La moglie di Breanna Stewart, Marta Xargay, ha recentemente sporto denuncia alla polizia dopo aver ricevuto e-mail minatorie e insulti omofobi dopo Gara 1 delle WNBA Finals.
Secondo quanto riportato dal New York Post, chi ha scritto l’e-mail sperava che entrambe morissero dopo che la giocatrice aveva sbagliato un tiro libero e un layup che avrebbero consegnato la vittoria alle New York Liberty.
Dopo l’accaduto, Stewie ha detto di volersi assicurare che tutti sappiano che è inaccettabile rivolgere commenti di questo tipo a personaggi pubblici.
“È terrificante” ha detto durante un allenamento della sua squadra. “E sapere che le persone possono avere un accesso così diretto a noi mi fa paura. Stiamo prendendo le dovute precauzioni. Ci piace che la gente sia coinvolta nel nostro sport, ma non fino al punto di arrivare a minacce o commenti omofobi. La Lega se ne sta occupando. Vogliamo solo assicurarci di stare bene, ma i nostri figli devono essere quelli più al sicuro”.
Il numero di spettatori della WNBA è decollato durante questa stagione. Il che è positivo. Ma anche aumentato le preoccupazioni riguardo la sicurezza delle giocatrici. Molte squadre hanno infatti assunto personale di sicurezza aggiuntivo per i viaggi delle giocatrici e per proteggerle quando si trovano nei palazzetti.
Stewie ha poi fatto notare che i giocatori più in vista della NBA e altri campionati professionistici statunitensi hanno guardie del corpo personali per sentirsi più al sicuro.
Ha detto di volere che questa protezione diventi una prassi, almeno per giocatori (e rispettive famiglie) che ricevono minacce dirette come questa, specialmente durante le Finals, quando milioni di occhi sono puntati su di loro.
“Cathy Engelbert e la lega possono continuare ad occuparsi del caso” ha detto la Stewart. “E davvero, tutto quello che è successo ha portato chiunque a preoccuparsi della questione e muoversi passo dopo passo, per capire cosa fare per andare avanti”.
La WNBA, per il momento, si sta assicurando che tutti sappiano sempre dove sono le due donne e i loro figli, monitorando i loro movimenti. Solo così si potrà dare priorità alla loro sicurezza e non metterle in potenziale pericolo.
“Continuiamo a sottolineare che non c’è assolutamente spazio per commenti odiosi o minacce nei confronti di giocatrici, squadre o chiunque sia affiliato alla WNBA” ha dichiarato un portavoce della lega. “Siamo consapevoli di quanto successo e stiamo lavorando con la sicurezza e con le forze dell’ordine per prendere le misure di sicurezza adeguate”.
