“It’s gonna be Spida year”, avrete sentito dire da mezza lega da quando è iniziata l’avventura NBA di Donovan Mitchell, 21 anni, prodotto di Louisville e rookie che definirlo tale fa quasi paura. I suoi Utah Jazz hanno fatto sfracelli nella seppur non eccelsa difesa dei Phoenix Suns, vincendo 129-97 e lasciando ancora una volta il segno del “ragno”: Donovan Mitchell 40 punti li mette davvero con una scioltezza disarmante, e soprattutto con la cattiveria (solo agonistica, per il resto è tutto un sorriso) di chi ha già capito perfettamente cosa significhi dominare ma mai smettendo di migliorarsi.
Per Donovan Mitchell 40 punti di efficienza. Rookie a chi?
La gara dava l’impressione di essere chiusa già all’intervallo, con i Jazz sul 62-40, vantaggio poi arrivato ad un massimo di ben 41 punti di distacco nel quarto quarto. Ma la marcia in più dei Jazz è senza dubbio il giovane Mitchell, che palesa raramente l’inesperienza in ambito NBA e provoca i Suns andando alla ricerca del giusto fallo da subire sulla linea dei 3 punti per intascarne un quarto, o della giusta frazione di secondo per bruciare l’avversario nel traffico e andare al ferro con un sottomano. Il risultato? 14/19 al tiro e career-best di ben 7 triple segnate su 9 tentativi. Per lui è la settima partita oltre i 30 punti in carriera. Non basta? Il quarantello di ieri notte non è nemmeno il career-high, già settato a 41 in Jazz-Pelicans dell’1 dicembre scorso. Rookie record. Così dovrebbe andare.
Concretezza Jazz, gara mai in discussione. L’eclissi dei Suns
Partita non esattamente combattuta, con Phoenix incapace di “mordere” la squadra dello Utah in pieno controllo in tutte le fasi. Il team di casa non ha ancora recuperato del tutto Devin Booker dopo l’infortunio alle costole: per lui 18 punti ma in ben 24 tiri, con 0/7 da 3. Meglio il rookie Josh Jackson, leader dei Suns con 20 punti. Per il coach ad interim Jay Triano quella di ieri notte è la sconfitta meno combattuta da quando è diventato head coach.
Jazz molto più briosi della squadra dell’Arizona: oltre al già elogiato a dovere Mitchell (40p, 5r, 6a e fuori dal match con ancora 6:54 da giocare), ottima uscita anche per Ricky Rubio con 14 punti, 9 assist e 6 rimbalzi; 16 per Joe Ingles, cecchino con 4/6 oltre l’arco, e doppia-doppia per Derrick Favors (12p, 10r), per nulla distratto dal mercato che lo vedrebbe lontano da Salt Lake City. È chiaro che una squadra così è difficile da fermare anche per avversari di maggior livello. E non sappiamo se per Donovan Mitchell 40 punti siano ancora troppo pochi… “It’s gonna be Spida year”, tutti avvisati.
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