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Cinque motivi per amare Doug McDermott

di Marco Tarantino

CINQUE MOTIVI PER AMARE DOUG MCDERMOTT- DA Daily Knicks

Con il training camp alle porte, i New York Knicks hanno drasticamente cambiato la direzione dell’organizzazione. In risposta a incessanti rumors e richieste, Carmelo Anthony fe’ stato allontanato da New York.

Sapendo gia’ quello che Kanter puo’ offrire, ha piu’ senso valutare il futuro dell’altro giocatore coinvolto: Dugg Mcdermott.

Dugg McDermott è stato National Player of the year 2014 e tre volte consecutive first team All-American. Eppure, da quando è stato scelto alla numero 11 nel draft 2014, il tiratore ha faticato a trovare il suo posto nell’NBA.

Nonostante ciò, grazie ai lampi di talento mostrati, in molti sono ottimisti sul fatto che un nuovo inizio potrebbe aiutarlo a sbloccarsi definitivamente.

Incrociamo le dita!

A New York McDermott avrà l’opportunità di riabilitare la sua reputazione. Dovrà cercare di farlo in una squadra dal roster profondo, che progetta un entusiasmante motion offense guidata da Jeff Hornacek.

La domanda è: perché i Knicks dovrebbero essere ansiosi di vedere McDermott indossare la maglia arancioblu?

1 – ETA MEDIA
I New York Knicks stanno provando con tutte le forze a creare una squadra giovane con prospettive a lungo termine. La scelta è quella di costruire un progetto attorno a Frank Ntilikina (19 anni), Kristaps Porzingis (22 anni), Willy Hernangomez (23 anni), Ron Baker (24 anni), Tim Hardaway Jr. e Enes Kanter (25 anni).

A 25 anni, McDermott entra perfettamente nella media dell’età della squadra che New York sta costruendo, e lo fa riempendo una posizione finora scoperta.

McDermott avrà l’occasione di emergere come la small forward dei Knicks del futuro. Baker, Hardaway Jr. e Ntilikina sono guardie, mentre Hernangomez, Kanter e Porzingis sono lunghi che dovranno dividersi i posti di 4 e 5.

McDermott ha l’opportunità di essere il giocatore in grado di allontanare la concorrenza per il ruolo di 3, dove potrebbe trovare efficacia nella motion offense.

A causa della sua giovane età e della conseguente relativa inesperienza, si può discutere sul fatto che McDermott abbia un potenziale inutilizzato. Jeff Hornacek dovrà solo capire quanto margine di sviluppo c’e’ durante questa stagione, che sarà una sorta di banco di prova per l’ala 25enne.

New York sta cercando di sviluppare un progetto a lungo termine, e questa è una situazione perfetta per un giocatore che non ha ancora mostrato le sue vere capacità.

2 – RESTRICTED FREE AGENT
La bellezza della restricted free agency per una squadra NBA è che quest’ultima può pareggiare qualsiasi offerta che il giocatore riceverà. Questo è un vantaggio che i Knicks avranno con McDermott, che sarà unrestricted free agent nel 2018.

Così, se McDermott giochera’ particolarmente bene in questa stagione e altre franchigie proveranno ad accaparrarselo, i Knicks saranno in una posizione di controllo grazie ai diritti della RFA.

Questo potrebbe non sembrare una ragione sufficiente per esaltarsi, ma rappresenta un notevole cambio di tono per i Knicks. New York infatti viene da una serie di cattive scelte finanziare, principalmente a causa di una cattiva gestione dei contratti.

Questo è stato confermato quando i Knicks hanno deciso di firmare Ron Baker per un anno nel 2016, trovandosi così nella necessità di ri-firmarlo a 8,9 milioni per due anni l’estate seguente. Un contratto di 4,45 milioni a stagione non è motivo per piangersi addosso o lamentarsi, ma è comunque una situazione che si poteva evitare. Se New York avesse incluso ad esempio un’opzione o un secondo anno non garantito avrebbe potuto risparmiare un considerevole spazio salariale.

Il fatto che NY abbia acquistato un talento promettente nel suo contract year (anno precedente alla free agency che solitamente corrisponde ad un incremento delle statistiche del giocatore) è sufficientemente incoraggiante, il fatto che McDermott sia un restricted free agent aggiunge un ulteriore elemento di interesse.

3 – VERSATILITA OFFENSIVA
I Knicks si stanno preparando a giocare in un sistema che valorizzerà i punti di forza dei giocatori. E come dovrebbe essere, ogni grande sistema dispone di giocatori che possono contribuire oltre i limiti dei loro punti di forza basilari.

McDermott non ha ancora realizzato il suo potenziale come All-around player, ma ha l’abilità grezza per poter contribuire in piu’ fasi.

La prima arma di McDermott è il jump shot, ma lui è un 6’8” (2,03) con un bagaglio di abilità sufficiente per sbilanciare le difese avversarie. Ha un solido gioco in post, lavora bene senza palla –uscendo dai blocchi e lavorando sulla linea di fondo- e può concludere dritto al ferro.

In un sistema che gli permetterà non solo di aprire il campo, ma anche di attaccare le chiusure, McDermott avrà l’opportunità di giocare una stagione 2017-18 molto produttiva.

McDermott ha finito la stagione 2016-17 con una media di 9.0 punti a partita, 14.1 punti in 36 minuti. Ha fatto questo tirando con .447/.370/.845 (tutto questo in attacchi decisamente non strutturati), il che dimostra le sue abilità di scorer.

Nel caso in cui questa versatilità fatichi a svilupparsi in qualcosa di sano, McDermott possiede comunque un solido bagaglio di abilità elitarie su cui fare affidamento.

4 – TIRO DA TRE
Per tutta la sua carriera nel college basketball, Doug McDermott ha mostrato quanto sia prezioso il tiro da 3. Ha segnato 274 triple con un’incredibile percentuale del 45.8% dall’arco.

Sebbene McDermott abbia faticato a trovare un ruolo consistente nell’NBA, il suo jump shot si è dimostrato piuttosto efficace ad alti livelli.

Negli ultimi tre anni, Mc Dermott ha mantenuto una media di 1.1 triple segnate a partita, 2.0 per 36 minuti. Le sue percentuali al tiro sono del 39.4% dalla distanza, contando anche l’eccezionale 42.5% della stagione 2015/2016.

Nella stagione 2016/ 2017McDermott ha segnato 77 triple in 66 partite, tirando col 37.0% dalla distanza, 37.6% dal catch and shoot.

I punti di forza del jump shot di McDermott è dato dal suo punto di rilascio del pallone molto alto e dalla velocità dello stesso. Può trovare spazio sul perimetro, in uscita dai blocchi e persino tirando dalla media distanza in post.

McDermott non ha ancora giocato in carriera con un sistema bilanciato come quello che Jeff Hornacek ha intenzione di creare. La sua facilità di tiro potrà trovare fortuna a New York.

5 – COMPLETA KRISTAPS PORZINGIS
Ogni decisione ponderata dalla franchigia dovrà rispondere ad una domanda ben precisa: ”Come può questa cosa aiutare Kristaps Porzingis?”. In questo caso, I NYK, hanno acquisito uno small forward che può adattarsi a stretch 4, potenzialmente complementare a Porzingis.

Se l’obiettivo è quello di circondare Porzingis con giocatori che possano rendere più facile il suo lavoro, l’acquisto di McDermott riempie questa casella.

In quanto efficiente tiratore da tre, McDermott può fornire lo spazio che New York cerca per rendere efficiente Porzingis al ferro. Quest’ultimo avrà più spazio per attaccare dal post e i Knicks potranno giocare il pick’n roll con molta più efficacia.

Il fatto che McDermott possa anche giocare in post, attaccare le chiusure e muoversi senza palla, porterà Porzingis a dover lavorare meno, lasciando che siano gli altri giocatori a dover adattarsi ai suoi punti di forza e alle sue debolezze.

Potranno esserci situazioni in cui Porzingis giochi da 5 supportato da un McDermott da 4, per creare cosi ampie ed efficenti spaziature. Potranno anche esserci lineup in cui McDermott giochi come 3, cercando un quintetto alto per fare male alle squadre con molto tirarori da tre.

Indipendentemente da quello che Jeff Hornacek vorrà disegnare, McDermott e Porzingis hanno il potenziale per creare molti problemi alle difese avversarie.

Doug McDermott è ancora in cerca del suo spazio nella lega, ma questi Knicks potrebbero fornirgli la perfetta opportunità per trovarlo.

Un grazie per la traduzione a Mattia Fantuzzi

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