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Intervista esclusiva a Charlie Recalcati: “Venezia, De Raffaele e il basket italiano”

di Daniele Morbio

Dopo le Final Eight di Coppa Italia 2020, edizione vinta dalla Reyer Venezia, abbiamo contattato per un’intervista in esclusiva l’ex c.t. della nazionale italiana coach Carlo “Charlie” Recalcati per parlare di Coppa Italia, di Reyer e della situazione del basket italiano.

Coach Recalcati, tecnico classe 1945 e medaglia d’argento con l’Italia nelle Olimpiadi di Atene del 2004, ha rilasciato dichiarazioni interessanti in particolare su Austin Daye, Walter De Raffaele (miglior tecnico italiano secondo lui, e già suo vice sulla panchina di venezia) e sulla situazione della nostra nazionale, impegnata in questi giorni nelle qualificazioni ai Campionati Europei contro Russia ed Estonia.

  •  Buonasera coach Recalcati, è appena andata in archivio la Coppa Italia, che ha visto trionfare la Reyer Venezia da testa di serie numero 8: si aspettava questo successo degli oro-granata?

“No non me lo aspettavo. Considerata la classifica che vedeva prima la Virtus Bologna grazie ad un’importante continuità, con Milano che nonostante gli alti e bassi rappresenta sempre una delle favorite per il successo finale e con la Reyer che non ha tenuto il passo della Virtus, i pronostici dovevano essere chiusi”.

“Tuttavia Venezia ha legittimato il successo perché è arrivata sì da ottava, ma non va dimenticato che ha il tricolore cucito sul petto e nonostante un rendimento altalenante, vale potenzialmente le altre due. Mi aspettavo il successo finale di Bologna o di Milano, ma gli oro-granata hanno meritato in quanto hanno giocato con grande costanza ed autorità contro quelle che erano le due candidate principali al successo finale e le ha eliminate una in fila all’altra, legittimando il proprio status”.

  • Vittoria con Virtus Bologna ai quarti, poi Milano in semifinale e Brindisi, che era la squadra più in forma, in finale. Qual è stata la chiave del successo veneziano?

“A mio avviso la chiave principale è stata la dimostrazione di squadra che ha dato la Reyer contro tutte e tre le squadre affrontate. Il lavoro fatto da De Raffaele col suo staff coniugato con la disponibilità ha fatto sì che il rendimento di ogni giocatore che entrava in campo andasse addirittura in crescendo a livello qualitativo. Hanno giocato tre partite con crescente autorità ed autorevolezza ed hanno legittimato il successo, concedendo appena il 33% dal campo. Credo sia però riduttivo pensare che la Reyer ha vinto solo grazie alla sua difesa, perché hanno accompagnato a ciò una performance pregevole offensiva individuale e di squadra.”

  • Tanti addetti ai lavori considerano Austin Daye l’emblema degli ultimi successi della Reyer. Da gran solista, De Raffaele lo ha trasformato in un eccezionale uomo squadra. Può essere considerato, secondo lei, un giocatore da Eurolega?

“Io spero abbia la possibilità di dimostrarlo con Venezia. Non saprei rispondere, sarei curioso sicuramente di vederlo giocare contro le migliori ali forti d’Europa. Lo auguro anche a lui, personalmente sarebbe una sfida bella da vedere, visto il talento di cui dispone e visto lo status mentale che sembra aver raggiunto.”

  • Tra tutti i protagonisti del successo oro-granata ci sono in particolare due esterni azzurri, Andrea De Nicolao e Stefano Tonut. Il playmaker padovano è stato decisivo contro Teodosic e Rodriguez in fase difensiva, la guardia triestina ha segnato canestri pesantissimi in finale con Brindisi. Quanto è stata decisiva la prova di questi due ragazzi, in Coppa Italia?

“Sicuramente è stata decisiva e determinante come altre componenti che abbiamo citato prima. Però, aver dato, da parte di Walter (De Raffaele, ndr) una fisionomia chiara alla squadra, con De Nicolao e Tonut in quintetto e con giocatori importanti che escono dalla panchina, ha alzato il rendimento in maniera esponenziale ed è stata una chiave molto importante ed interessante. Poi, il rendimento dei due azzurri ha sicuramente fatto sì che diventassero fondamentali ed ha alzato il livello delle prestazioni del team rispetto ad inizio stagione”.

Intervista esclusiva a Charlie Recalcati: “De Raffaele miglior coach italiano”

  • Michael Bramos, un giocatore che lei conosce bene coach. Leader silenzioso e tecnico nei momenti importanti, cosa significa avere in squadra un giocatore come il greco? Che visione ha lei di Bramos dentro e fuori dal campo?

“Innanzitutto vuol dire avere un esempio al di là di quello che può essere il rendimento in campo di Michael. Si può considerare come un riferimento per tutti i suoi compagni perché interpreta a meraviglia il ruolo di giocatore meticoloso che non lascia niente al caso”.

“Credo abbia ampiamente dimostrato che quando conta è un giocatore estremamente affidabile ed i suoi canestri pesantissimi con Sassari in gara 7 lo testimoniano. Michael è un giocatore estremamente intelligente ed ha sempre fatto e scelto il meglio per sé e per la Reyer. Sentirsi importante per il team e ben voluto dalla piazza ha sicuramente pesato nella sua lunga permanenza a Venezia.”

  • Walter De Raffaele è il tecnico più vincente nella storia della Reyer. Lei che lo conosce bene, si aspettava questo cammino incredibile? Quali sono i punti di forza durante le partite ed in palestra del tecnico livornese?

“Onestamente devo dire che ho sempre creduto in Walter, tanto è vero che lo ho voluto come mio assistente in nazionale in tempi non sospetti e se ho accettato la chiamata di Casarin e dell’allora presidente Brugnaro è stato anche per la presenza sua, perché avrei avuto a disposizione un tecnico di assoluto valore ed una persona verso cui nutro grande fiducia e rispetto”.

“In questi anni sta sicuramente confermando ciò che penso di lui e per me non è assolutamente una sorpresa che in questo momento sia uno dei migliori, se non il miglior tecnico italiano dimostrando stoffa e qualità da grande allenatore. Walter è estremamente meticoloso, gli piace preparare le partite e gli allenamenti nel minimo dettaglio e non perde mai tempo: cerca sempre di mettere i suoi giocatori nelle migliori condizioni possibili in allenamento ed in partita. Sa interpretare al meglio la partita con il giusto timing dei time out e dei cambi e sa alternare molto bene quintetti alti a quintetti bassi, perché ora ci vuole grande flessibilità e lui in questo è bravissimo.”

Coach Recalcati: “Futuro del basket italiano? Bisogna avere pazienza, bene Sacchetti”

  • Venezia sta faticando in campionato, con questo settimo posto parziale che non è lo specchio del suo valore reale. Quanto ha influito l’impegno in EuroCup e la perdita in estate di un leader come Haynes?

“Partiamo dalla fine. Haynes per caratteristiche e conoscenze dello spogliatoio era ben diverso da Chappell, quindi è normale una sofferenza tattica ad inizio stagione. La Coppa Italia ha dimostrato però che i nuovi dettami tattici e tecnici sono stati assimilati, per cui ora la Reyer può risalire la china e nei playoff conterà più lo stato di forma fisico e mentale, con la squadra di De Raffaele che può assolutamente dire la sua.”

  • Venezia e Bologna in EuroCup stanno portando avanti un buon cammino con Brescia e Trento, Sassari sta facendo bene in Champions League e Milano in Eurolega è in zona playoff. Quanto manca al basket italiano per arrivare ai livelli dei top club? Quali sono i giovani su cui si può investire in ottica futura?

“Bologna e Venezia stanno indubbiamente certificando una buona crescita delle squadre italiane in ambito europeo, anche se le recenti sconfitte della capofila del nostro campionato con Partizan e Tenerife fanno capire che c’è ancora lavoro da fare per raggiungere il livello delle migliori squadre e dei migliori campionati. Vedremo ora anche se la Virtus è cresciuta, perché si gioca la qualificazione al turno successivo in Turchia (in casa del Darussafaka, ndr)”.

“Il problema principale è l’impiantistica, le squadre di Eurolega hanno introiti completamente diversi e maggiori rispetto alle big del nostro campionato. Relativamente al futuro del nostro basket bisogna avere pazienza: ci sono giocatori che sono vicini alle ultime sfide con la maglia azzurra, mi viene da pensare a Luca Vitali, Cinciarini, Hackett, Belinelli, Gallinari e Datome che avranno ancora poche manifestazioni a loro disposizione. Vedo con favore ciò che Sacchetti sta facendo in queste partite della Nazionale, il gruppo dei ragazzi del 1993 tra cui Tonut, Abass e Della Valle sarà sicuramente importante per il futuro del nostro movimento”.

Ringraziamo coach Charlie Recalcati per la su disponibilità e la gentilezza, e per aver reso possibile la realizzazione di questa intervista.

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