contro gli aiuti difensivi o, nella peggiore delle ipotesi, concedendo un tiro da 2 invece che da 3. Ed in partite combattute come queste, ogni singolo punto può fare tutta la differenza del mondo. Infine, quando uno tra Curry e Thompson rifiatava, la squadra del Canada optava sistematicamente per una difesa box and one, condita spesso da raddoppi se uno degli splash brothers riusciva a ricevere palla.

La difesa eccezionale di VanVleet su Curry: non gli fa ricevere palla e la recupera dopo che Gasol la sporca

PROTAGONISTI DALLA PANCHINA: RAPTORS SEMPRE, WARRIORS MAI

Tanta differenza nella serie Raptors-Warriors l’ha fatta senza dubbio l’apporto delle due panchine. Non a caso, durante l’intera serie i Toronto Raptors hanno sempre trovato protagonisti in uscita dalla panchina. In particolare, Fred VanVleet e Serge Ibaka hanno disputato 6 incontri eccezionali. Dall’altro lato, in casa Warriors, nessuno in uscita dalla panchina ha mai inciso molto, dato che DeMarcus Cousins, pur giocando decentemente in attacco (ma comunque al 10% del suo potenziale) ha combinato disastri nella metà campo difensiva. L’unico a salvarsi è in gara 2 Quinn Cook.

L’attacco dei canadesi nella serie Raptors-Warriors si è spesso affidato a Fred VanVleet, che puntualmente ha risposto presente specialmente quando contava, segnando spesso triple pesantissime e canestri difficilissimi, tanto che Flavio Tranquillo l’ha definito come “l’uomo del destino”. Diversamente da VanVleet, Ibaka ha fatto la differenza con la sua esplosività e la sua intensità. La power forward spagnola è riuscita a segnare molto di più dei suoi standard dando un contributo preziosissimo anche con i punti a referto.

Uno dei tanti canestri pesanti di VanVleet. Questo arriva in gara 6

LA FIDUCIA OFFENSIVA DEI RAPTORS

Anche nella metà campo offensiva nella serie Raptors-Warriors la squadra allenata da Coach Nurse ha avuto una fiducia infinita, visto che nelle 4 vittorie dei Toronto Raptors hanno tirato benissimo sia da 2 che da 3 punti, costruendo spesso ottimi tiri e mandando in crisi la difesa dei Warriors. Non è un caso che, quando è arrivata una vittoria da parte dei Raptors, i canadesi abbiano segnato tantissimo dal perimetro e con tanti giocatori.

La fiducia di Siakam anche nel tiro da 3 punti, non la sua specialità ma lo manda a bersaglio

Il simbolo dello stato di grazia in casa Raptors è assolutamente Pascal Siakam, il quale in gara 1 ha fatto registrare una prestazione memorabile in attacco finendo con 32 punti e 14/17 dal campo ed in gara 6 ha concluso con 26 punti tirando benissimo anche da 3 punti, dopo che nella parte centrale della serie aveva faticato dall’arco. Insomma, la vittoria del Larry O’Brien Trophy da parte dei Toronto Raptors è sicuramente una vittoria di squadra, visto che tutti hanno portato il loro contributo sia in attacco e sia in difesa.

Rudy Gay a Kevin Durant: “Niente paura, tornerai alla grande!”

rudy gay a kevin durant

Warriors, i consigli di Rudy Gay a Kevin Durant: “Sarà un processo lungo, non deve avere paura e tornerà quello di prima“.

La rottura del tendine d’Achille è uno degli infortuni più problematici da affrontare per uno sportivo: tempi di recupero lunghi, una riabilitazione difficile accompagnata dal timore – come riportato da tanti “superstiti” – di non poter più tornare l’atleta di un tempo.

Kevin Durant si è sottoposto nella giornata di mercoledì ad un intervento per la rottura del tendine d’Achille della gamba destra, infortunio riportato nel secondo quarto della quinta partita della finale NBA 2019 a Toronto.

Infortunio che lo accomuna, suo malgrado, al suo attuale compagno di squadra DeMarcus Cousins (che si ruppe lo stesso tendine nel gennaio 2018 in maglia New Orleans Pelicans), a J.J. Barea dei Dallas Mavericks (tendine KO lo scorso gennaio per il portoricano) ed a Rudy Gay dei San Antonio Spurs, per citare alcuni degli esempi recenti.

Con lo stesso infortunio, la carriera ad alto livello del 35enne Kobe Bryant terminò il 12 aprile 2013, nelle terzultima partita di regular season contro i Golden State Warriors.

Come riportato da Zach Lowe di ESPN, le proporzioni dell’infortunio di Durant sono tali da mettere in discussione – nei prossimi mesi – numeri e posto nella storia del gioco di un giocatore già oggi, a soli 30 anni d’età, al 31esimo posto nella classifica marcatori NBA ogni epoca. Le medie carriera di Kevin Durant, proiettate per le prossime stagioni, avrebbero permesso alla star dei Golden State Warriors di insidiare addirittura il primato di Kareem-Abdul Jabbar.

Rudy Gay a Kevin Durant: “Non temere, tornerai quello di prima”

Durant potrebbe ritrovarsi costretto a saltare l’intera annata 2019\20 (sono dai 10 ai 12 mesi i tempi di recupero di solito necessari per il ritorno in campo). Nel gennaio del 2017, l’allora giocatore dei Sacramento Kings Rudy Gay chiuse la sua stagione con un infortunio al tendine d’Achille, e fu in grado di ritornare in campo – a San Antonio – nove mesi dopo l’intervento.

L’ala degli Spurs, che sarà free agent in estate, ha raccontato a Marc J. Spears di The Undefeated di aver contattato Durant dopo la notizia del suo infortunio, offrendosi di dargli alcuni consigli “di prima mano”:

“(Durant, ndr) mi ha richiamato, presto faremo una bella chiacchierata (…) la cosa più importante e difficile da fare è saper ascoltare il proprio fisico, trovare il proprio ritmo. Man mano che si sentirà meglio, l’unica cosa davvero importante è imparare ad ascoltare il suo fisico

Dopo l’intervento portai un gesso per tre settimane” prosegue Gay “Sei mesi più tardi ero già in campo, gli Spurs vollero ovviamente andarci cauti“. Nella stagione 2017\18, quella successiva all’infortunio, Rudy Gay giocò 57 partite in maglia nero-argento (11.5 punti e 5 rimbalzi a gara in 21.6 minuti a gara), per poi disputare l’anno successivo una regular season di alto livello, chiusa a 13.7 punti e 6.8 rimbalzi a gara, in 69 partite disputate e 26.7 minuti d’impiego.

Ho capito subito che si trattava del tendine, solo dalle immagini” Rudy Gay torna al momento dell’infortunio con la mente “Ti senti come se una palla di fuoco di attraversasse il corpo dal basso (…) il mio recupero fu uno dei più brevi mai registrati, ma all’inizio fui ben lontano dalla forma migliore, mi ci volle tanto tempo (…) solo nei playoffs (2018, ndr) iniziai a sentire di nuovo buone sensazioni“.

Non dimentichiamo che (Durant, ndr) è altro più di 210 cm, ed è un tiratore incredibile. Anche se all’inizio non dovesse tornare sui suoi livelli, sarebbe comunque migliore della quasi totalità degli altri giocatori. Ma questo è lo scenario peggiore, io so che andrà tutto bene

Ora è ufficiale: Kevin Durant tempi di recupero lunghi, starà fermo la prossima stagione

Kevin Durant tempi di recupero-kevin durant operazione

Kevin Durant tempi di recupero molto lunghi per la star dei Golden State Warriors: è arrivata la conferma delle notizia che nessuno di noi avrebbe voluto mai leggere. KD si è sottoposto ad una operazione chirurgica per la rottura del tendine d’Achille della gamba destra, come riportato da Shams Charania di The Athletic. E’ arrivata la conferma subito dopo la vittoria del titolo NBA da parte dei Toronto Raptors: il coach dei Warriors, Kerr, ha parlato dell’infortunio di Kevin Durant: “Resterà fermo per la prossima stagione, non ci sarà”. Dunque confermato uno stop di almeno 10 mesi. Torna presto KD!

Brutte notizie confermate dunque: il giocatore degli Warriors si è rotto il tendine d’Achille, non si conoscono ancora i tempi di recupero effettivi per rientrare sul parquet. Questo il Tweet di Shams Charania di poco fa a riguardo:

Kevin Durant tempi di recupero ora molto lunghi

Oltre all’insider, anche Kevin Durant in persona ha postato su Instagram una foto del suo infortunio e dell’operazione appena subita. Ecco qui il suo messaggio per chi gli è stato vicino in questo momento veramente difficile per la sua carriera sportiva:

A livello di tempistiche, per il suo recupero a prima vista potrebbero volerci dai 10 ai 12 mesi per recuperare al 100% nell’ipotesi peggiore, sebbene molto dipenderà dalla sua forza di volontà e dal lavoro, con l’obiettivo di esserci già per i prossimi playoffs NBA, a questo punto presumibilmente proprio con i Golden State Warriors, franchigia con la quale probabilmente eserciterà la player option per un ultimo ballo nella Baia.

Riuscirà Kevin Durant a tornare forte e decisivo come prima dell’infortunio subito? Questo si domandano in molti tra i fan degli Warriors e gli appassionati di questo bellissimo sport. La risposta è difficile ma al momento sembra avere un esito piuttosto negativo: speriamo che KD riesca a smentirci e tornare ancora più forte da uno stop veramente doloroso e frustrante, oltre che di difficilissimo pieno recupero, soprattutto per degli atleti come i giocatori di NBA che giocano molto sull’esplosività e la rapidità dei movimenti.

I tifosi Raptors sostengono la Kevin Durant Charity Foundation su GoFundMe

tifosi raptors Kevin Durant

A dimostrazione di buona fede e di sportività nei confronti dello sfortunato Kevin Durant , alcuni tifosi dei Toronto Raptors hanno lanciato sulla piattaforma GoFundMe.com una campagna di raccolta fondi per la fondazione della star dei Golden State Warriors, la “Kevin Durant Charity Foundation“.

A metà del secondo quarto di gioco di gara 5 della finali NBA 2019, Kevin Durant ha dovuto abbandonare definitivamente partita e serie a causa di una sospetta rottura del tendine d’Achille della gamba destra.

Gara 5 era la prima partita disputata da Durant ad oltre un mese di distanza dall’infortunio al polpaccio destro riportato contro gli Houston Rockets. In un primo momento, i tifosi sugli spalti della ScotiaBank Arena di Toronto avevano esultato all’infortunio di Durant, che aveva iniziato la sua partita con un perfetto 3 su 3 da dietro l’arco dei 3 punti, per poi accompagnare l’uscita dal campo del numero 35 Warriors con applausi e cori d’incitamento, una volta chiara la natura e la potenziale gravità del problema fisico.

La Kevin Durant Charity Foundation sostiene programmi di studio, sussidi e borse di studio per giovani e ragazzi in età scolare, in contesti disagiati. Gli autori dell’appello si scusano con Durant e con gli Warriors per la prova di scarsa sportività dimostrata dal pubblico di Toronto: “Una cosa che non ci si sarebbe ami aspettati dal nostro pubblico. Questi playoffs hanno vissuto alcuni momenti di bassa anti-sportività da parte di tanti spettatori (…) unitevi dunque nel fare i migliori auguri di pronta ripresa a Kevin Durant. KD ha profuso ogni goccia di energia e passione nello sport che ama, aiutiamolo a portare avanti un’altra delle sue attività predilette: aiutare gli altri, aiutare i giovani in difficoltà ed a rischio criminalità sostenendo la sua fondazione ed i programmi che sostiene“.

Tante le reazioni, social e dirette, di tanti tra compagni, colleghi ed avversari di Durant nelle ore successive la partita. Non è al momento nota l’estensione e la gravità dell’infortunio di Durant, che in caso di rottura completa del tendine potrebbe essere costretto a saltare l’intera stagione NBA 2019\20.

Così Serge Ibaka, oggi avversario di Durant ma compagno di KD agli Oklahoma City Thunder per tante stagioni, assieme a Russell Westbrook: “In un primo momento ho pensato avesse perso una scarpa, o che fosse scivolato. Poi l’ho visto a terra ed ho capito che si trattava di qualcos’altro (…) è dura per lui, Kevin ama il gioco, vederlo a terra così è stata davvero una cosa brutta, dopo tutto il lavoro fatto per tornare in campo. Sul parquet siamo avversari, ma è solo un gioco in fondo, Kevin è come un fratello per me“.

Kerr, Klay, Embiid, Drake, le reazioni del mondo NBA all’infortunio di Kevin Durant

Kevin Durant tempi di recupero-kevin durant operazione

Tante le reazioni, tra compagni di squadra e colleghi, alla notizia dell’infortunio di Kevin Durant.

La star dei Golden State Warriors rischia seriamente di pagare un prezzo salatissimo per la sua rincorsa alle finali NBA 2019, iniziate in panchina per via di un problema muscolare e durate solo 12 minuti dell’eroica e drammatica gara 5 a Toronto.

Come anticipato dai vertici della squadra, Durant ha riportato con ogni probabilità una lesione al tendine d’Achille della gamba destra, in attesa della risonanza magnetica che verrà effettuata nella giornata di martedì. Nel post partita un mix di orgoglio e comprensibile scoramento per i compagni di KD, che tra due giorni toneranno in campo alla Oracle Arena di Oakland per forzare una gara 7 in trasferta.

Le reazioni all’infortunio di Durant: Klay e Steph

Klay Thompson raggiunge nel post partita la crew di NBA TV, ed incoraggia il suo compagno: “Nessuno di noi è mai stato arrabbiato con Kevin, dover giocare senza il nostro miglior giocatore è stata una cosa pessima per noi, in passato abbiamo visto tante squadre perdere il loro giocatore di riferimento per infortunio, quest’anno è successo a noi (…) è una sensazione strana, siamo carichi per la vittoria ed allo stesso tempo, una cosa così è davvero dura da accettare, ti lascia quasi svuotato. Io conosco bene Kevin, so che è un combattente e so che tornerà più forte di prima. Ha ancora tanta pallacanestro da giocare e tantissimo da dare“.

Solo tanto rispetto per Durant, ha messo la sua salute fisica al secondo posto per la squadra, questo la dice lunga su di lui, ci mancherà. Il solo rivederlo in campo con ci aveva dato fiducia, e ora…

Steph Curry: “Anche in un contesto super competitivo come le finali NBA, la vita di tutti i giorni rimane la cosa più importante. Abbiamo visto tutto l’impegno, tutta la dedizione che (Durant, ndr) ha impiegato per esserci, tutto ciò che è stato detto su di lui per tutto l’anno. Kevin ci ha dato quello che poteva, si è sacrificato (…) mi dispiace davvero tanto per lui“.

La reazione del pubblico? (i tifosi dei Raptors hanno inizialmente gioito nel vedere Durant a terra, per poi tributare il giusto applauso al giocatore, ndr) Ho vissuto qui per anni, ed amo questo pubblico, la loro reazione mi ha lasciato un po’ confuso, non me lo aspettavo. Kyle Lowry e Danny Green sono stati bravi a chiedere rispetto per la persona. Non è questa la Toronto che mi ricordavo, spero non ci siano altri episodi del genere più avanti

Le reazioni all’infortunio di Durant: Nurse e Kerr

Nick Nurse, head coach dei Toronto Raptors: “Si è fatto male da solo, e non è mai un buon segno quando accade. Kevin Durant è uno dei mie giocatori preferiti, personalmente, vedere un infortunio così ti lascia sempre triste”.

Coach Steve Kerr fatica a trovare parole consone per il momento: “Come ho detto ai ragazzi prima, non ci sono parole. Sono davvero orgoglioso di loro per il cuore e la volontà di soffrire che hanno dimostrato, e sono davvero devastato per Kevin (Durant, ndr), mi sento davvero male per lui. Una grande vittoria ed una perdita terribile allo stesso tempo, per noi“.

Le reazioni all’infortunio di Durant: i giocatori NBA su Twitter

Tante le reazioni, i commenti ed i messaggi a Kevin Durant via social network, da tanti colleghi ed avversari NBA.

Warriors-Raptors, una gara 5 drammatica, Curry: “Siamo ancora vivi, Durant si è sacrificato per la squadra”

warriors raptors

Warriors-Raptors, Gara 5 delle finali NBA 2019 è una partita drammatica, dal primo all’ultimo secondo di gioco.

I Golden State Warriors sopravvivono in trasferta, sopravvivono al nuovo infortunio del rientrante Kevin Durant (sospetta rottura del tendine d’Achille della gamba destra per KD), e sopravvivono a 10 punti consecutivi nel quarto periodo di Kawhi Leonard per allungare la serie e tornare ad Oakland, alla Oracle Arena per un’ultima partita.

Alla ScotiaBank Arena di Toronto, Ontario, gara 5 tra Warriors e Raptors termina 106-105 per i campioni in carica.

Dura appena 12 minuti il ritorno in campo dopo più di un mese di assenza di Kevin Durant. Dopo aver segnato 11 punti e ridato vitalità all’attacco degli Warriors con la sua sola presenza, Durant deve abbandonare definitivamente la serie nel secondo quarto. Dopo aver messo palla a terra contro Serge Ibaka, il tendine d’Achille destro cede, KD si lascia cadere a terra e con sguardo vitreo lancia un’occhiata alla sua panchina: è finita, e lui lo sa.

Lo sfortunato Durant torna negli spogliatoi sul punteggio di 39-34 Warriors, sorretto da Andre Iguodala e Steph Curry, lascerà l’arena un’ora più tardi con un vistoso tutore applicato alla gamba e la sensazione di un infortunio grave.

I suoi compagni in campo non cedono, DeMarcus Cousins – che nei piani di coach Steve Kerr non avrebbe dovuto giocare – viene gettato nella mischia e risponde con 7 punti, tenendo a galla i suoi in un momento tra più emotivi mai vissuti dai bi-campioni in carica.

I Golden State Warriors soffrono a rimbalzo (43-37 a fine gara), soffrono in difesa quando DeMarcus Cousins viene coinvolto in un pick and roll dopo l’altro, soffrono le tante palle perse (15), ma replicano con una prova balistica da campioni (20 su 42 al tiro da tre punti in trasferta, cose da pazzi).

Sono incredibiliSteve Kerr non riesce a dire molto altro dopo una partita estenuante “Sono incredibili, sono competitivi, sono dei grandi tiratori“. Klay Thompson e Steph Curry chiudono la loro partita con rispettivamente 26 e 31 punti (12 su 17 al tiro da tre punti complessivo), Curry sfiora la tripla doppia (8 rimbalzi, di cui uno decisivo a 37 secondi dal termine, e 7 assist), Thompson rimane in campo per 43 minuti.

L’altro infortunato di casa Warriors, Kevon Looney, alza bandiera bianca nel terzo quarto per un aggravarsi dell’infortunio al costato rimediato in gara 2, e difficilmente potrà prender parte alla sesta partita della serie: “Kevon non poteva giocare, ho dovuto dirgli di non giocare piùAndre Iguodala parla da veterano “La gente non credo si renda davvero conto di che coesione questa squadra abbia, che legame abbiamo l’uno con l’altro… siamo dei fratelli… le persone da fuori non ne hanno idea“.

In qualche modo i Golden State Warriors non cedono terreno, il primo vantaggio del secondo tempo per i Raptors arriva solo a 4 minuti dal termine dopo una raffica devastante di Kawhi Leonard (103-97 il massimo vantaggio Toronto a 3 minuti dalla sirena finale). Thompson fa -3 da dietro l’arco, la difesa nega il possesso a Kawhi Leonard e Kyle Lowry (18 punti e 6 assist in 42 minuti) sbaglia un tiro da tre punti con spazio, poi Curry reagisce ad un quarto periodo difficile con la tripla del pareggio (103-103).

L’ultimo minuto di gioco è selvaggio. Gli Warriors perdono banalmente l’ennesimo pallone della loro partita (infrazione di campo di Green, in “società” con un pigro Curry), Lowry fa -1 (105-106) di nuovo attaccando Cousins dal palleggio, sull’ultimo possesso offensivo Warriors Cousins commette fallo in attacco (blocco irregolare). Kawhi Leonard gestisce la potenziale ultima palla della stagione per i suoi Raptors, e sul raddoppio della difesa trova Kyle Lowry dall’angolo, che sbaglia.

106-105 Warriors, Steph Curry scappa verso gli spogliatoi esultando e ripetendo ad alta voce: “Siamo ancora qui, siamo ancora vivi“.

Era vincere o tornare a casa, nel secondo quarto è stato davvero un brutto momento, ma Klay (Thompson, ndr) ha segnato tanti tiri pesanti, DeMarcus (Cousins, ndr) ci ha dato tanti buoni minuti, Draymond… abbiamo trovato il modo di vincere. KD ha dato tutto quello che poteva, ha sacrificato il suo fisico per la squadra, sono veramente dispiaciuto per lui“.

Warriors, Kevin Durant aumenta il ritmo in allenamento, status incerto per gara 5

Kevin Durant warriors

Kevin Durant torna finalmente ad allenarsi con la squadra, nelle ore in cui alcune fonti parlano di “malumori” diffusi tra i compagni di squadra per la lunga e pesante assenza del due volte MVP dell finali NBA, ed alla vigilia di una gara 5 da dentro o fuori per i Golden State Warriors.

Steve Kerr ha precisato che lo status di Durant per la partita della notte italiana tra lunedì e martedì rimane incerto. Gli Warriors annunceranno solo prima della palla a due la decisione dello staff atletico della squadra su KD.

Kevin Durant prenderà parte all’allenamento di domenica, un miglioramento rispetto ai giorni scorsi: “Farà del lavoro extra con le riserve” Così Kerr ai reporter “Per la prima volta potrà svolgere u allenamento più completo”.


Ad ormai un mese esatto dall’infortunio, uno stiramento al polpaccio della gamba destra, pare profilarsi una luce in fondo al tunnel per Durant. Gara 5 a Toronto potrebbe essere l’ultima partita stagionale dei Golden State Warriors, e la gara 5 della semifinale della Western Conference contro gli Houston Rockets potrebbe alla fine risultare l’ultima partita disputata da Kevin Durant in maglia Warriors.

Non il finale che ad inizio stagione una squadra lanciata verso il primo “three-peat” della storia NBA dai tempi dei Los Angeles Lakers 2000-2002 aveva immaginato. La presenza di un Durant in condizioni fisiche accettabili potrebbe bastare da sola ad allungare– se non cambiare – una serie di finale NBA finora a senso unico.

Lo riaccoglieremmo a braccia aperteKlay Thompson su Kevin DurantDirei che è abbastanza chiaro quanto ci sia mancato finora, assieme abbiamo vinto due titoli, sarebbe una bellissima storia se tornasse e ci aiutasse con il terzo. Gli infortuni sono la parte più dura per uno sportivo, bisogna giocarci sopra – se si è in grado di farlo. Tutti l’abbiamo fatto, l’infortunio di Kevin è serio, e sappiamo che lui è il primo a voler essere in campo“.


I Golden State Warriors di gara 4, affaticati e “sgonfiati” dal terzo quarto magistrale di Kawhi Leonard e dei Toronto Raptors, avranno ben poche possibilità di spuntarla in Canada. Un rientro dell’ultimo minuti di Durant potrebbe funzionare da scarica di adrenalina per gli uomini di coach Kerr, chiamati a diventare la seconda squadra nella storia NBA a rimontare uno svantaggio di 3-1 in una finale NBA.

Dopo gara 4 c’era tanta delusione negli spogliatoiSteph Curry in conferenza stampa “Perdere due partite di fila in casa non piace a nessuno, nelle finali poi… dovremo correggere tante cose prima di gara 5, per non ‘morire’. Non direi che fossimo depressi o scoraggiati, anzi siamo ansiosi di scendere in campo domani e giocare. Siamo fiduciosi, possiamo farcela se ci concentreremo, oggi in allenamento c’era tanta energia e voglia di fare“.

Possiamo farcela, sappiamo di potercela fare” Chiude Curry “Dimostriamolo a tutti“.

NBA Finals, ancora niente Kevin Durant: “Non è pronto, Warriors frustrati, niente più update”

kevin durant nba finals

Mancano solo – al massimo – tre partite alla conclusione delle NBA Finals 2019, e di Kevin Durant nessuna traccia.

I Golden State Warriors, oggi con le spalle al muro e sotto 3-1 nella serie, hanno per due settimane cercato di guadagnare tempo e sperare in un’ultima fase di recupero celere per la loro star, la cui assenza ha permesso a Kawhi Leonard di concentrarsi quasi esclusivamente sulla fase offensiva, senza l’assillo di dover marcare uno dei più forti attaccanti di sempre.

Recupero arrivati a questo punto improbabile: “Non è pronto, punto” Così Brian Windhorst di ESPN nel post gara 4, riportando le ultime da casa Warriors “Durant ha provato in allenamento, ma non è ancora pronto, lo sa lui e lo sanno i preparatori. Kevin è sicuramente molto frustrato“.

Dopo il forfait di gara 3, coach Steve Kerr aveva ammesso alcune difficoltà di comunicazione sullo status di Kevin Durant, dovute anche alla natura insidiosa dell’infortunio. Kerr si era limitato a commentare: “Ci sono buone possibilità che KD possa rientrare in gara 5 o 6, giocherà quando sarà in grado di farlo” Spostando ancora più in là l’orizzonte temporale.

Dopo l’annuncio del forfait anche per gara 4, e dopo la sconfitta però, la frustrazione è salita oltre il livello di guardia anche per lo stesso Steve Kerr: “E’ molto irritato per questa situazione” Continua Windhorst “Oggi (Kerr, ndr) ha sostanzialmente detto che non darà più update sullo status di Durant, si limiterà a dire se giocherà o no la prossima partita“.

Gara 5, in programma nella notte italiana tra lunedì 10 e martedì 11 giugno, potrebbe essere l’ultima partita stagionale per i Golden State Warriors. Altri tre giorni di tempo ed un trasferimento in Canada per Kevin Durant per tentare il più estremo dei recuperi e correre in aiuto dei suoi compagni.

Warriors, Kerr: “Kevin Durant potrebbe giocare in gara 5 o gara 6, infortunio difficile da gestire”

Kevin Durant free agent

Kevin Durant ricomparirà prima o poi nella serie, ne è convinto coach Steve Kerr nonostante le condizioni della star dei Golden State Warriors non gli consentiranno di scendere in campo nemmeno per gara 4 delle finali NBA 2019, in programma nella notte italiana tra venerdì e sabato.

Credo che lo rivedremo in questa serie” Così Kerr “Potrebbe giocare per gara 5 o gara 6, ci sono buone possibilità“. Dopo aver già timidamente ipotizzato nei giorni scorsi un recupero già per gara 3, gli Warriors hanno dovuto fare marcia indietro e rimandare il fatidico (e quanto mai necessario per le fortune dei bi-campioni in carica) annuncio, cercando inoltre di gestire gli acciacchi di Klay Thompson (che tornerà per gara 4), Andre Iguodala, Kevon Looney e DeMarcus Cousins.

Durant si era infortunato al polpaccio della gamba destra nel terzo quarto di gara 5 della serie di semifinale di conference contro gli Houston Rockets, lo scorso 9 maggio, uno stiramento muscolare che ha tenuto il due volte MVP delle finali NBA fuori per – ad oggi – un mese intero.

Marcia indietro dei Golden State Warriors dovuta, nelle parole di coach Kerr, alla natura “insidiosa” del problema muscolare di Kevin Durant: “Ci sono state delle difficoltà di comunicazione, è un infortunio su cui è difficile fare previsioni… quando starà bene, giocherà“.

Con il recupero di Klay Thompson in gara 4, gli Warriors riavranno la seconda bocca da fuoco offensiva al fianco di Steph Curry, dopo una gara 3 difficile dal punti di vista offensivo per la squadra di Steve Kerr. Nella giornata di giovedì, alcuni report avevano dato come “possibile” un ritorno in campo di Kevon Looney, vittima in gara 2 di un infortunio al costato ed inizialmente dichiarato indisponibile per il resto delle finali 2019.

Abbiamo richiesto un secondo parere medico” Così Steve Kerr su LooneyE ci è stato riferito che c’è una possibilità (…) vedremo giorno per giorno, di certo non vogliamo correre rischi inutili“. L’assenza di Kevon Looney si è rivelata davvero pesante per i Golden State Warriors, viste soprattutto le difficoltà difensive e di mobilità di un DeMarcus Cousins lontano dal 100% dopo i problemi fisici di aprile.

Warriors, Kevin Durant out per gara 1 delle finali NBA, Cousins gioca?

kevin durant out per gara 1

Golden State Warriors, Kevin Durant out per gara 1 delle finali NBA 2019 contro i Toronto Raptors, in programma giovedì 30 maggio.

A confermare il forfait di Durant è coach Steve Kerr, come riportato da Nick Friedell di ESPN. Kevin Durant è ai box dallo scorso 9 maggio a causa di uno stiramento al polpaccio della gamba sinistra.

Kerr ha inoltre aggiunto che la squadra non ha ancora preso una decisione sulla presenza di Durant a Toronto per le prime due gare, di fatto escludendo – salvo recuperi dell’ultima ora – che l’MVP delle finali NBA 2018 possa scendere in campo persino per gara 2.

Una decisione su DeMarcus Cousins sarà invece presa solo alla vigilia di gara 1. L’ex giocatore dei New Orleans Pelicans, fermo ormai da più di un mese a causa di uno strappo al quadricipite della gamba sinistra, ha già sostenuto un paio di allenamenti con la squadra, ma pare al momento in ritardo di condizione.

Durant non ha ancora sostenuto invece allenamenti completi dalla data del suo infortunio, occorso durante il terzo di quarto di gara 5 delle semifinali della Western Conference contro gli Houston Rockets.

Warriors, DeMarcus Cousins giocherà nelle finali, tempi più lunghi per Kevin Durant

Kevin Durant out per gara 3

Le condizioni degli infortunati DeMarcus Cousins e Kevin Durant sono state rivalutate nella giornata di giovedì, come annunciato dai Golden State Warriors via comunicato ufficiale.

Kevin Durant non ha ancora ripreso gli allenamenti con la squadra, sebbene il comunicato parli di “progressi concreti” nel percorso di recupero dallo stiramento al polpaccio destro accusato lo scorso 9 maggio durante la quinta gara dell semifinali di conference contro gli Houston Rockets.

DeMarcus Cousins ha invece ripreso gli allenamenti con i compagni proprio nella giornata odierna. Gli Warriors hanno annunciato inoltre che il ritorno in campo di Cousins durante le finali NBA è “molto probabile“.

Tempi più lunghi per Kevin Durant, che sarà costretto a saltare l’inizio della serie di finale. I Golden State Warriors attendono la vincente della serie tra Toronto Raptors e Milwaukee Bucks per conoscere il prossimo avversario, gli uomini di coach Steve Kerr giocheranno a partire dal prossimo 30 di maggio per il terzo titolo NBA consecutivo, ed il quarto in cinque anni.

 

Golden State Warriors, Kevin Durant infortunato non viaggerà a Portland con la squadra

Kevin Durant out per gara 3

Kevin Durant, fermo da 3 partite consecutive a causa di uno stiramento al polpaccio riportato nel corso delle semifinali di sonference contro gli Houston Rockets, salterà anche gara 3 e gara 4 delle Western Conference Finals contro I Portland Trail Blazers.

La notizia è stata riportata da Chris Haynes di Yahoo Sport e ripresa da Anthony Slater per The Athletic. Come annunciato da Bob Myers, general manager dei Golden State Warriors, Kevin Durant “non è al momento ancora vicino al rientro“.

Le condizioni dell’ex giocatore dei Thunder sono state rivalutate nella giornata di giovedì.

Kevin Durant, il migliore realizzatore degli Warriors

Il numero 35 degli Warriors, fin qui il miglior realizzatore dell’attuale post-season con 34.2 punti a partita, è stato il principale fattore chiave delle vittorie di Golden State.

L’assenza dal parquet di Durant non sembra aver creato problemi alle dinamiche interne, apparentemente perfette, della squadra allenata da Steve Kerr. Lo dimostrano le vittorie nelle prime due partite della serie contro Damian Lillard e compagni, vittorie che portano le firme del trio Curry-Thompson-Green, autori di prestazioni eccellenti.

Steve Kerr ha confermato giovedì che l’infortunio di Durant “è leggermente più serio di quanto preventivato”. Il giocatore potrebbe pertanto essere costretto a saltare l’intera serie di finale di conference contro Portland, che si trasferirà a partire da domenica 19 maggio in Oregon per gara 3 e 4.