Tremano anche le più grandi! La Reyer mette paura all’armata Fenerbahce con un secondo tempo sontuoso per pressione difensiva, per qualità ed attenzione ai dettagli, pur senza riuscire a completare la rimonta definitivamente. Al cospetto della super-favorita di questa Euroleague women le oro-granata dopo un avvio equilibrato finiscono sotto in doppia cifra, ricuciono sino al -8 (26-34) prima di incassare un pesante 4-17 in 6′ che peserà come un macigno nell’economia di un match nel complesso ben giocato dalla formazione di Mazzon. Una bella prova (nella ripresa) che certifica la crescita dell’ultimo periodo, anche se ci sarà da riflettere sul primo tempo
Due in doppia cifra per la Reyer, che ne ha 17 da una Dojkic assolutamente ispirata e 13 da una solida Mavunga, ma da sottolineare anche e soprattutto i 9 punti di una Pasa grande protagonista nella furiosa rimonta del secondo tempo. Per il Fenerbahce in doppia cifra Gabby Williams con i suoi 18 punti, a cui aggiunge pure 5 rimbalzi e 5 assist, 18 anche per Rupert con 7 rimbalzi ed Emma Meesseman che aggiunge 12 punti e 7 rimbalzi in una serata per lei abbastanza “normale” e con meno giocate da fuoriclasse rispetto al solito.
Errori e reazione di cuore e carattere: le due facce di Reyer-Fenerbahce
Un primo tempo pieno di errori (non solo al tiro), ma anche e soprattutto di letture, con tante, tantissime palle perse che hanno permesso al Fenerbahce di correre, di alzare i ritmi e di distendersi in maniera ingiocabile per una Reyer forse troppo impaurita e “sottomessa” allo strapotere già conosciuto delle giallo-nere di coach Mendez. Come ammesso dal tecnico lagunare il rammarico è aver chiuso il primo tempo sul -21 (30-51), perdendo possessi anche banalmente e dando 14 punti da contropiede a Meesseman e compagne, letteralmente dominanti in ogni lato del campo.
La squadra turca ha disputato un primo tempo di bellezza celestiale, giocando a memoria e punendo sistematicamente una difesa Reyer che è parsa spesso passiva ed in ritardo nelle rotazioni: gran merito delle viaggianti, ma anche demeriti lagunari. Nella ripresa dopo esser finite a -25 è arrivata una reazione di cuore, coraggio, carattere ed orgoglio: il Fenerbahce da squadra infallibile e precisa si è schiantata come un treno ad alta velocità contro il muro difensivo lagunare, ha incassato un parzialone di 15-0 che ha rimesso Venezia a -10, dandogli possibilità di crederci e cullare una rimonta impossibile.
Lo si diceva spesso in passato: la Reyer targata Mazzon è quella squadra che fa brillare gli occhi quando gioca insieme, quando è unita, coesa, compatta, quando tutte si buttano sul pallone e lottano con il proverbiale cuore infinito. Finora è riuscito poche volte, una di queste è arrivata stasera, contro le più forti: da qui deve ripartire la formazione oro-granata se vuole cullare i sogni di passaggio del turno e se vuole davvero crescere fino in fondo. Il clic del secondo tempo con le giallo-nere a livello mentale, fisico, di cuore e coraggio può essere quello della svolta, perché per tenere il Fenerbahce a 20 pt in 20′ ci vuole qualcosa che va oltre la ragione tattica o tecnica.
Le transizioni di Pasa in accelerazione, l’impatto di Holmes dopo un primo tempo terribile in difesa ed attacco, gli sprazzi di una Cubaj versione muro, la “morsa” di Santucci e Dojkic sulle esterne, le giocate di qualità di Fassina, il buon apporto di Nicolodi in tante situazioni, la qualità di una Mavunga protagonista: la Reyer si tiene stretta questo secondo tempo, con la certezza che se è “una cosa sola” può creare problemi a chiunque. Se – invece – perde giri in difesa sarà dura anche semplicemente vincere a Miskolc: la sfida determinante in Ungheria dirà tanto di questa squadra.












