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Efes Pilsen: la continuità come cura per la crisi post-Covid?

di Andrea Ranieri

Se è vero che nella parte asiatica di Istanbul il Fenerbahce non se la passa benissimo (ma ne parleremo poi), non si può dire che la situazione in casa Efes, nella metà europea della metropoli, sia molto più tranquilla e fluida. Prima di tutto i rimorsi per una stagione che sembrava spingere la squadra di coach Ergin Ataman dritta verso il titolo continentale (record di 24-4 all’interruzione); segue la preoccupazione per il taglio del budget dopo l’emergenza coronavirus; chiudono i tanti e importanti contratti in scadenza. L’intenzione pare quella della continuità, ma anche questa necessita di mezzi che forse non ci sono. Quali sono le intenzioni e le possibilità per l’immediato futuro dell’Efes Pilsen?

La condicio sine qua non: Shane Larkin e Vasilije Micic

Si è detto che nelle intenzioni della società c’è il concetto di continuità, da far però collimare con una riduzione del budget che, nelle parole del GM Alper Yilmaz, potrebbe essere anche del 30-40%. Se quella dell’Efes Pilsen vuole essere una continuità vincente, esiste una condicio sine qua nonla permanenza di Shane Larkin e Vasilije Micic, perché il team turco stava dominando la stagione soprattutto grazie al backcourt nettamente più forte d’Europa. Per quanto riguarda la guardia serba, parliamo di uno dei pochi giocatori (insieme a Balbay, Simon e Dunston) già sotto contratto per la prossima stagione. L’unica insidia in questo caso si chiama NBA, il solo possibile salto di qualità rispetto ad ora per Micic, che a inizio aprile si è anche detto molto legato a coach Ataman.

Vale in buona parte il medesimo discorso anche per il fenomeno americano. Il 20 di aprile sembrava cosa fatta un ricco rinnovo a 7.7 milioni di dollari totali per il miglior giocatore del Vecchio Continente, ma già il giorno successivo è arrivata la pronta smentita sull’accordo da parte del GM Yilmaz. Sia chiaro, in Europa per Larkin sembra esistere al momento solo l’opzione di rinnovo con la sua squadra di appartenenza, ma anche qui può forse esistere un “rischio” NBA. Un’avventura già tentata, con pochissimo successo, dal folletto dell’Efes. Proprio quest’ultimo dato rende l’esperienza americana quasi più appetibile per Micic, che ancora non ha potuto sperimentarla. Il vero dubbio resta: può la dirigenza turca offrire a Shane Larkin un rinnovo su cifre simili a quelle che giravano a fine aprile? Se la risposta fosse no, sarebbe finita la maggior parte delle ambizioni continentali dell’Efes. Non può infatti esistere la corazzata dell’ultimo anno senza Shane Larkin o Vasilije Micic.

Efes Pilsen: il resto del roster?

Detto che hanno già accordi in essere per la prossima stagione Dogus Balbay, Krunoslav Simon e Bryant Dunston, il resto del roster di Ataman va in scadenza. Tra i restanti pezzi grossi dovrebbe essere vicino a un’intesa Rodrigue Beaubois, una notizia di cui si parla già da qualche tempo. Nel reparto lunghi, invece, c’è intenzione, da parte di ambedue le parti, di proseguire i rapporti con Adrien Moerman e Chris Singleton. Mentre pare fluida la situazione del francese, più complessa sembra quella dell’ala statunitense, che è oggetto del desiderio di tanti a livello d’Eurolega. Stesso discorso vale per Tibor Pleiss, che nell’ultima annata, soprattutto “grazie” alla lunga assenza di Dunston, ha messo sul parquet notevoli miglioramenti. Le sue leve lunghe sono preziose in difesa e in attacco il tedesco ha ulteriormente lavorato sui suoi movimenti nei pressi del ferro; oltre a questo sta provando a costruirsi un tiro solido anche dalla lunga distanza. Insomma, un pezzo pregiato. Tutti i nomi fatti finora sono imprescindibili per ripresentarsi ai livelli di quest’anno. Ma chi sacrificare sull’altare della diminuzione del budget? I nomi pià a rischio dovrebbero essere quelli di James Anderson e Alec Peters, il cui utilizzo è stato piuttosto ondivago nel corso della stagione.

Efes Pilsen: proseguirà il rapporto con la torre Bryant Dunston

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La continuità pare dunque una strada percorribile, ma per mantenere alta la qualità sarà necessario accorciare il roster, un cambiamento rischioso per competere su due fronti un’intera stagione. Un cambiamento che, al momento, solo Real Madrid e Olimpia Milano possono evitare.

 

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