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Euroleague preview: Olimpia Milano-Fenerbahce

di Andrea Ranieri

Olimpia Milano-Fenerbahce è sfida tra due squadre che stanno affrontando delle evidenti difficoltà, date anche da alcune assenze pesanti. In un contesto di lavori in corso per entrambe le compagini sarà ancor più decisiva la sfida che ogni intenditore vuole vedere: quella in panchina. Senza giri di parole, siamo nella lega degli allenatori e stasera si affrontano due non a caso, Ettore Messina e Zelimir Obradovic. Il coach catanese lo ha detto: anche un allenatore ha bisogno di vincere per la propria carriera; lui e Obradovic ne sono esempio. Mettetevi comodi, la partita sarà decisa in gran parte dal duello tra i due migliori allenatori d’Europa.

Olimpia Milano-Fenerbahce: il primo capitolo degli scontri tra Messina e Obradovic si scrive al Mediolanum Forum

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Olimpia Milano-Fenerbahce: qui Milano

La questione assenze continua a premere in quel di Assago: stasera, oltre ai lungodegenti Nemanja Nedovic e Shelvin Mack, non recupera dalla botta presa ad Atene Jeff Brooks. Tanto per cambiare, la chiave si chiama difesa. Per ammissione di coach Messina, la retroguardia milanese a metà campo mostra progressi evidenti, mentre la fase di transizione ancora risente di alcune sbavature. Eppure non permettere al Fener di correre sarà fondamentale per mettere a nudo le difficoltà offensive in cui versa al momento la squadra turca, per ora completamente basata sul talento di Nando De Colo. Tentare di arginare il francese, senza due difensori del calibro di Mack e Nedovic, non sembra fattibile. Messina potrebbe piuttosto scegliere di isolarlo, cercando di contenere i suoi pick and roll al due contro due e non offrendogli facili linee di passaggio per mettere in ritmo i compagni. In sostanza: se ne è capace la vinca da solo. Naturalmente anche limitare l’impatto del reparto lunghi turco è vitale. Da questo punto di vista il rientro di Arturas Gudaitis è un’ottima notizia; Kaleb Tarczewski dovrà invece limitare i falli e difendere di posizione, senza farsi ingolosire dal pallone contro avversari di maggiore tecnica.

Olimpia Milano-Fenerbahce: il pericolo numero uno si chiama Nando De Colo

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In fase offensiva le difficoltà continuano a essere evidenti. C’è chiara necessità di assumere una dimensione interna importante per aprire spazi sul perimetro. Rispetto a Cremona contribuirà a questo il rientro di Luis Scola, ma non solo. Nella partita di campionato Arturas Gudaitis ha preso spesso posizione interna davanti al difensore, senza mai essere servito e Milano non può prescindere da questo, perchè Kaleb Tarczewski e Paul Biligha sono giocatori da pick and roll e non danno quel tipo di contributo. Riuscisse a fare questo, l’Olimpia procurerebbe tiri aperti a Michael Roll, Vladimir Micov, Riccardo Moraschini e Amedeo Della Valle, che ne hanno infinito bisogno. Poi, come sempre, rimane Sergio Rodriguez, chiamato a gestire il ritmo anche in funzione dell’avversario e del momento, oltre che a togliere le castagne dal fuoco con il suo talento quando serva, e servirà. Almeno per ora, perché tra una settimana Messina potrebbe avere la squadra che ha voluto e pensato, quella che ruoterà intorno al talento offensivo e difensivo di Nemanja Nedovic.

Olimpia Milano-Fenerbahce: i destini biancorossi ancora in mano a Sergio Rodriguez

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Qui Fenerbahce

Obradovic ha dei problemi offensivi evidenti da risolvere. Al momento il record dice 1-2 e l’unico a salvarsi a livello europeo è Nando De Colo, autore di ben 39 punti nella vittoria sofferta contro il Baskonia, unico in doppia cifra. Per il resto, nessuno pare al proprio livello consueto di rendimento. E allora la priorità potrebbe essere sfruttare le attenzioni create dal fuoriclasse francese per aprire spazi agli altri, facendo sì che Luigi Datome, Kostas Sloukas, Bobby Dixon magari prendano tiri aperti, che Derrick Williams possa far movimento senza palla. Bisognerà cercare di rimettere nel gioco Jan Vesely e Joffrey Lauvergne, per i quali servono possessi in post-up. Se il Fener gioca da squadra di Obradovic al Forum, Milano al momento non ha possibilità di competere. Il problema da parte turca? Milano sta diventando la squadra di Messina, il Fenerbahce non è neanche vicino ad essere la squadra di Obradovic, almeno per ora.

La difesa, in questo mezzo disastro, rimane una certezza sul Bosforo. La linea guida è quasi sempre quella del cambio. Jan Vesely e Derrick Williams hanno i piedi per stare con gli esterni avversari, soprattutto contro una Milano che, senza Nedovic, ha nel solo Rodriguez un giocatore realmente pericoloso in uno contro. Per quanto riguarda l’altra faccia del cambio, ovvero quella che prevede un esterno su un lungo, Obradovic è sempre stato bravissimo a nasconderla con un ulteriore cambio, sfruttando saggiamente il momento in cui l’attacco avversario cerca i mismatch per mandare le proprie ali a effettuare un secondo cambio nella medesima azione. Da questo punto di vista, tuttavia, l’assenza di Nikola Kalinic potrebbe rivelarsi pesante, almeno in un sistema difensivo così concepito e che quest’anno ha la necessità di nascondere Nando De Colo. In ogni caso, anche per il Fener le fortune potrebbero passare perlopiù da dietro.

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