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Intervista ad Andrea De Nicolao: “Cresciuto con lavoro e dedizione, quando conta vinciamo”

di Daniele Morbio

In periodo di coronavirus proseguiamo con delle interviste esclusive, oggi parliamo di Andrea De Nicolao, protagonista di una stagione (fin quando si è giocato) di alto livello con la sua Reyer Venezia.

Il playmaker padovano ha messo insieme cifre solide da 7,5 punti, 2,5 rimbalzi e 3,8 assist di media ad allacciata di scarpe. Tanti gli argomenti toccati con l’ex giocatore di Varese e Reggio Emilia: dal suo periodo personale di quarantena, al suo ruolo in Reyer, fino all’obiettivo maglia azzurra.

Intervista ad Andrea De Nicolao

  • Ciao Andrea, grazie per la disponibilità. Partiamo ovviamente da questo periodo di quarantena, come lo stai vivendo?

“Sto cercando di vedere il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto, cercando di coltivare le mie passioi al di fuori della pallacanestro, stando con la mia famiglia e con mia figlia. La sto trascorrendo godendomi le giornate con serenità a casa, facendo anche quei piccoli lavoretti che durante l’anno magari non riuscivo a fare”.

  • Nei giorni scorsi si è parlato spesso di scudetto sul petto alla Virtus Bologna, almeno questa era la richiesta di qualche giocatore. Tu sei d’accordo? Che idea ti sei fatto?

“Per me lo scudetto va assegnato a conclusione di una stagione quindi essendo stata sospesa quest’anno credo non sia giusto assegnare lo scudetto. La cosa migliore era sospendere la stagione; il prossimo anno ci rigiocheremo tutti quanti lo scudetto, perché da giocatore credo sia sempre bello vincerlo sul campo piuttosto che sulla carta”.

  • Veniamo al basket giocato. L’ultima partita che è stata giocata è la finale di Coppa Italia, che vi ha visti trionfare contro Brindisi. Quali sono i segreti di quel successo? Quando avete capito che potevate davvero farcela a vincere?

“Contro Brindisi i segreti credo siano stati la solidità della nostra squadra e il riuscire a ritrovarci nei momenti che contano, quindi essere solidi e cinici nei momenti decisivi. Non c’è un momento in cui capiamo di potercela davvero fare, è un nostro modo di essere. Quando c’è da tirare fuori qualcosa in più, siamo sempre riusciti a fare quel passettino in più che ci ha permesso di far sempre delle prestazioni importanti al momento giusto; questo è merito del nostro lavoro mentale sulla squadra e della solidità che c’è all’interno del gruppo”.

  • In 3 anni a Venezia: una coppa Europea, uno scudetto ed una coppa Italia. Sei stato grande protagonista in tante sfide ultimamente, questa stagione ti sei preso il posto in quintetto…il tuo inizio, nel 2018 , però non è stato semplicissimo: cosa è cambiato poi? Qual’è la “ricetta” di questa tua crescita esponenziale?

“La ricetta della mia crescita esponenziale è stata il lavoro, la dedizione ed il sacrificio. Sicuramente quando si cambia squadra all’inizio non è mai facile, perché c’è un processo che ti porta ad entrare dentro meccanismi nuovi di squadra con compagni nuovi e quindi è tutto un po’ in salita. In questo momento sono riuscito a ritagliarmi un posto importante all’interno della squadra con la dedizione e con il lavoro, perché uno come me non può far altro che lavorare sempre duro, cercando di mettere sempre il 100% in quello che fa.”

  • Dicevo sopra, ti sei preso il posto in quintetto in questa stagione. Come é cambiato da allora il tuo ruolo nel team?

“Il mio ruolo nella squadra più che cambiato ha preso sempre più importanza, un’importanza riconosciuta dal gruppo; mi son sempre reso disponibile nei confronti dei miei compagni e loro mi hanno sempre aiutato ad essere un punto di riferimento per loro e per il gruppo. Questo credo sia il lavoro che un playmaker deve sempre fare”.

  • Proiettandoci alla prossima stagione, sarai ancora a Venezia? Con che obiettivi personali ripartirai?

“Gli obiettivi della prossima stagione -ancora a Venezia ovviamente- sono quelli di provare a vincere ancora qualcosa e regalare ancora grandi soddisfazioni a club e tifosi. Rimangono sempre alti, Venezia è una squadra che ambisce ad arrivare sempre fino in fondo, quindi gli obiettivi rimangono sempre altissimi”.

  • Qual’è il tuo rapporto con i tifosi Reyer, con i tuoi compagni e con coach De Raffaele?

“Il rapporto con i tifosi è un rapporto bello, perché da veneto è bello riuscire a scambiare battute in dialetto, cosa che magari con altri giocatori non fanno; quindi anche in modo scherzoso è bello e dà grande senso di responsabilità. Con i miei compagni si è creato un bellissimo rapporto, è da anni e anni che non si vedeva un gruppo così solido in una squadra del campionato italiano; l’ultima squadra che mi ricordo così onestamente è la Siena degli anni d’oro. Qui a Venezia si è creato un gruppo che ha vinto tanto grazie alla continuità data dalla società.

Con coach De Raffaele ho un rapporto speciale, un rapporto dove ci si intende a meraviglia e ci si intende sempre anche solo con uno sguardo; quindi è un rapporto che negli anni è maturato sempre di più”.

  • Qual’è il giocatore più forte con cui hai giocato ed il più difficile da marcare?

“Il giocatore più forte con cui ho giocato è stato Rimantas Kaukenas a Reggio Emilia, un giocatore incredibile. Il più difficile da marcare è stato Terrell McIntyre, quando giocava a Siena”.

  • Eri stato convocato in nazionale, poi hai dovuto rinunciare per un problema fisico. Ci pensi ancora alla nazionale in vista della prossima estate?

“Alla nazionale ci penso, partecipare ad una competizione con la nazionale è uno degli obiettivi miei futuri, penso che la maglia azzurra sia importante per un giocatore e penso ci debba essere una grande alchimia tra la nazionale e tutti i suoi giocatori”.

  • Piccolo giochino. Ci indichi il tuo quintetto di compagni di squadra più forti con cui hai giocato, spiegandoci il motivo e scegliendo anche il coach di questo speciale quintetto?

“In playmaker metto Mike Green, in guardia Kaukenas, da tre metto Mike Bramos, da quattro Achille Polonara e da centro Mitchell Watt. Allenatore…Walter De Raffaele”.

Si ringrazia l’ufficio stampa della Reyer e Andrea De Nicolao per la grande disponibilità.

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