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Aleksej Svhed: lo “zar” dalla classe sopraffina

di Pierluigi Ninni

Il numero 1 della formazione russa Aleksej Shved sta disputando una stagione straordinaria: dalla vittoria del titolo di MVP in Eurocup con il Khimki alla meritata semifinale con la nazionale. A 29 anni, è tornato ad incantare e non vuole fermarsi.

Dopo l’avventura in NBA, la carriera di Aleksej Shved sembrava essere sul viale del tramonto. Dopo una lunga gavetta in Russia con il Cska Mosca, con piccole esperienze in prestito al Khimki e alla Dinamo Mosca, con cui vinse tutto ( 4 campionati russi, 2 VTB United League e una Eurolega nel 2008) Shved fu acquistato dai Minnesota Timberwolves. Sembrava la svolta della sua carriera: il primo anno da rookie non andò male, ma già nella seconda stagione Aleksej passò in secondo piano nelle gerarchie di squadra. La fisicità e il dinamismo della NBA non esaltavano le sue caratteristiche: classe, tocco di palla, grande visione e ottimo jump-shot. Da lì una serie di trasferimenti oltreoceano che hanno portato il talento russo prima a Philadelphia, poi a Houston e infine ai New York Knicks: tutto questo nell’arco di due stagioni.

Aleksej Shved

Aleksej Shved in azione con la maglia del Khimki

Quando Aleksej Shved tornò in Europa, precisamente al Khimki, nessuno avrebbe scommesso in una sua rinascita. Eppure, stagione per stagione, Shved è ritornato a giocare il suo basket con una continuità innata. La stagione seguente 2016-2017 lo ha riconsacrato tra i grandi. Ha dominato in qualsiasi campo, sia in VTB United che in Eurocup, la seconda competizione continentale per club dopo l’Eurolega. A fine stagione gli sono stati assegnati due titoli di MVP in entrambe le competizioni. In Eurocup è stato il primo nella storia della competizione a concludere il torneo con almeno 22 punti, 5 rimbalzi e 4 assist di media.

Ora la dimostrazione assoluta, in questo europeo, di aver ritrovato uno dei grandi talenti del basket europeo. Un Eurobasket giocato sempre al massimo: infatti, per ora, è il miglior realizzatore nel torneo con 24 punti di media e quinto generale degli assist con 6,2 di media a partita. Il suo stile di gioco è molto simile a quello dei grandi tiratori europei di inizio anni 90 come Toni Kukoc o Drazen Petrovic: grande palleggio e capacità di saltare letteralmente gli avversari, eccellente visione ed un rilascio della palla preciso e veloce. Grande tiratore sia da 2 che da 3 punti, visto che è il secondo realizzatore di triple dietro solo al nostro Marco Belinelli. I suoi movimenti preferiti sono sicuramente il crossover e la finta di corpo: memorabile il suo canestro della vittoria nella prima partita del girone contro la Turchia. Senza ritmo, a pochi secondi dallo scadere del possesso, crossover sul marcatore e tripla a bersaglio per il definitivo sorpasso russo. Ha dimostrato di essere decisivo nei momenti che contano e può sicuramente puntare alla vittoria del suo terzo MVP stagionale, quello più importante. Entrerebbe nella storia, perché sarebbe il primo a vincere tre MVP in un’unica stagione, sia con il club che con la nazionale. Sicuramente se i russi sono in semifinale, buona parte del merito è dello “zar” Aleksej Shved.

Pierluigi Ninni

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