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Euroleague preview: Olimpia Milano-Panathinaikos, uscire dalla Selva Oscura

di Andrea Ranieri

Olimpia Milano-Panathinaikos, dal punto di vista milanese, quasi quasi ci ricorda alcuni celeberrimi versi:

Nel mezzo di cammin di nostra vita

mi ritrovai per una selva oscura,

ché la diritta via era smarrita

Uscire dalla Selva Oscura e ritrovare il cammino perduto è quantomai l’attuale imperativo di Milano. Per farlo arriva però al Forum una squadra in grande fiducia dopo l’impresa di Kaliningrad contro il CSKA, il Panathinaikos di Rick Pitino. I problemi biancorossi sono ormai chiari: per coprirli serve trovare certezze, necessarie per proseguire la difficile corsa europea, comunque non certo compromessa.

Olimpia Milano-Panathinaikos: qui Milano

Trovare certezze, si diceva. La prima non può che essere una difesa che almeno qualche segnale a livello europeo lo sta lanciando, soprattutto nelle ultime settimane. Questo anche in considerazione del fatto che mancano notizie certe sul rientro di Nemanja Nedovic. Il tema centrale sarà quello della difesa sul pick and roll di Nick Calathes ovviamente. Milano soffre ancora molto in questo fondamentale, ma il Pana è squadra contro cui si possono operare scelte abbastanza nette. In particolare l’imperativo di proteggere l’area la farà da padrone. Una difesa con lungo in contenimento per prevenire ogni male sui roll dei lunghi e il piccolo che cerca di forzare il blocco per mettere pressione a Calathes e non fargli vedere facili linee di passaggio. La necessità di limitare queste giocate del Pana a un due contro due è urgente, prima che entrino in azione i tiratori e gli atletici esterni di Pitino, bravi a muoversi negli spazi lontani dalla palla. Un tipo di difesa che sicuramente tutela Kaleb Tarczewski e Luis Scola, ma potrebbe mettere in difficoltà Sergio Rodriguez. Saranno quindi sicuramente importanti i minuti di aggressività sulla palla di Keifer Sykes.

In attacco bisogna fare i conti con una squadra molto fisica e che, dunque, deve essere fatta muovere. Prima di tutto il ritmo quindi: Sergio Rodriguez e Keifer Sykes avranno il dovere di alzarlo ogni volta che sarà possibile, anche per cercare di ridare tiri e fiducia a Michael Roll e Amedeo Della Valle. Contro la difesa schierata, come sempre, vige il bisogno di mantenere una doppia dimensione, date le difficoltà nel costruire vantaggi dal perimetro. Palloni dentro sicuramente per i post-up di Arturas Gudaitis e Luis Scola, ma anche tanto pick and roll per Kaleb Tarczewski, che con il suo dinamismo e atletismo ha le armi perfette per mettere in difficoltà i possenti lunghi greci. Naturalmente poi, in una partita che sarà decisa in area, il controllo dei rimbalzi sarà vitale. Venisse meno questo, il Pana è destinato a passeggiare al Forum e a gettare l’Olimpia dalla Selva Oscura verso il Limbo.

Qui Panathinaikos

L’unica assenza effettiva per Rick Pitino è quella di Nikos Pappas, che ha chiuso già la sua stagione. Come si è dimostrato anche a Kaliningrad, le fortune passano sempre per Nick Calathes e la sua conduzione del pick and roll. Un pick and roll che dovrà essere esteso a tutti gli uomini in campo per essere davvero efficace. Per riuscire a farlo serviranno buone percentuali al tiro da tre punti da parte soprattutto di Jimmer Fredette e DeShaun Thomas, in modo da aprire la scatola difensiva milanese. Ma non solo, anche la varietà sarà arma da sfoderare il più possibile. Giusto quindi pensare a possessi in post-basso per un lungo di stazza come Georgios Papagiannis, che non ha pari nella fila milanesi a livello fisico. E fondamentale sarà il contributo di Tyrese Rice, che deve garantire una diversa conduzione rispetto a Calathes: più pericolosità al tiro da fuori, più uno contro uno. E’ infatti importante che il greco non debba giocare troppi minuti e che Milano non debba difendere sempre contro lo stesso copione.

Olimpia Milano-Panathinaikos: come sempre, tanto passa dalle mani di Nick Calathes

Olimpia Milano-Panathinaikos: come sempre, tanto passa dalle mani di Nick Calathes

In difesa la chiave per i Greci sta nell’imporre la propria superiorità fisica, tenendo quindi un ritmo il più possibile controllato, senza entrare in un turbinio di azioni dinamiche, che favorirebbero la più veloce Milano. Una stazza fisica che dovrà servire a proteggere l’area, per togliere a Milano le soluzioni interne di cui tanto necessita, con una certa attenzione sui post-up di Scola e Gudaitis. E poi anche qui possibile che sui pick and roll Pitino scelga di contenere, per non pagare troppo l’atletismo di Tarczewski e non innescare pericolose rotazioni difensive. Per attuare questo piano il Pana dovrà mostrare tutta la sua superiorità a rimbalzo, la vera chiave per vincere una sfida che sarà estremamente tattica.

 

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