Una partita da infarto. Una vittoria che può pesare clamorosamente tanto: la Reyer rimonta Miskolc con un finale da batticuore e si porta a casa due punti che possono avere un peso specifico gigantesco. Le ungheresi nel terzo quarto hanno creato il solco che pareva essere decisivo, ma – come si è già detto tante volte – questa squadra non muore mai, non molla un pallone, non lascia giù un possesso ed alla fine trova il modo per portarla a casa, per vincerla. Il ko di Istanbul è solo un ricordo, Venezia ha tutte le carte in regola per attaccare la posizione da F6.
In un Taliercio oggettivamente deserto la Reyer rimonta Miskolc e vince con un grandissimo finale per 83-81. Quattro giocatrici in doppia cifra per le oro-granata, che ne hanno 15 da Holmes, 14 con 9 rimbalzi da Cubaj, 14 con 5 rimbalzi e 6 assist da Charles e 13 dalla rientrante Santucci. Le ungheresi ne hanno 19 da Westbeld, 17 da Lelik ed 11 a testa da Smuda e Kanyasi. Con questa vittoria le oro-granata risorpassano Saragozza in classifica e tornano dentro alla zona Final Six: un successo – come detto – che potrebbe pesare tanto per come è arrivato.
Tutto quello che non va sui tabellini: la Reyer supera Miskolc con il cuore
C’è qualcosa che non si può descrivere, che non finisce sui tabellini, che resta lì in un palazzetto che si è comunque spellato le mani per sostenere la Reyer. Tutto ciò si chiama cuore, si chiama carattere, fa parte di un DNA che fa parte delle ragazze di coach Mazzon da anni: possono cambiare le interpreti, ma quelle due prerogative restano lì, intatte, intonse, come se venissero instillate in qualsiasi giocatrice vesta la maglia oro-granata. E non è un caso se nei minuti finali tutto il furore agonistico parta dalle giocate difensive di Santucci e Cubaj, due che sanno cosa significhi giocare queste partite. MVP chi? Forse entrambe, cuore, carattere ed energia di una squadra davvero immortale.
Oggettivamente Miskolc per la qualità espressa stasera non meritava il ko, ma il cuore delle lagunari fa tutta la differenza del mondo. Dopo un primo tempo a corrente alternata ma chiuso avanti 45-41 da Venezia le ungheresi scappano nel terzo quarto: triple e tante giocate oggettivamente scolastiche fanno tremendamente male, le oro-granata si disuniscono, si innervosiscono e precipitano sotto in doppia cifra, non dando proprio l’impressione di poterla rovesciare. L’ultimo quarto – però – è storia, è carattere, è cuore. Si può essere meno prosaici? Sì, ma le ragazze di Mazzon hanno vinto così.
Nell’ultimo periodo la Reyer ritrova un po’ di aggressività, di energia, recupera sino al -3 prima di venire respinta con perdite: sembra la classica serata dove ad ogni minimo errore paghi dazio ed alla fine puoi solo mangiarti le mani per non aver giocato come si sa. Santucci e Cubaj – però – non sono d’accordo, recuperano possessi, trovano punti a cronometro fermo ed in post basso rispettivamente, Miskolc deraglia, ha paura e paga dazio: sulla raggiunta parità con i liberi di Charles le ungheresi commettono blocco in movimento sulla play azzurra ed i liberi di una Dojkic glaciale valgono il sorpasso. L’ultimo possesso è inno alla difesa, la lunga della nazionale anticipa l’avversaria ed il match termina così. Nessuna statistica può fare la differenza oggi, solo la voglia di non perdere, il carattere ed il cuore di chi – davvero – vuole giocarsela fino in fondo.


