A soli 13 anni e 10 mesi, Mohamed Dabone ha già lasciato il segno nella storia recente del basket europeo. Il giovanissimo talento della cantera blaugrana ha infatti debuttato con la prima squadra del Barcellona in occasione di un’amichevole precampionato contro il Girona, disputata a Platja d’Aro.
Un ingresso simbolico, certo, ma non banale. Dabone non si è limitato a calcare il parquet accanto a giocatori ben più esperti: nei pochi minuti a disposizione ha messo insieme 4 punti e 3 rimbalzi, impreziositi da una schiacciata che ha strappato applausi al pubblico e sottolineato la sua impressionante precocità fisica.
Con i suoi 2,10 metri di altezza, il ragazzo ivoriano viene considerato uno dei prospetti più interessanti del panorama continentale. Non è un caso che negli ultimi mesi sia stato spesso aggregato agli allenamenti della prima squadra. Un segnale di fiducia da parte del club, ma anche di estrema cautela: gestire un talento così precoce richiede equilibrio, per non bruciare le tappe.
Il paragone con fenomeni come Victor Wembanyama è inevitabile, ma anche ingombrante. Per Dabone il percorso è appena iniziato e le incognite sono tante. La crescita fisica da completare, l’adattamento a ritmi sempre più alti, la gestione della pressione mediatica che inevitabilmente lo accompagnerà.
Il Barcellona, intanto, si gode il proprio gioiello. Averlo mostrato al mondo in un contesto di prima squadra rappresenta un investimento di immagine e di fiducia, ma soprattutto un messaggio chiaro. La cantera blaugrana continua a sfornare talenti in grado di far parlare di sé ben oltre i confini spagnoli.
Per Dabone, questo esordio resterà un ricordo indelebile. Per il basket europeo, forse, l’inizio di una nuova storia tutta da scrivere.
