Home NBA, National Basketball AssociationFrom The Corner #15: Draft NBA

From The Corner #15: Draft NBA

di Raffaele Camerini

Farò un gesto d’istinto facendo outing davanti a tutti: ADORO IL DRAFT NBA!!!
La serata dei bluff, degli scambi incredibili, delle scelte insensate, degli Steal Of the Draft, la sera della prima scelta assoluta, dei vestiti di marca costosa addosso a diciannovenni che non hanno ancora preso un dollaro da qualsiasi squadra NBA. Ma soprattutto la sera in cui tutti sono esperti, quando in realtà nessuno sa cosa realmente accadrà!

Adoro. Senza mezzi termini, again: ADORO IL DRAFT NBA!

Tutti scrivono e sanzionano i propri vincitori ed i propri sconfitti. Io voglio rimanere onesto e sincero con tutti voi: non ne ho la più pallida idea di chi abbia vinto e di chi abbia perso! Certo che guardando quanto guadagnano dei ventenni sbarbati se scelti al primo giro, mi viene da pensare che ci siano minimo trenta vincitori.
Sono però fermamente convinto (con legittimità di sbagliare) che il vero Rookie of the Year non sia tra questa gilda di giovani puledri appena selezionati, bensì nella scorsa gilda, risiedendo nell’altisonante nome di Ben Simmons.
Phila gioca bene prima del Draft e si aggiudica l’ennesima prima scelta, con dito di ringraziamento rivolto a Sam Hinkie, già precedentemente sbolognato. I Sixers quindi annovereranno nel loro più che giovane roster quel realizzatore che mancava, tale Markelle Fultz, che tanto fa impazzire gli Scout NBA. Fultz con Embiid (sano, per carità), Simmons e Saric sono un telaio interessante su cui costruire la riscossa della compagine della Pennsylvania. Riscossa che per la quale ci vorranno almeno un paio di anni buoni.

Fultz e Ball

Boston dal canto suo, ha preso proprio chi volevano prendere. Jayson Tatum si troverà bene con gli stimoli e la visione di Coach Brad Stevens, in un ambiente caldo come quello dei C’s, squadre e franchigia che vogliono continuare a fare bene ancora per molto tempo.

Lonzo Ball è andato esattamente dove tutti ci aspettavamo che andasse. Oddio, il padre non ha perso l’occasione di metterei ancora di più sotto i riflettori, profetizzando un immediato ritorno dei giallo-viola alla post season, proprio grazie alle prodezze del maggiore dei suoi figli. Il campo sarà testimone, ma prima di questo, l’applauso è dovuto a Magic Johnson, che prima del Draft ha portato a casa Brook Lopez per DeAngelo Russell, ha fatto uno dei suoi No-Look dicendo di non essere sicuro della scelta di Ball, finendo ovviamente per prenderlo subito senza pensarci troppo.

fox-deaaron-usnews-getty-ftr_18tjctx8vll64120p80fjm4nrk-compressor

De’Aaron Fox

Gli altri? Gli altri per lo più hanno  rispettato il copione: dopo aver fatto fare a Ainge e Stevens un viaggio a vuoto fino in California, Josh Jackson indosserà la maglia dei Suns di Uliss e Chriss. De’Aaron Fox andrà a Sacramento a fare coppia con Buddy Hield, in uno scenario per ora solo nella testa di Vlade Divac (mah…). I Knicks prendono Ntilikina, sommerso anche lui, come Porzingis, dai boati di disapprovazione dei tifosi New Yorkesi presenti.

Due colpi che potrebbero sorprendere già alla prima stagione sono Dennis Smith Jr a Dallas e Malik Monk a Charlotte, quest’ultimo per tanto tempo considerato uno dei primi 5.

Il Draft però, ci tengo a ricordarvelo, non è una scienza esatta! Pensate a Draymond Green, a Ginobili, a Parker. Pensate persino a Leonard che è stato l’unico giocatore a concorrere per l’MVP difensivo ed offensivo. Quello che un giocatore fa nel college, non è assolutamente certo possa ripeterlo anche nella “Grown’s men League”, la lega degli adulti. Bisogna avere pazienza il più delle volte, serve tempo, serve la situazione giusta, l’imprintig preciso, che faccia scattare la scintilla ad ognuno di loro.
A noi spetta solo goderci lo spettacolo.

You may also like

Lascia un commento