Se la frase “…Finds Jordan, who alleys the oop” non vi esce più dalla testa, probabilmente siete dei tifosi dei Los Angeles Clippers che non vedevano l’ora di dar voce al campo dopo la trade shock di Blake Griffin ai Pistons. O forse dei tifosi dei Boston Celtics che ieri hanno vissuto una nottataccia, sconfitti dai Clippers 129-119. Per DeAndre Jordan 30 punti, insolita efficienza dalla lunetta e tante, tante schiacciate, di quelle che fanno fare due domande su come fermare fisicità ed esplosività così prepotenti. Gara niente male per uno dato come sicuro partente entro la trade deadline.
Senza Griffin il big man è più big. Per DeAndre Jordan 30 punti “di squadra”
Coinvolto in praticamente tutti i giochi degli uomini di Doc Rivers, Jordan si è presto autoeletto protagonista della gara con produttivi pick and roll e schiacciate annesse (ben 8), impartendo al pubblico del TD Garden una lectio magistralis sul concetto di “Lob City”. Il career-high era dietro l’angolo, ed è arrivato: per DeAndre Jordan 30 punti, 13 rimbalzi ma anche 3 assist e 4 rubate. Un tabellino che, letto senza troppo spirito critico, fa pensare che Griffin non sia mai andato via. O addirittura che non ci sia mai stato…
Il coinvolgimento di Jordan ha posto l’accento su come il 29enne di Houston possa essere diventato ancor più decisivo negli schemi coinvolgenti i big men, con un ruolo ancor più di primo piano nel finalizzare giochi con maestri di creatività come Milos Teodosic e Lou Williams. Proprio con Sweet Lou, Jordan aveva condiviso i riflettori in ottica mercato, ma i due hanno messo a tacere voci e rumors con la permanenza a Los Angeles.
Per il record decisivi i liberi. Doc Rivers scherza: “Quando troviamo la mano calda…”
Non sempre però il rendimento di DeAndre procede a ritmi di efficienza così elevati. È risaputo che il centro abbia non pochi (e non irrisori sui finali di gara) problemi con i tiri liberi. Mai stati il suo forte, alla luce del suo 59% dalla lunetta. Eppure, in una notte da incorniciare, DeAndre Jordan 30 punti li ha messi a segno contando anche su ben 8 liberi a buon fine su 9; di questi, 4 su 4 realizzati nonostante il proverbiale “hack” che anche Brad Stevens ha compiuto due volte per provare a rimanere attaccato a partita e speranze. A fine gara, coach Doc Rivers ha ironizzato su questo quasi-miracolo cestistico: “Scherzando [coi Clippers] dicevamo: ‘Quando troviamo la mano calda, dobbiamo insistere su quella!’”. Ieri notte quella mano era di DeAndre, e purtroppo per i Celtics Doc l’ha trovata.
– Resta collegato anche sul nostro canale YouTube, live video ed approfondimenti sul gioco più bello del mondo.

