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Andrea De Nicolao, da sesto uomo a perno fondamentale della Reyer

di Daniele Morbio

Senza partite in programma dopo la sospensione dei campionati, dell’Eurolega e dell’EuroCup a causa dell’emergenza da Coronavirus, ci addentriamo nel proporre approfondimenti su alcuni protagonisti di questa stagione della palla a spicchi, in particolare su Andrea De Nicolao.

Il playmaker della Reyer è uno dei migliori italiani del nostro campionato e forse il migliore nel suo ruolo. Infatti Andrea De Nicolao, sta disputando una grandissima stagione ed è passato da sesto uomo a perno fondamentale nello scacchiere di Walter De Raffaele, permettendo al team oro-granata di trovare un nuovo equilibrio proprio a ridosso delle Final Eight di Coppa Italia, poi vinte dalla squadra veneziana.

Reyer in volo con De Nicolao

Andrea De Nicolao è riuscito ad essere utile e preziosissimo in ogni singola partita della stagione oro-granata, meritandosi il posto in quintetto base con il passare delle settimane grazie alla sua personalità e ad una leadership che lo hanno portato ad essere pressoché insostituibile.

Il ragazzo padovano è risultato determinante nel trionfo di Pesaro in Coppa Italia con prestazioni ai limiti della perfezione: un dato emblematico è il 7/12 dall’arco ottenuto proprio nella tre giorni marchigiana, ma è fin troppo superficiale per poter descrivere le sue prove. Prima agente speciale in marcatura su Milos Teodosic contro la Virtus Bologna, poi su Sergio Rodriguez ed infine su un Adrian Banks che era stato devastante fin lì. Alle splendide prove difensive il play oro-granata ha aggiunto una fase offensiva da vero maestro del gioco, oltre che dimostrando grande sagacia tattica, mettendo in ritmo i compagni e creandosi gli spazi per conclusioni e assalti al ferro spesso vincenti.

Un salto di qualità sul piano della leadership, una grande impronta nei giochi offensivi veneziani: la Reyer ha preso il volo con De Nicolao. Da sesto uomo preziosissimo quando c’era da mettere pressione sulla palla e da difendere con il coltello tra i denti, a vero e proprio regista insostituibile, la crescita del giocatore di Camposampiero è sotto gli occhi di tutti, tanto da meritarsi la chiamata in Nazionale da parte di coach Sacchetti (un piccolo infortunio ne ha impedito la partecipazione, poi). Dove potrà arrivare la squadra oro-granata con questo De Nicolao?

Le qualità tecnico-tattiche di De Nicolao

Partito come cambio di Julyan Stone, Andrea De Nicolao si è preso la Reyer grazie alle sue qualità tecnico-tattiche. Il giocatore azzurro è capace infatti di creare ottimi giochi di pick&roll con i due centri Mitchell Watt e Gasper Vidmar, grazie ad una visione di gioco davvero sopraffina e grazie alla bravura nel leggere le difese avversarie.

De Nicolao è altrettanto bravo nel crearsi tiri dalla lunga distanza, dal palleggio e in isolamento sugli aiuti offensivi dei lunghi e degli esterni veneziani. La bravura del playmaker dei lagunari è quella di non fermare mai i giochi offensivi disegnati da coach Walter De Raffaele, mettendo in condizione di tirare con i piedi per terra gente come Daye o Bramos, che sanno essere davvero devastanti.

Tuttavia è anche la fase difensiva a rendere il play della Reyer vero e proprio perno fondamentale per il team lagunare. La pressione sulla palla e l’aggressività che contraddistingue la fase difensiva di De Nicolao, gli permettono di essere molto fastidioso per i creatori di gioco avversari ed il senso della posizione negli aiuti difensivi costa falli in attacco alle squadre avversarie. Un vero e proprio mastino difensivo nonostante la statura e la stazza non siano propriamente dalla sua parte.

La carriera

Cresciuto nelle giovanili della Benetton Treviso, De Nicolao ha esordito in serie A nel 2009 con la stessa squadra veneta prima di essere ceduto in prestito in Lega A dilettanti, precisamente alla Pallacanestro Lago Maggiore. La stagione successiva rientra proprio a Treviso, dove gioca con maggior continuità fino al 2012, quando passa alla Pallacanestro Varese.

Proprio questa è la stagione della svolta per lui, capace di imporsi nella squadra biancorossa dei vari Mike Green, Bryant Dunston, Ebi Ere e Francesco Vitucci. Nel 2014, dopo un biennio in biancorosso, il play padovano torna nella sua regione originaria e si trasferisce in LegaDue alla Scaligera Verona, dove resta una stagione segnando più di 10 punti a gara.

Dal 2015 al 2017 l’ex trevigiano passa nella Reggio Emilia di coach Max Menetti, capace di giocare per ben due volte la finale scudetto. Il vero salto di qualità tecnico e mentale arriva però proprio nel triennio veneziano sotto la guida di coach Walter De Raffaele, dove vince nell’ordine una Fiba Europe Cup, uno scudetto e una Coppa Italia (ad oggi). Un triennio iniziato non proprio benissimo tra i mugugni di qualche tifoso, ma ben presto trasformati in veri e propri applausi scroscianti: leadership, cuore e grande qualità nel proporre i giochi offensivi, queste tre cose lo hanno portato molto presto a diventare perno molto importante. La consacrazione avvenuta nei playoffs della scorsa stagione, in particolar modo nella finale contro la Dinamo Sassari.

Da Treviso ad un ruolo sempre più fondamentale in una Venezia vincente: i tifosi della squadra lagunare lo hanno già soprannominato “De Nicolao Meravigliao”, un vero e proprio attestato per uno dei migliori playmaker del nostro campionato.

Per l’approfondimento su coach Walter De Raffaele clicca qui.

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