“The Process”. “If healthy”. Da anni ormai, quando si parla dei Philadelphia Sixers queste espressioni sono la normalità. La prima rappresenta il passato e il presente della franchigia, una strategia estrema, discussa e dolorosa da sopportare. La seconda espressione riassume bene i dubbi, ma anche e soprattutto le speranze dei tifosi per il futuro di questa squadra. Markelle Fultz, primissima scelta al Draft 2017, può essere la scintilla che rilancia definitivamente i Sixers nel cosmo NBA. Fultz: l’ultimo pezzo di un puzzle che sembrava ancora irrisolvibile solo un anno fa.
Un’annata, quella appena trascorsa, fondamentale
La stagione 2016/17 è stata incredibilmente importante per la franchigia della Pennsylvania. In estate il draft ha portato Ben Simmons, point forward dal potenziale illimitato; in autunno con l’inizio della stagione i tifosi Sixers possono finalmente vedere in azione Joel Embiid, immediatamente ribattezzato The Process. Nonostante gli infortuni occorsi ad entrambi (Simmons mai sceso in campo, Embiid utilizzato col contagocce e presente in sole 31 partite) l’iniezione di speranza per i fan è enorme. In città torna una positività che mancava da anni.
L’entusiasmo al palazzetto è tornato a livelli pre-Iverson trade, e la squadra ne ha ovviamente beneficiato, vincendo 18 partite in più rispetto alla stagione precedente (e sognando addirittura i playoff prima dell’ennesimo infortunio di Embiid). I giovani talenti dei Sixers hanno potuto assorbire la rinnovata energia e fiducia dei tifosi verso il team trasformando tutto ciò in benzina per continuare a progredire. Markelle Fultz non avrà problemi a inserirsi in un contesto di questo tipo. Uno young core come quello di Phila può veramente crescere tanto insieme, con Joelone nostro a indicare il cammino.
No nicknames, call me Markelle
Fultz doveva essere ed è stato la primissima scelta dell’ultimo draft. Nessuno ne ha mai dubitato, sebbene si trattasse di un Draft molto profondo rispetto a talento medio. Fultz non ha un nickname scintillante, non ci sono suoi video di highlights pieni di giocate fuori dal mondo, non è hilarious sui social come ad esempio il collega Embiid. Markelle Fultz, nativo del Maryland, è ‘semplicemente’ un eccellente giocatore di basket. Abilità primaria: la sua capacità di giocare il pick-and-roll.
L’idea di vederlo coinvolto in un gioco a due con Embiid bloccante fa venire l’acquolina in bocca. Markelle in questo fondamentale possiede un arsenale veramente invidiabile. La prima soluzione è ovviamente andare fino in fondo. A Washington ha dimostrato anche di saper finire al ferro in diversi modi.
Ottima qualità delle letture, grande rapidità nel prendersi il tiro dal palleggio, fondamentale in cui è molto efficace. Proprio il suo arresto e tiro è oggetto di un’analisi approfondita da parte di Draft Express. Ma non c’è solo la soluzione personale, Fultz sa anche trovare il compagno libero per il tiro e può raggiungerlo anche con passaggi che coprono l’intera ampiezza del campo.
Il pick-and-roll è il punto cruciale di ogni attacco nella NBA moderna. Avere una point guard che sa esplorarne i limiti è ben più che un semplice vantaggio, è di fondamentale importanza. Ed ecco perchè Markelle Fultz era la scommessa più sicura da fare in quest’ultimo draft.
Sixers pronti alla svolta definitiva

Protagonista di uno spot insieme a T-Mac, Markelle gli ha rivelato che non ci sono altri obiettivi: lui vuole essere il migliore, sin dal primo giorno nella lega
I Sixers si trovano ora con: un quintetto giovane e potenzialmente devastante; la possibilità di avere abbastanza spazio salariale da poter firmare due max contracts già da quest’anno; un asset molto buono in Jahlil Okafor, da poter utilizzare sul mercato; nuove strutture d’allenamento considerate da molti addetti ai lavori tra le migliori nella NBA e che sicuramente fanno comodo quando si corteggerà un free agent di livello.
Hanno anche Furkan Korkmaz, che quest’anno ha giocato – molto bene – col Banvit anche in Champions League; potrebbe essere un Sixer già dall’anno prossimo anche se un altro anno in Europa non farebbe male (vista anche la profondità e la giovane età del reparto esterni di Philly).
Philly è messa decisamente bene. I playoff non sono più un miraggio. Markelle Fultz è l’ultima pietra angolare della rebuilding, questo è certo. Adesso si cresce, ed è questo l’obiettivo per la prossima stagione: mostrare evidenti segni di miglioramento, dimostrare di avere un’identità di squadra, una cultura vincente. Del resto questa squadra non ha limiti. “If healthy…”


