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Olimpia Milano: Ettore Messina parla del suo futuro

di Michele Nespoli

Nella giornata di ieri, sabato 2 dicembre, il coach di Olimpia Milano Ettore Messina è stato intervistato da Gianluca Gazzoli nel nuovo episodio di “Passa dal BSMT”. Nel celebre podcast Messina ha toccato diversi temi con Gazzoli, passando dai suoi inizi come coach al suo futuro, in merito al quale ha tenuto a specificare come l’Olimpia sarà in ogni caso la sua ultima tappa nonostante il momento attuale milanese sia tutt’altro che esaltante.

Le parole di Ettore Messina, su Olimpia Milano e molto altro

Se immagino il mio ruolo sempre all’Olimpia? Quando penso sarà il momento, farò il presidente. Così mi hanno chiesto il signor Armani e Leo Dell’Orco, con loro mi trovo benissimo. Milano sarà l’ultima destinazione della mia carriera. Abbiamo ancora molto da fare, dobbiamo continuare a crescere” , così Messina ha chiarito quale sarà il suo futuro lavorativo.

Il coach biancorosso, durante la sua lunga carriera, ha potuto relazionarsi anche con icone del calibro di Kobe Bryant: “Con giocatori del suo calibro, tu vai in palestra con loro… tu Kobe non lo alleni, vai in palestra con lui e lo aiuti a rimanere Kobe Bryant e lui ti aiuta a guidare la squadra e a cercare di fare in modo che quella squadra sia vincente. Devi fare in modo di avere condivisioni con lui, un po’ per la magnitudine di questo personaggi ma anche per il sistema americano molto improntato al peso del giocatore. Quando ero a Los Angeles, viene rinnovato il secondo contratto con i diritti televisivi locali per le partite dei Lakers; uno delle clausole diceva che quel contratto aveva il valore prefissato fino a quando Kobe avesse giocato. C’è quindi un’importanza che va al di là dell’aspetto tecnico del giocatore”

Queste invece le dichiarazioni su uno dei giocatori più forti che abbia mai allenato, Manu Ginobili: “Quando nel suo discorso ha cominciato parlando della sua carriera italiana, ti ringrazia per quello che hai fatto per lui, mi sono veramente commosso… Sono i momenti in cui pensi che la tua carriera sta piano piano finendo e che c’è qualcuno che ti vuole bene, che ti ha accettato con i tuoi difetti e che va al di là della questione sportiva. In questo poi gli americani sono bravi perché la storia la valorizzano molto”.

Messina e il suo ritorno in Italia

Nel corso della chiacchierata con Gazzoli Messina ha parlato anche del suo ritorno in Italia, sottolineando come sia avvenuto in maniera totalmente naturale: “Quando ho deciso? Non l’ho fatto. Avevo contratto con gli Spurs, ero contento. Avevo fatto l’ennesima interview e hanno preso l’altro. Ho fatto un buon numero di interview finali, in cui si parla con il proprietario. E prendevano sempre l’altro. Ricevo una telefonata per un invito a venire a parlare con il signor Armani e Leo (Dell’Orco), “lei cosa farebbe…?”. “Secondo me bisognerebbe provare a fare così, così e così”. Soprattutto dal punto di vista organizzativo, delle relazioni ecc… Possiamo dire che volevo avere l’ultima parola su tutto? Sì. Perché volevo evitare di trovarmi in una di quelle situazioni tipicamente europee, dove c’è un tuo alter ego che se per qualsiasi motivo non è chiaro come abbiamo preso determinati giocatori, succede che tu che li hai presi dici io li alleno male. Io che alleno penso che tu li hai presi scarsi. Succede sempre così. Non vuol dire che scelgo tutti io i giocatori, ma che ho l’ultima parola. Ci sono persone che insieme a me lavorano per mettere insieme la squadra. E anche, se tu sei l’unico punto di riferimento, il giocatore sa perfettamente com’è la situazione. La cosa peggiore che può accadere è quando si perde, non c’è allineamento, è umano trovare qualche spalla su cui sfogarsi. Ho proposto una struttura simile a quella che c’è a San Antonio, che l’ho vissuta per cinque anni. Ma anche al CSKA e alla Virtus. Il signor Armani ha apprezzato la proposta e mi hanno offerto il contratto…”.

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