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Home Lega Basket A Gigi Datome e l’impatto di covid sul basket italiano: “Ecco da dove ripartire”

Gigi Datome e l’impatto di covid sul basket italiano: “Ecco da dove ripartire”

di Michele Gibin

Gigi Datome, capitano della nazionale italiana di basket e stella del Fenerbahce in Eurolega ha rilasciato un’intervista a Mattina 9, talk show di Canale 9 – Italia 7 Gold. Il tema? L’impatto dell’emergenza coronavirus sul basket italiano, costretto a sospendere attività e campionati, e sul futuro che si prospetta: “Un nuovo basket? Servono idee vere, concretezza, capire come rendere la situazione più sostenibile in questo momento” Spiega Gigi Datome “Siamo tutti fermi, è arrivato il momento di pensare ad una nuova era anche nello sport. Se ci sono meno risorse a disposizione bisogna investire di più sulle persone per creare un progetto di movimento a lunga scadenza”.

Come il coronavirus ha attaccato con più violenza le persone con patologie pregresse e le economie che avevano problemi oggettivi, così la crisi economica colpirà di più i settori e le squadre che già presentavano difficoltà. Lo sport non sarà più lo stesso, il basket non è il calcio: bisogna gettare ora le basi per vedere tra cinque anni i frutti”.

E sulla situazione in Italia, Gigi pone l’accento sull’arretratezza del sistema basket rispetto al resto d’Europa “C’è un problema di strutture, che sono una questione di politica e di burocrazia. Sicuramente siamo indietro rispetto all’Europa. Troppi stranieri? La verità sta nel mezzo: l’abbassamento dei budget – ha spiegato Datome – ha portato alla presenza di stranieri dal basso costo e quindi con poca qualità, che hanno fatto abbassare il livello del campionato. Gli italiani devono avere la possibilità di giocare e devono avere regole che li tutelino, ma serve anche più talento da parte degli allenatori e dei dirigenti per capire chi sono i giocatori su cui puntare e come farli crescere. E infine, anche alcuni ragazzi devono dimostrare più fame, non accontentarsi. E’ un problema di cultura: il movimento deve individuare i giovani su cui investire e i giovani devono trovare una devozione verso la pallacanestro, dedicando a lei la loro vita”.

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