Cleveland si arrende, il titolo è dei Warriors: le pagelle di gara 4
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Cleveland si arrende, il titolo è dei Warriors: le pagelle di gara 4

Cleveland si arrende, il titolo è dei Warriors: le pagelle di gara 4

I Cleveland Cavaliers, sotto 3-0, provano a lottare per i primi due quarti, ma alla prima accelerazione dei Golden State Warriors, tra secondo e terzo quarto, si arrendono. Per la squadra della Baia è il secondo titolo consecutivo, il terzo negli ultimi quattro anni. Per il team dell’Ohio ora il futuro è misterioso, a partire dalle intenzioni di Sua Maestà LeBron James. Ma noi fermiamoci pure al presente, per andare a valutare l’ultima recita degli attori di queste Finals.

Cleveland Cavaliers

Jr Smith, voto 5.5: riflette la prova della squadra, giocando solo il primo tempo, in cui mette impegno difensivo e segna anche qualche tiro aperto ben costruito. A inizio secondo tempo si innervosisce, sbaglia alcune buone conclusioni e smette di difendere. Non il suo anno.

LeBron James, voto 7: mette insieme cifre di tutto rispetto (23 punti, 7 rimbalzi e 8 assist), anche se non sembra aggressivo come dovrebbe in un momento di tale difficoltà. Probabilmente capisce che lo sforzo sarebbe inutile e lascia il palcoscenico ai compagni, che lo tradiscono ancora. Se le prime tre gare sono comunque state in equilibrio, alla fine il merito è suo, che ha giocato da gara 2 con una mano fratturata, dominando comunque, come sempre ha fatto. Da tutta la pallacanestro: Grazie LeBron.

Kevin Love, voto 5.5: prova ad essere aggressivo e prendersi la squadra sulle spalle offensivamente, prendendo anche buoni tiri, ma finisce solo per spadellare (4/13 dal campo). Nel finale viene risparmiato, dopo una finale giocata da secondo violino di tutto rispetto. L’unico, fedele scudiero del Re. Volenteroso.

Tristan Thompson, voto 5: gioca solo 16 minuti, in cui tenta di mettere la solita pressione a rimbalzo offensivo, ma non è efficace in questo fondamentale come altre volte. Segna qualche canestro con buoni tagli, ma non può essere lui la terza opzione offensiva per vincere un titolo. Inefficace.

Panchina, voto 5: Spiccano i 10 punti con 8 rimbalzi di Hood e i 7 con altrettante carambole per Larry Nance, che cerca di mettere la sua solita energia. Korver, una volta di più, non riesce ad entrare in partita, e lo stesso vale per Jeff Green. A nulla vale, per la valutazione dei cambi di Cleveland, il garbage time. Non pervenuti.

Golden State Warriors

Klay Thompson, voto 6: segna solo 10 punti e tira male (4/10), ma in difesa è sempre attento e, nel terzo periodo, segna un paio di canestri che certificano l’allungo definitivo su Cleveland. Ha pur sempre giocato su una caviglia estremamente malandata. Utilissimo.

Kevin Durant 8,5: il palcoscenico stavolta non è suo, ma la tripla doppia (20 punti, 12 rimbalzi e 10 assist), unita alla mostruosa prova di gara 3, gli vale il titolo di MVP della Finale, discusso o meno che sia, ma comunque meritato. Siamo davanti a uno dei migliori realizzatori di sempre, ora finalmente maturato. Mostruoso.

Draymond Green, voto 6: anche stanotte ha tirato malissimo da tre punti (1/5), ma tutte le piccole cose e gli sforzi che fa per la squadra gli valgono assolutamente la sufficienza. Il leader emotivo dei Warriors rimane sempre lui, anche quando non può essere troppo protagonista. Prezioso.

Javale McGee, voto 6.5: altra ottima prova per lui. Sui raddoppi eseguiti da Cleveland sui compagni più illustri, taglia e si fa trovare al ferro per punti facili. In difesa è una presenza costante nel pitturato, a difesa del canestro. Una bella storia.

Panchina, voto 7: incide ben oltre l’ultimo e non decisivo ultimo quarto. Iguodala fa saltare i piani difensivi dei Cavs segnando tre triple nel primo tempo, Bell porta la solita energia difensiva, stavolta incanalata meglio. I veterani Livingston, West e Young mettono a disposizione della squadra giocate di intelligenza nelle pieghe della partita. Efficienti.

Il migliore

Stephen Curry, voto 9.5: comincia fortissimo con quattro canestri da tre punti, poi comincia a forzare e sbagliare diverse conclusioni, ma gestisce intelligentemente i raddoppi della difesa avversaria. Tra secondo e terzo quarto straccia con costanza la retina e affossa ogni speranza di rimonta dei padroni di casa, proprio come in gara 2. Forse avrebbe meritato l’MVP quest’anno più che mai, ma poco importa, anzi, a lui non è mai importato nulla oltre la vittoria. MVP comunque.

Il peggiore

George Hill, voto 5: 25 minuti, ancora una volta, di assoluta inconsistenza. Non è stato il tipo di addizione che ci si aspettava quando è arrivato. Anche questa notte non è esistito in attacco e solo poche volte ha mostrato le proprie doti difensive, peraltro spesso frustrate dai fenomeni avversari. Fantasma.

Andrea Ranieri
andreranieri98@gmail.com

Studente di lettere presso l'Università Statale di Milano. Allenatore e appassionato di pallacanestro, americana ed europea. Redattore per NBAPassion.com

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