Mark Cuban-lottery: il proprietario dei Dallas Mavericks non crede sia la soluzione giusta per evitare che le squadre provino a tankare, ovvero perdere gare per posizionarsi al meglio in ottica draft, nella selezione dei giocatori del college/europei eleggibili.
In questi giorni si è tornato a parlare della riforma della draft lottery votata il 28 settembre scorso che entrerà in vigore dal 2019, la quale è stata promossa con 28 voti favorevoli, uno contrario (Thunder) e un astenuto (Dallas).
Nonostante sia stata una delle poche riforme che è riuscita a mettere d’accordo quasi tutte le franchigie, non mancano le polemiche. A parlare e il proprietario dei Dallas Mavericks, il quale si era astenuto alla votazione, in quanto Cuban ritiene che molte squadre non rinunceranno al tanking anche dopo la modifica del regolamento.
“E’ OK, ma hai ancora le migliori possibilità di ottenere la miglior scelta se hai il record peggiore“, ha dichiarato Mark Cuban a Tim MacMahon di ESPN. “Ora se sei una delle tre squadre con il peggior record le probabilità sono uguali, questo è un male per chi ha il peggior record ma gli altri proveranno a tankare lo stesso per guadagnare la migliore scelta“.
Mark Cuban-lottery: una soluzione alternativa?
Cuban aveva proposto una riforma rivoluzionaria che dava al team con il peggior record il maggior numero di soldi, mentre quello con il migliore record il minor numero di soldi in una sorta di free agency per rookie, andando ad abolire il draft. Questo, secondo Cuban, avrebbe fatto si che meno squadre tankassero. La proposta è stata, però, bocciata da Adam Silver che non l’ha nemmeno portata al tavolo di discussione.
In proposito della sua riforma bocciata Cuban ha dichiarato: “Ad Adam non piaceva, e la mia idea non è mai arrivata al consiglio di amministrazione, ma quella era la via da me preferita. Ho sollevato la questione ma non è stata accolta e non ho proposto la seconda che avevo in mente ovvero l’impedimento alla squadra con il peggior score, di ottenere una delle prime due scelte”
Cuban ha dichiarato di ritenere la sua idea come la migliore, in quanto: “Se la corsa fosse serrata sino alla fine, vedresti le squadre dare il meglio perché se una franchigia finisse con il peggior record non avrebbe diritto alla scelta migliore.”

