Ieri sera si è completata una grande pagina di storia per la Reyer, che ha eliminato Schio in una serata dalle mille emozioni e si è regalata un posto tra le prime 6 d’Europa. Il tutto esaurito di Gara 3 ha reso ancor più spettacolare una serie che è stata vissuta senza esclusione di colpi, sul filo sottile di un equilibrio reale ma spesso e volentieri con il pallino del gioco in mano alle lagunari e con una battaglia leale, corretta, fisica oltre ogni modo e con colpi di genio che hanno illuminato i due teatri di questo show, ossia Taliercio e Pala Romare.
Una serie, come detto, fantastica, incredibile, con risvolti tecnici e mentali che sono stati del tutto impronosticabili ed imprevisti. In questa stagione Schio era riuscita ad infliggere alla Reyer tre sconfitte nette, tutte in doppia cifra, fino a questa sfida fratricida in Euroleague Women. Gara 1 vinta dalle orange ha mostrato un insospettabile equilibrio, nonostante il successo arrivato in laguna, le altre due sfide – invece – hanno visto prevalere le oro-granata, a partire dall’impresa in Gara 2 in terra vicentina: una doppia svolta che forse nessuno si aspettava, ma che poteva essere in faretra alle ragazze di Mazzon.
La fame, la voglia di rivalsa e la compattezza: le chiavi della Reyer
La Reyer in questa stagione non aveva convinto più di tanto, mostrando una certa fragilità ed un senso di poca compattezza che aveva portato come punto più basso l’eliminazione netta e fragorosa dalla Coppa Italia per mano di Derthona nel mese di gennaio. Dei risvolti resi ancor più complicati dai tre ko in altrettante uscite contro Schio, tutti abbastanza netti e realmente senza appello con scarto medio in doppia cifra. Se questo era lo stato delle cose in campionato, in Euroleague Women le oro-granata avevano mostrato altra faccia, altra presenza ed un’attenzione diversa ad ogni dettaglio.
Una chiave di volta è appunto la compattezza messa in campo nelle migliori versioni europee, a partire dai capolavori con Saragoza (due volte), Landes, Valencia e Mersin: nelle tre uscite contro le orange (compreso il ko di Gara 1) si è vista una squadra più coesa, più unita, meno fragile e decisamente solida. Tutte situazioni venute meno nelle altrettante sfide giocate in campo italiano, che avevano inevitabilmente aperto riflessioni sulla reale situazione mentale di un gruppo apparso a tratti fragile.
Fame e voglia di rivalsa sono i due dettami che hanno forse determinato la rimonta europea, espugnando il palasport scledense e chiudendo i conti nella decisiva Gara 3 del Taliercio. Per quanto riguarda il primo dettame, è logico pensare che la portata del sogno era enorme e provare a realizzarlo dava alla Reyer maggior fame: queste situazioni non capitano tutti i giorni. Il secondo dettame è presto descritto da quei 3 ko in altrettante uscite contro Schio, un tarlo pesante che iniziava a pesare e che poteva dare quella voglia di mandare un segnale forte. E riuscire a farlo dopo aver perso Gara 1 non era certo scontato…













