8. Quel famoso 7 luglio a Las Vegas
Belinelli, il 7 luglio 2007, nella sua prima gara di Summer League a Las Vegas, ha esordito con una prestazione da urlo, 37 punti in 40 minuti (nel 2007 fu la seconda prestazione in assoluto dopo i 38 punti di Kobe Bryant) nella vittoria dei Golden State sugli Hornets per 110-102.
Curiosità, è che durante i workout (sono allenamenti ad hoc per valutare i vari giocatori) Belinelli fece allenamento con Knicks, Nets, Pistons, Wizards, Clippers, Suns, Rockets, Jazz e infine un provino privato con i Lakers. Alla fine fu scelto però a sorpresa dai Golden State Warriors, squadra che durante la precedente stagione non aveva mostrato interesse e non lo aveva visionato in allenamento.
9. Marco Belinelli e i videogame
Fin da quando era ragazzo, Belinelli ha sempre giocato ai videogame e ci gioca ancora oggi. Per l’uscita dei videogiochi NBA2K19 e NBA2K22 il giocatore Azzurro ha dichiarato che in ogni palestra dove si allenano ha una o due console in modo tale che i giocatori abbiano il tempo di stare insieme (è visto come un bel modo di passare il tempo con i compagni di squadra e distrarsi). Un giocatore molto forte nei videogiochi è Joel Embiid, ma anche Jimmy Butler (quest’ultimo ci giocava molto anche in trasferta).
10. I numeri di maglia
Una cosa curiosa è che Belinelli per tutta la sua carriera ha cambiato molte volte il numero di maglia, non legandosi particolarmente a nessun numero. Ha indossato: 0, 3, 4, 7, 8, 9, 10, 18 e 23. Nel suo libro, Pokerface, spiega che solo l’anno a Toronto aveva scelto il numero zero per simbolizzare la ripartenza (ispirato dal celebre spot Adidas “Impossible is Nothing” di Gilbert Arenas).

