In 81 partite disputate nell’ultima stagione, il 31enne americano ex Portland Tra il Blazers ha segnato una media di 15.7 punti, 5.1rimbalzi e 4.1 assist, tirando con il 45% dal campo e il 37% dalla linea dei 3 punti.
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Giovanni Oriolo
Bradley ha iniziato la scorsa stagione come giocatore dei Detroit Pistons, grazie alla trade che a portato Marcus Morris ai Boston Celtics, ma la sua permanenza alla corte di coach Van Gundy è durata mezza stagione. Infatti la guardia americana è stato spedito a Los Angeles (sponda Clippers) a gennaio come controparte della trade che a spedito Blake Griffin a Motor City.
A causa di un infortunio Bradley ha dovuto chiudere la stagione prima del previsto così da sottoporsi ad un intervento chirurgico (a marzo) per riparare i muscoli abduttori e retti dell’addome. Nell’ultima regular season Avery Bradley ha realizzato una media di 14.3 punti, 2.5 rimbalzi e 2 assist tirando con il 41.4% dal campo in 46 match disputati.
Intanto Lebron James ha scelto il suo numero di maglia, nell’altra sponda di LA, i Lakers…
Golden State WarriorsMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA, National Basketball Association
Per i Golden State Warriors idea Tyreke Evans
Scritto da Giovanni Oriolo
I Golden State Warriors, nonostante il tanto spazio salariale occupato dalle sue stelle, hanno sempre un occhio sul mercato per rinforzare il suo roster (anche grazie ai recenti addi di Omar Casspi e Javal McGee). Non a caso negli ultimi giorni ci sono stati contatti tra Tyreke Evans e il front office della Baia.
Per Sam Amick, di Usa Today, i Warriors sono alla ricerca di un guardia veterana che faccia da cambio a Klay Thompson e che completi il loro, già eccezionale, reparto corti.
Amick ha aggiunto che Evans ha contatti di amicizia con componenti del front office dei Warriors. Infatti, il direttore generale della franchigia di Oakland Bob Myers è stato suo agente, e lo scout della squadra, Lamont Peterson, è stato il suo ex allenatore.
Anche se Myers, il mese scorso, aveva dichiarato che la squadra poteva non firmare nessun giocatore in questa free agency e tenere i 5.3 milioni di dollari disponibili di salary per qualche emergenza nella prossima regular season .
“Non so se prenderemo qualcuno in questa free agency” ha detto Myers a Anthony Slater di The Athletic. “Il nostro proprietario Joe ha sempre mostrato un alto livello di disponibilità nell’usare tutto il salary cap, ma solo se ci serviva vincere. Lui ha sempre detto si, e per ora la squadra potrebbe anche andar bene cosí, noi siamo soddisfatti della nostra squadra e dei nostri giocatori“.
A causa di pesanti infortuni Tyreke Evans ha giocato soltanto 65 partite nelle stagioni 2015-16 e 2016-17. Ma dopo quel brutto periodo, il 28enne americano ha firmato un contratto di un anno da 3.3 milioni con i Memphis Grizzlies.
Evans è stato uno dei migliori (se non il migliore) giocatore per prestazioni della sua squadra nella scorsa regular season, viaggiando a una media di 19.4 punti, 5.2 assist e 5.1 rimbalzi a partita e tirando con il 39,9% dalla linea dei 3 punti. Anche quest’anno è stato limitato a disputare soltanto 52 partite a causa degli infortuni. La tenuta fisica è sicuramente il suo punto debole, cosa che non gli ha permesso di mostrare al meglio le sue qualità.
Il front office dei San Antonio Spurs ha trovato l’accordo con il veterano Rudy Gay per un altro anno. L’ex Kings viene da una discreta stagione col franchigia texana, e gli speroni hanno deciso di coninuare a credere in lui proponendogli un prolungamento del contratto di anno per 10 milioni di dollari, stando a quanto riporta Shams Charania di Yahoo Sports .
Rudy Gay resta agli Spurs: le ultime
Gay aveva inizialmente l’intenzione di cambiare squadra e ha rifiutato la sua play opzione da 8.8 milioni di dollari per la prossima stagione, ma dopo un lungo incontro (e un aumento dello stipendio) ha deciso di rimanere sotto la guida di coach Gregg Popovich.
Il 31enne è un discreto giocatore in uscita dalla panchina e da la possibilità di allungare le rotazioni degli Spurs, dando riposo ai titolari. Nella scorsa stagione Rudy Gay ha viaggiato ad una media di 11.5 punti, 5.1 rimbalzi 21.6 minuti a partita in 57 partite.
E così dopo il ritorno di Marco Belinelli, ufficializzato stamattina, i San Antonio Spurs mettono un altro tassello al suo posto dimostrandosi uno delle franchigie piú attive in questa free agency
Indiana PacersMercato NBA, ultime notizie su scambi e trattativeNBA, National Basketball Association
Doug McDermott firma per gli Indiana Pacers
Scritto da Giovanni Oriolo
Il 26enne, la scorsa stagione, ha realizzato una media di 7.8 punti e 2.5 rimbalzi a partita (tirando con il 43% da oltre l’arco dei 3 punti e il 47% dal campo). Questo in 81 match disputati, con la casacca dei New York Knicks prima e dei Dallas Mavericks poi.
Il 26enne del North Dakota è stato l’undicesima scelta assoluta del draft del 2014. Doug McDermott è un cecchino dalla lunga distanza: in carriera viaggia con la media del 40.3% di canestri da oltre il perimetro. Ha però il gran difetto di non aver ancora chiaro il suo ruolo (troppo poco fisico per essere un’ala grande, troppo poco atletico per esser un’ala piccola). In NBA non aver una collocazione ben precisa penalizza molto.
Chissà se coach McMilan saprà dare una posizione fissa al ragazzo facendo esplodere il suo talento (come fatto con Oladipo l’anno scorso)
Boston Celtics-Kawhi Leonard: possibile che arriverà nelle prossime ore un rilancio dopo che la prima offerta di Ainge è stata ritenuta insufficiente dal front office degli Spurs?
Boston Celtics-Kawhi Leonard: la situazione
Ore molto calde in casa Spurs, dove il front office è completamente impegnato ad ascoltare tute le offerte e a visionare le possibili trattative che potrebbero far si che Kawhi Leonard lasci il Texas, nonostante abbia ancora un anno di contratto garantito con la squadra di coach Gregg Popovich.
Oramai è chiaro che il numero 2 della squadra di San Antonio vuole esser scambiato e il GM degli Spurs sta ascoltando tutte le offerte arrivate per l’ala americana così da guadagnare al massimo dalla trade che sono costretti a mettere in piedi. Attualmente i favoriti sembrano i Los Angeles Lakers: indietro ancora i Boston Celtics, secondo quanto riportato da Wojnarowski giornalista americano di ESPN, anche se alla porta degli speroni ci sono pure i Philadelphia Sixers e i Cleveland Cavaliers.
C’è chi ritiene che la squadra di Boston abbia più chance rispetto alla franchigia della città degli angeli, visto che il front office degli Spurs vuole cedere la propria stella ad Est (in modo da non rafforzare le avversarie della Conference) piuttosto che ad Ovest, però il giocatore ha chiaramente espresso il desiderio di andare a giocare a Los Angeles (sponda Lakers). Chi avrà la meglio? Il front office dei San Antonio Spurs o Kawhi Leonard?
La stella dei Cleveland Cavaliers LeBron James dovrebbe prendere la decisione finale sul rimanere a giocare nei Cavs o se firmare per un’altra squadra prima del Giorno dell’Indipendenza.
La notizia è stata riportata dal giornalista americano Brian Windhorst di ESPN, il quale ritiene anche che sia più plausibile che il Re decida di diventare free agent, piuttosto del rinnovo con la franchigia dell’Ohio .
“Tutti andranno in vacanza il 4 luglio. Quindi entro quella data sarà tutto definito” ha dichiarato Windhorst sul podcast The Lowe Post la settimana scorsa.
Il quattro volte MVP ha diverse opzioni disponibili. Infatti, potrebbe o decidere di restare per un altro anno a Cleveland )con un contratto da 35,6 milioni di dollari), oppure diventare free agent, e in quel caso ci sarebbero due franchigie davanti alle altre per accaparrarselo: Lakers e Sixers.
Secondo i bookmakers, i favoriti per far firmare LeBron sono i Los Angeles Lakers (vista la possibilità di firmare un’altra All-Stars oltre all’attuale numero 23 dei Cavs), seguiti a ruota dai Philadelphia 76ers. Minori sono le possibilità di vedere un altro anno James con la maglia dei Cavaliers, mentre le outsider per accaparrarsi il Prescelto sono i Boston Celtics e gli Houston Rockets.
Lunedì, Ramona Shelburne di ESPN.com ha riferito che il tre volte campione NBA “non ha intenzione di ascoltare nessun front office delle squadre interessate“. Ciò fa pensare che la scelta potrebbe presa rapidamente.
In conclusione, Lebron James dovrebbe prendere la sua decisione entro la prossima settimana e la sua scelta giocherà un ruolo molto importante nel bilanciamento delle due Conference per la prossima stagione (e non solo).
LiAngelo Ball, fratello del ben più noto Lonzo, si era dichiarato eleggibile al draft del 21 giugno, ma non è stato scelto da nessuna franchigia e il tight end hall of fame Shannon Sharpe pensa che lui potrebbe considerare una carriera nel football.
Sharpe, ex giocatore dei Denver Broncons e dei Baltimore Ravens, ha suggerito a Maggio che LiAngelo Ball sarebbe adatto anche per giocare a football. In più, Shannon ha dichiarato che sarebbe disposto sia ad aiutare l’ex giocatore di UCLA ad entrare nei Los Angeles Chargers, sia ad addestrarlo. Nell’episodio di “Undisputed” di venerdì, l’ex stella della NFL ha fatto sapere che la sua offerta è ancora valida.
“L’offerta fatta a LiAngelo è ancora valida, posso renderlo un punto fermo della squadra“ ha detto Sharpe. “Anche la società dei Chargers pensa che potrebbe tornare utile uno come lui. La conferma mi è arrivata da Anthony Lynn, mio ex compagno di squadra, e ora capo allenatore della squadra di Los Angeles“.
LiAngelo Ball sarebbe adatto a giocare a football americano anche secondo suo padre, LaVar, che ha giocato per un breve periodo nella NFL negli anni ’90 con i New York Jets e con i Carolina Panthers senza mai però scendere in campo in una partita ufficiale.
A differenza di molte franchigie NBA, i Denver Nuggets hanno voluto crede in Porter Jr. scegliendolo al draft al primo giro con la 14esima chiamata assoluta dell’ultimo draft. L’ex Missouri fino a qualche mese fa era uno dei favoriti nella corsa alla prima scelta del draft 2018, però l’infortunio alla schiena (che lo ha costretto a finire sotto i ferri un paio di volte) lo ha fatto scivolare sempre più in dietro nella lista fino a finire all’ultima chiamata della lottery.
Il presidente della squadra di Denver, Josh Kroenke, ha dichiarato ai microfoni di Undisputed che probabilmente Michael Porter Jr non prenderà parte alla Summer League e rischia, addirittura, di saltare l’intera stagione 2018-19. Il 19enne è stato sottoposto a un intervento chirurgico alla schiena lo scorso novembre e da allora ha giocato solo le ultime 3 partite disputate dalla sua squadra collegiale.
Però, nonostante sia cosciente del rischio, Kroenke è entusiasta del acquisto del giovane del Missuri.
“Michael è un talento incredibile e siamo rimasti sorpresi nel vederlo ancora disponibile alla pick numero 14“ ha dichiarato il proprietario dei Denver Nuggets durante un intervista rilasciata ieri. “Conosciamo i rischi associati alle sue condizioni fisiche, ma è un lavoratore incredibilmente e un giovane eccezionale e noi pensiamo che si adatterà bene al nostro gruppo di giovani talentuosi ed emergenti“.
Anche se probabilmente Michael Porter Jr non prenderà parte alla prossima stagione a Denver tutti sono entusiasti del suo arrivo. Del ragazzo abbiamo poche statistiche e di poco peso visto le sole due presenze al torneo SEC e e una la torneo NCAA, nelle quali ha realizzato una media di 14 punti a partita tirando con il 31% da oltre l’arco.
Con la 60esima ed ultima scelta del Draft avvenuto ieri sera, i Philadelphia 76ers hanno chiamato il lungo greco Kostas Antetokounmpo (fratello del ben più noto Giannis). Però il giovane è stato scambiato subito dalla franchigia della Pennsylvania ai Dallas Mavericks, che ha ricevuto Ray Spalding (il ragazzo ex Louisville Cardinals era stato scelto dalla squadra texana con la 56esima scelta).
Antetokounmpo è un prodotto del college di Dayton e in questa stagione viaggiava a una media di 5.2 punti, 2.9 rimbalzi e 1.1 blocchi in 15.1 minuti a partita. Il fratello minore di Giannis non ha entusiasmato i GM NBA come fece l’attuale stella dei Bucks, e non sembra nemmeno avere le potenzialità per raggiungere il livello del fratello, che si era messo in mostra già quando giocava in Grecia e che ora è considerato un futuro MVP.
Come la superstar dei Milwaukee Bucks, Kostas è fisicamente e atleticamente molto interessane, ma è anche molto acerbo come giocatore. Il dubbio più grande sull’ala greca è che faccia la stessa fine dell’altro fratello maggiore Thanasis, che non tutti ricorderanno visto che ha giocato un totale di 6 minuti in NBA con la canotta dei New York Knicks nella stagione 2015-16 e che ora gioca in Grecia al Panathinaikos. La speranza della squadra di Dallas è che Kostas abbia preso di più dal fratello giusto.
Per chi non conoscesse per niente Kostas Antetokounmpo, i GM americani lo hanno definito come “Un giovane incredibilmente acerbo, proprio come Thanasis, quando è entrato nel campionato nel 2013. Ma, visto le sue dimensioni fisiche, ha una portata di 9 piedi 2 e un’apertura alare di 7 piedi 2, oltre a una agilità non da tutti, meritando sicuramente di esser chiamato al secondo turno o di firmare un contratto a due vie perché sarebbe un peccato non dargli neanche un possibilità“.
Il front office dei San Antonio Spurs, dopo aver tentato di tutto per trattenere in Texas la stella Kawhi Leonard, ha deciso di ascoltare offerte per l’ex MVP delle finals. Stando a quanto riporta Adrian Wojnarowski di ESPN, il GM degli speroni non ha avuto contatti con i Lakers, che è la meta espressa dall’ala americana.
Almeno non ancora fino a poco fa… I Lakers infatti per Yahoo Sports hanno aperto i discorsi con gli Spurs per una possibile trade. I San Antonio Spurs hanno dichiarato che non intraprenderanno di loro iniziativa nessuna trattativa, ma se arriveranno proposte per l’All-Stars la squadra texana le prenderà tutte in considerazione.
Ovviamente, con Leonard ancora sotto contratto, gli Spurs non ha alcuna fretta di intavolare una trade, anche se perdere il prossimo anno Kawhi da free agent sarebbe veramente controproducente. Di sicuro, escluso proposte irrinunciabili, il numero 2 di coach Popovic non verrà scambiato prima del draft (in programma stanotte). Leonard ha incontrato coach Gregg martedì scorso a San Diego, ma la discussione non ha fatto cambiare idea al giocatore ancora convito che sia arrivato il momento di cambiare canotta.
Se tra le offerte per Kawhi Leonard non ci sarà nessuna che accontenterà la franchigia di San Antonio, il 26enne dovrà giocare ancora una stagione con la squadra texana per poi diventare free agent, senza nessun tipo restrizioni, la prossima estate e potrà andare dove lui vorrà.
Quali sono i migliori tiratori draft NBA 2018? In una lega dove il tiro da 3 punti sta prendendo sempre più importanza sia negli schemi tattici di una franchigia, sia nella tecnica di un giocatore, per i giocatori che stanno per entrare in NBA sarà un arma in più avere un discreto tiro da oltre il perimetro. Ecco i cinque migliori tiratori del prossimo draft:
Migliori tiratori draft: Trae Young
Nonostante la sua percentuale al tiro da oltre l’arco è stata valida solo nella parte finale della stagione, chiudendo l’anno con una media del 36%, Trae Young è il tipico playmaker che ama giocare con la palla in mano e che ha le capacità di realizzare canestri da tutte le parti del campo a prescindere del grado di difficoltà, oltre a discreta capacità di catturare il rimbalzo. La rapidità e la facilità con cui si crea il suo tiro, contestato o meno, gli ha regalato diversi accostamenti con la guardia All-Stars dei Golden State Warriors Steph Curry. A confermare l’accostamento c’è la percentuale al tiro libero di Young nella sua ultima stagione al college (86,1% con una media di 8.6 tiri tentati dalla lunetta). Ora il nativo del Texas deve dimostrare le sue abilità in NBA, ma è probabilmente il miglior cecchino del draft che si terrà questo giugno.
Migliori tiratori draft: Mikal Bridges
Mikal Bridges è soprattutto un eccellente tiratore perimetrale (zona nella quale ha realizzato con il 62.3%), come lui quest’anno hanno fatto pochi ragazzi in NCAA. La stella dei Wildcats ha però mostrato un discreto tiro dai 3 punti (tirando con il 43.5% nell’ultima stagione), mentre si è assolutamente da rivedere il tiro dalla lunetta. Non ha mostrato di essere un tiratore infallibile, ma ha nettamente migliorato il suo tiro da oltre l’arco da tre, come dimostrano le statistiche. Infatti Bridges è passato dal tirare con il 29,9% al suo primo anno al college, al 43,5% alla sua terza e ultima stagione. Di sicuro se i GM delle franchigie NBA vogliono puntare su qualcuno Mikal è una buona scommessa.
Migliori tiratori draft: Grayson Allen
Pochi giocatori erano temuti quando tiravano da oltre l’arco dei tre punti come Grayson Allen, soprattutto nella sua stagione da senior nella quale ha realizzato una meda di 7,5 triple a partita, tirando con il 37%. Però la percentuale non rende giustizia alla capacità dalla guardia dei Blue Devils di realizzare triple. Allen è il classico giocatore che spesso e volentieri realizza tiri impossibili e inventa prodezze grazie alla sua meccanica di tiro pulita e tecnicamente valida. E’ anche un discreto tiratori di liberi, in 3 anni di college ha viaggiato con una media di 81% dalla lunetta.
Migliori tiratori draft: Landry Shamet
Landry Shamet è stato uno dei migliori tiratori di triple di quest’anno, raggiungendo il 44,2% di media tirandone quasi 6 a partita. La guardia americana, a differenza di molti altri tiratori non è stato messo molto in luce ed è arrivato al draft nell’ombra, ma non per questo è da sottovalutare. In più Shamet si è rivelato un cliente scomodo anche dalla media, e capace di crearsi facilmente tiri puliti. In questa stagione ha potuto giocare maggiormente palla in mano e si è rivelato un cliente scomodo per quasi tutte le difese della lega americana. Landry deve lavorare da un punto di vista fisico per diventare un giocatore di livello in NBA, ma vista la sua ottima visione di gioco e la sua rapidità di esecuzione potrebbe crearsi molti tiri puliti (soprattutto con guardie difensivamente non impeccabili) che potrebbero far di lui il giocatore molto pericoloso da oltre i 9 metri.
Migliori tiratori draft: Jerome Robinson
Jerome Robinson non ha un esecuzione di tiro molto veloce (molti l’hanno definita piuttosto macchinosa), ma grazie a un ottimo lavoro di gambe e un eccellente controllo del corpo, riesce spesso a crearsi tiri puliti da oltre l’arco da tre. La guardia di Boston più si allontana dal canestro più diventa pericoloso, come ben dimostrano le sue statiche ed è capace (a differenza di molte altre guardia) di fare un importantissimo ed efficace lavoro senza palla. Robinson ha dimostrato di non perdere efficacia se tira in sospensione o con contatto e come molti ha migliorato le sue percentuali generali al tiro con il passare delle stagioni, passando dal 50,5 5 al primo anno al 60,8% all’ultimo.

