Home NBA, National Basketball AssociationNBA NewsEttore Messina: “Popovich mi ha insegnato che ci sono problemi più seri di una partita di pallacanestro”

Ettore Messina: “Popovich mi ha insegnato che ci sono problemi più seri di una partita di pallacanestro”

di Marco Tarantino
Ettore Messina Italia

Un gesto che non mi spiego, inaccettabile, un esempio di giustizia fai da te che mi repelle nella società, figurarsi nello sport”: così esordisce Ettore Messina nella splendida intervista rilascia a La Repubblica.

“Danilo ha chiesto scusa, era mortificato. Ma io non avevo molta voglia di parlargli. È difficile spiegare a un uomo di 30 anni concetti come lealtà e responsabilità. Influirà di sicuro perché mancherà il suo talento. Però lo sport è pieno di situazioni che si ribaltano grazie a concetti vecchi come umiltà, coesione, voglia di superare i propri limiti. Ansia per le assenze di Gentile, Gallinari e Bargnani? No. Perché vincere non è tutto. Basta guardare la nazionale femminile. Non ha preso la medaglia, però ha fatto innamorare i tifosi per come ci ha provato. Ci sono tanti modi di vincere. L’anno scorso, nella partita decisiva con la Croazia siamo stati tremebondi e insicuri. Questo mi ha fatto stare male. Vogliamo lasciare un ricordo diverso. Per gli altri, ma anche per noi stessi”.

Infine una battuta sul motivo della crescita, su chi ha influito tanto nello sviluppo della coscienza di allenatore di Ettore Messina: la risposta? Scontatissima. “L’esperienza accanto a Gregg Popovich, il capo allenatore degli Spurs. Attorno a sé ha creato un’organizzazione che ha una tensione sincera di rispetto per le persone, per il lavoro svolto. Non c’è l’incubo del risultato, non ho mai visto nessuno perdere con lo spirito di lui e degli Spurs. Si può anche perdere, ma perdere mettendo le cose in prospettiva. Ci sono problemi più seri di una partita di pallacanestro. Io sono stato molto colpito, ad esempio, quando, due anni fa, ha portato perché passasse una giornata con noi John Carlos. Un uomo che è stato messo alla gogna per un gesto e a quel gesto ha sacrificato l’esistenza. Oltre la vittoria e la sconfitta, c’è la vita”.

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