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Euroleague preview: Barcellona-Fenerbahce

di Andrea Ranieri

Quest’estate pensavamo tutti a Barcellona-Fenerbahce come il Big Match, come lo scontro tra le due squadre probabilmente più attrezzate dell’Eurolega. La storia ci sta dicendo altro: i Blaugrana, comunque non imbattibili, hanno bisogno di vincere per rimanere al passo con Milano ed Efes; i Turchi, in crisi, necessitano di un’impresa, un’impresa che legittimi speranze di risalita che, al momento, non hanno diritto di sussistere. Non quello che attendevamo dunque, ma proprio per questo Barcellona e Fenerbahce daranno vita a un duello ancor più appassionante.

Barcellona-Fenerbahce: qui Barcellona

Fatte salve le ormai note assenze di Thomas Heurtel e Kevin Pangos, non si segnalano altre emergenze in Catalogna. L’intento di Svetislav Pesic sarà quello di stritolare i propri avversari prima di tutto in difesa. Contro un Fener incerottato e molto indebolito nel reparto esterni, la sua ricetta di asfissiante pressione sulla palla e anticipo aggressivo sulle prime linee di passaggio potrebbe rivelarsi letale. Questo anche per evitare che gli esterni vedano facili palloni dentro: non mettere in partita i lunghi turchi deve essere priorità, allo scopo di evidenziare i problemi perimetrali degli avversari. Il Barcellona avrà quindi bisogno del miglior Brandon Davies; non inganni la vergognosa prova di settimana scorsa, l’ex Zalgiris rimane tra i lunghi più forti d’Europa. Con questi due accorgimenti difensivi la gara blaugrana potrebbe subito mettersi in discesa.

Barcellona-Fenerbahce: Svetislav Pesic vorrà imporre prima di tutto la sua difesa

Barcellona-Fenerbahce: Svetislav Pesic vorrà imporre prima di tutto la sua difesa

In attacco, come sempre, il movimento di palla sarà la via preferenziale, cercando di far lavorare il reparto lunghi avversario con palloni dentro per Brandon Davies, Ante Tomic, Nikola Mirotic e Vitor Claver: una ricetta da estremizzare se Obradovic seguisse la sua filosofia del cambio sistematico. Su eventuali raddoppi servirà che i vari Alex Abrines, Pau Ribas, Adam Hanga facciano canestro con costanza da fuori, per impedire che la difesa turca possa sfidarli nella specialità. Poi, cinicamente, Pesic vorrà mettere sotto pressione gli esterni giallo-blu. Spazio quindi agli uno contro uno e ai pick and roll di Malcolm Delaney e Cory Higgins, della cui continuità c’è bisogno per riprendere la marcia delle prime giornate.

Qui Fenerbahce

Ultimamente, in quel di Istanbul, è venuta meno anche l’ultima ancora di salvezza, quella difesa che in parte reggeva l’urto di brutte prestazioni. Coach Obradovic ha bisogno di ritrovare subito quell’appiglio. Tutt’altro che semplice contro una squadra come il Barcellona, tuttavia sempre priva di Heurtel e Pangos. Importante dunque mettere forte pressione sui portatori di palla, soprattutto Hanga, poco abituato a questa responsabilità. L’arte poi del cambio sistematico sarà invece da valutarsi contro un team che ama appoggiare la palla ai propri lunghi: se il Fener deciderà di proseguire su questo canovaccio dovrà tornare a operare i propri cambi a tre, autentici capolavori difensivi, che permettevano di evitare mismatch troppo evidenti. Venisse meno anche solo uno di questi elementi? Il Fenerbahce sarebbe destinato, direbbe coach Dan Peterson, ad essere asfaltato.

Barcellona-Fenerbahce: riuscirà Zeljiko Obradovic a compiere un'impresa di cui il Fener ha bisogno?

Barcellona-Fenerbahce: riuscirà Zeljiko Obradovic a compiere un’impresa di cui il Fener ha bisogno?

Il Fenerbahce di questa stagione, finora, in attacco è stato orrendo. L’unica vera certezza porta il nome di Nando De Colo: il francese è l’unica vera salvezza di un attacco fatto di poca condivisione, ben lontano dalle idee di Obradovic. Il problema? La guardia, con il connazionale Leo Westermann, salterà questo doppio turno per infortunio. La sua assenza già contro il CSKA ha prodotto almeno una reazione nell’irriconoscibile Kostas Sloukas, ma il Fener è durato un tempo. Eppure è inevitabilmente dalle letture e dal pick and roll del greco che dovranno arrivare le fortune turche, nel tentativo anche di innescare Jan Vesely e Derrick Williams, oltre a Joffrey Lauvergne. La squadra non può prescindere da una efficace dimensione interna se vuole innescare i propri tiratori, tra cui Luigi Datome. E nei momenti di difficoltà? Magari sarà Bobby Dixon a tornare alla ribalta, ma è una speranza. La verità è che – lo ribadiamo – la squadra di Zeljko Obradovic non può essere quella di Nando De Colo: ma il problema non sta nel fuoriclasse transalpino, quanto semmai nei veterani del gruppo, forse al capolinea con il coach serbo.

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