Home Basket femminileSquadra scollata e rendimento scarso: la crisi della Reyer ai raggi X

Squadra scollata e rendimento scarso: la crisi della Reyer ai raggi X

di Daniele Morbio
Scollata e con scarso rendimento: la Reyer è in crisi

Da antagonista di Schio ad un’uscita fragorosa in Coppa Italia in semifinale: la Reyer femminile sta vivendo quello che probabilmente è il suo peggior momento da 3 anni a questa parte, una situazione che inizia a pesare e non poco visto che due obiettivi stagionali su tre sono andati in frantumi in modo fragoroso ed il primo posto in campionato è stato – di fatto – archiviato con il brutto ko nel derby di andata e con l’ulteriore caduta in casa con una Campobasso che avrà pur giocato partita tosta, ma non è sembrata certo imbattibile.

Diverse le motivazioni di una crisi che pesa, che lascia strascichi e che crea ovvii malumori: dal rendimento insufficiente di alcune giocatrici finite per forza di cose sotto lente d’ingrandimento fino alla sensazione di squadra scollata che non sembra più in grado di poter giocare insieme: in laguna non ci si aspettava certamente una situazione del genere, soprattutto guardando il percorso recente, recentissimo della squadra di Mazzon. Chiuso un ciclo? Crisi temporanea? La certezza è che sembra mancare imprevedibilità senza Villa, ma non può essere una scusa per l’eternità.

Una crisi inattesa: la Reyer sembra scollata nelle sue componenti

Ci si aspettava una crisi del genere? Ovviamente no. I segnali visti in Supercoppa e nel brutto ko con Schio a novembre sono sembrate due avvisaglie non di poco conto e forse sottovalutate: con il senno di poi è molto facile parlare in questa maniera, ma è apparsa in quelle due occasioni una squadra non compatta e che troppo facilmente si è scollata al cospetto delle orange che ieri hanno vinto l’ennesima Coppa Italia. Rendimento scarso di alcune interpreti, infortuni, poca coesione e tanta confusione: questa Reyer è fortemente involuta.

Holmes e Mavunga sono due delle giocatrici sotto lente d’ingrandimento. La prima non ha continuità di prestazioni valide, spesso gioca “da sola” con iniziative rivedibili che non possono certo essere apprezzate ed ha un atteggiamento a tratti irritante, la seconda è certamente un po’ più continua ma anche lei fatica a brillare come potrebbe (e non solo per un problema alla caviglia che l’ha rallentata qualche settimana…) ed a volte è sconnessa dalla realtà. Non sono le uniche, visto che anche Pasa, Fassina ed anche Cubaj non stanno facendo faville, ma sembrano le due lunghe straniere principalmente le “non inserite”.

Eravamo tutti abituati ad una Reyer coesa e compatta, oggi vediamo l’esatto opposto. Squadra sfilacciata, che non riesce a giocare insieme non passandosi il pallone e che si scolla alla prima difficoltà: quello che si è visto nella kermesse piemontese è un allarme pesante. Fatica con la modesta Battipaglia, 50 punti con Campobasso, 63 con la modesta Broni ed un ko brutto con Derthona: gli ultimi 20 giorni oro-granata sono stati davvero complicati. Gli infortuni pesano, ma non può essere la scusa valida per ogni occasione: ci si aspetta di più.

Coach Mazzon non pare riuscire a tenere la barra dritta del timone ed il “non gioco” che sta uscendo dimostra alla perfezione quelle che sono le difficoltà del gruppo, apparso scollato e non così coeso: difficile dire se ci siano problemi di spogliatoio, ma vedendo la Coppa Italia sembra evidente la gran difficoltà nel giocare insieme. La sola Dojkic (la più positiva finora) non può bastare: tutte devono alzare il rendimento e trovare quello spirito che ha contraddistinto le oro-granata, oggi distratte, sfiduciate, impaurite e spesso individualiste. Fine ciclo? Forse, ma serve guardarsi negli occhi ed uscirne insieme, tutti.

Contro l’affamata Derthona le ragazze oro-granata hanno mostrato un lato che non si vedeva da anni, facendosi scippare palloni dalle mani con superficialità, poca attenzione e poca cattiveria agonistica. Spesso si è visto le tre americane non essere inserite nel gioco ed andare “per conto proprio”, cosa meno marcata – a dire il vero – in Charles e molto di più nelle altre due: la qualità non manca e lo si è visto soprattutto con Mersin e Saragoza, ma oggi sembra andata smarrita. Per ritrovarla serve tornare a giocare di squadra. Vincere con le “piccole” non basta, serve prima di tutto una reazione vera, di gruppo. Per non naufragare e buttare via una stagione complicata ma non certo morta. Ripartire con Roseto e Valencia è ora un obbligo.

JOYNER HOLMES, FINORA MOLTO DELUDENTE LA LUNGA AMERICANA

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