Jae Crowder è stato determinante nella vittoria prepotente dei Cleveland Cavaliers a Milwaukee, anzi, è stato il fattore decisivo. Starete pensando sia uno scherzo. Non dovrebbe limitarsi a portare legna e un po’ di tiro da fuori? Come sarebbe a dire fattore decisivo di una sfida per nulla scontata? Eppure è proprio così. Partiamo dai dati palesi: le statistiche ci parlano di 14 punti (6/8 dal campo), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 palla recuperata e 0 perse. La parola chiave è efficienza. Che è ciò che d’altronde si chiede ad un team player: entrare in campo e dare il proprio contributo per agevolare ed assecondare il lavoro delle star della squadra. Eppure c’è modo e modo di essere comprimari. Si può essere specialisti difensivi, giocatori di energia, tiratori da lontano, creatori di gioco. Ma si può anche essere comprimari all-around; in italiano si direbbe “completi”. E la completezza è la caratteristica chiave di un fuoriclasse della pallacanestro contemporanea. Entriamo nei dettagli.

Jae Crowder è arrivato ai Cavs nella trade per Kyrie Irving, arrivo tamto sottovalutato quanto prezioso
Partiamo dalla grande specialità di Jae Crowder, la difesa. Con la perdita di Irving i Cavs sapevano che avrebbero dovuto alzare il proprio livello difensivo in questa stagione. L’occasione si è presentata con l’arrivo da Boston proprio di Crowder. Stanotte l’ex Celtics ha mostrato tutto il proprio valore nella protezione del proprio canestro. E’ partito marcando Antetokounmpo, impresa difficile per chiunque. Poi la sfida mediatica ha voluto che sul greco andasse James e Crowder ha avuto un compito di non minore importanza: ha preso in consegna Khris Middleton. Non un fuoriclasse, ma una chiave di questi Bucks, essendo realizzatore e, soprattutto, tiratore di livello. Ebbene, Crowder lo ha tenuto a soli 8 punti, costringendo The Greek Freak agli straordinari in attacco. Un lavoro tanto sotto traccia quanto importante. Così come fondamentale è stato il lavoro che le statistiche non raccontano: palle vaganti conquistate, deviazioni utili per togliere ritmo all’attacco. Il compito difensivo di Jae Crowder non è solo quello di marcare l’avversario più forte, è qualcosa di ben più sottile.

La difesa di Jae Crowder va oltre apparenze e statistiche
In attacco? Non doveva essere solo un tiratore da tre punti? Considerazione errata e superficiale. Le statistiche al tiro di stanotte parlano chiaro: 2/2 dall’arco e 4/6 dentro l’area. Quindi c’è qualcosa in più rispetto alle sole conclusioni perimetrali. Non bisogna mai dimenticarsi che Jae Crowder è un giocatore estremamente fisico, il che gli consente di andare a battagliare anche nei pressi del ferro avversario. I canestri nel pitturato infatti sono arrivati in diversi modi contro i Bucks. In coast to coast dopo una palla recuperata, due volte su puntuali tagli verso l’area e un’altra volta a rimbalzo d’attacco. E come ciliegina sulla torta, due triple efficienti sugli scarichi. Ma solo come coronamento del tutto, non come punto focale della fase offensiva di Crowder. Una tale completezza e la sua voglia di muoversi in attacco non possono che far bene ai Cavs, aiutandoli a muovere di più il pallone e permettendo loro di contare sulla pericolosità di più uomini.
Non solo un 3&D, Crowder è efficiente come i veri team player, ma è anche completo, come molti fuoriclasse. Non è quindi una star come siamo abituati ad intendere il termine. Jae Crowder è un fuoriclasse dei team player e la prova di Milwaukee ce lo ha insegnato.

