La Virtus Bologna ha chiuso la scorsa stagione nella maniera migliore possibile: vincendo lo scudetto. Dopo un mercato che aveva portato sotto le due torri una leggenda del basket europeo come Will Clyburn le aspettative erano molto alte ma tutto è andato in fretta in altomare, soprattutto in Eurolega dove sono state perse subito troppe partite precludendosi la possibilità di rientrare in corsa nella seconda parte dell’annata. E così al termine di una prestazione orribile contro l’Alba Berlino sono arrivate le dimissioni del capo allenatore Luca Banchi, un punto di assoluta svolta per arrivare alla situazione in cui siamo oggi: al suo posto la Virtus ha scelto nientemeno che Dusko Ivanovic, un uomo il cui curriculum parla da solo. Nonostante un buon inizio però, la Virtus ci ha messo poco a risprofondare e ha toccato il fondo nella trasferta di Belgrado dove ha perso 88-52 contro la Stella Rossa. Quella partita, indubbiamente, ha rappresentato il secondo punto di svolta più importante nella passata stagione dopo la gara contro Berlino. Al termine di essa infatti il gruppo, complici alcuni tagli che hanno accorciato il roster, si è compattato come mai prima e con una cavalcata trionfale è arrivato a prendersi meritatissimamente lo scudetto di qui sopra.
La sensazione che si è avuta però è che si fosse arrivati alla fine di un ciclo, quello iniziato quando a Bologna c’era ancora Teodosic e guidato principalmente da Shengelia e Cordinier, e a vittoria dello scudetto è stata importante anche per accettare le partenze di due dei giocatori più importanti della storia virtussina. Quest’anno dunque segna l’inizio di una nuova era all’insegna di un gruppo giovane, atletico e pieno di italiani di livello, che sarà guidato da quel Dusko Ivanovic che sembra aver ricevuto dal direttore Paolo Ronci una squadra fatta su misura per il suo modo di intendere la pallacanestro, e in tal senso a Bologna si respira finalmente aria fresca e c’è una fervente attesa per vedere finalmente questa squadra in azione.
Il roster della Virtus Bologna 2025-26: le partenze
Oltre alle già citate partenze di Shengelia e Cordinier rispettivamente in direzione Barcellona e Efes, la Virtus ha perso anche Will Clyburn (diretto pure lui in Catalogna) e Ante Zizic, che ha firmato col Besiktas. La Virtus poi ha perso definitivamente il cartellino di Grazulis che già aveva finito in prestito la scorsa stagione e, seppur avrebbe interrotto il rapporto col giocatore indipendentemente dalle sue condizioni mediche, non avrà più a roster Achille Polonara al quale non perdiamo occasione per augurare una pronta guarigione. L’ultima, grande perdita che forse più di tutte marca la fine di un ciclo è quella di Marco Belinelli, che dopo la miglior carriera mai avuta da un cestista italiano ha deciso di smettere col basket giocato.
Il roster della Virtus Bologna 2025-26: le conferme e i nuovi arrivi
Nei playoff scudetto è spesso capitato di vedere la virtus giocare con 3 ball handler in campo assieme e non è un caso che gran parte del budget sia stato destinato proprio alla creazione di un backcourt di livello. Il primo colpo di questo mercato è stato Luca Vildoza, che con Dusko Ivanovic ha vissuto gli anni migliori della sua carriera e che vuole rilanciarsi dopo essere stato impiegato in un ruolo marginale all’Olympiacos. Il play argentino ha un talento indiscutibile e ogni volta che ha la palla tra le mani dà sempre l’impressione di avere il pieno controllo di tutto ciò che succede nel parquet e come status probabilmente è il secondo giocatore più importante di questo roster: oltre a creare per i compagni gli verrà chiesto un apporto significativo anche in termini di finalizzazione. Dietro di lui c’è Alessandro Pajola, confermatissimo e da quest’anno anche capitano: l’anconetano è il simbolo delle vu nere ed è per eccellenza, anche alla luce di una ritrovata verve in attacco sotto la guida di Ivanovic, il giocatore che ogni head coach vorrebbe dalla sua parte. A chiudere il reparto di coloro che giocheranno prevalentemente da 1 c’è Brandon Taylor: chi lo avrebbe mai detto che un folletto alto meno di un metro e 80 potesse arrivare, debuttare a playoff iniziati ed essere così decisivo per la conquista dello scudetto? Forse soltanto lui ci credeva, ma ciò è bastato per entrare velocissimamente nei cuori di tutti i tifosi che a gran voce hanno chiesto la sua conferma e giustamente sono stati accontentati dalla dirigenza che come terzo play si è assicurata un giocatore di assoluto livello.
In guardia poi giocheranno tre giocatori che in realtà sarebbero in grado, chi più chi meno, di agire anche da playmaker. Il titolare sarà senza dubbio Carsen Edwards, vero colpo di mercato dell’estate virtussina e non. L’ex Bayern è stato capocannoniere della scorsa eurolega ed è il giocatore con più talento di tutto il campionato italiano, e la ciliegina sulla torta è che per lo stile di gioco rapido e dinamico adottato da Dusko Ivanovic l’ex Boston Celtics rappresenta il profilo perfetto. A lui si aggiungono il confermatissimo Daniel Hackett, che sarà spostato in questa posizione a tempo pieno col fine di risparmiarne le energie e Matt Morgan che dopo aver cominciato a giocare da numero 2 con continuità si è potuto concentrare di più sul piano realizzativo e i risultati sono stati significativi: se prima dei playoff l’ex giocatore di Londra sembrava non poter restare sotto le due torri, col cambio di ruolo ha dato la sensazione di star iniziando a far sbocciare per davvero il suo talento guadagnandosi così la conferma nel capoluogo emiliano.
In ala piccola la dirigenza di Bologna, sfumata la pista Procida, ha scelto di puntare su Karim Jallow da Ulm. Cresciuto nelle giovanili del Bayern il tedesco è un giocatore ancora tutto da scoprire per il palcoscenico dell’Eurolega ma in questo precampionato ha già mandato ottimi segnali: il classe ’97 appare un vero e proprio coltellino svizzero che sfrutta la sua enorme fisicità per difendere fortissimo e attaccare con prepotenza il ferro, abbinando a queste doti un buon ball-handling e una discreta visione di gioco senza peccare troppo al tiro da fuori. Dietro di lui due giovani italiani: il primo è Saliou Niang, la nota più positiva dell’europeo di Italbasket che dopo una ottima stagione a Trento si è guadagnato la chiamata al draft dei Cavs prima e la firma con la Virtus poi. Le sue doti in termini di atletismo e qi sono note a tutti e perfette per il gioco di Ivanovic, che sarà sicuramente felice di poter lavorare con un giovane con tali prospettive. Il secondo invece è Abramo Canka, reduce dall’esperienza in NCAA. Prima di scegliere la strada del basket collegiale il genovese veniva considerato uno dei più limpidi prospetti del nostro basket e ora, dopo un po’ di alti e bassi in America avrà finalmente l’occasione di mettersi in mostra in LBA con una finestra rivolta anche all’Eurolega.
Spostandosi più vicino al canestro, troviamo i numeri 4: oltre al confermatissimo Nicola Akele, che ha dimaotrato di poter dare tanto in pochi minuti, Alen Smailagic dovrebbe essere titolare ma la sua versatilità gli può permettere di giocare anche da numero 5 e quindi non è escluso che in quintetto possa partite anche Derrick Alston Jr. Se Smailagic è un profilo che per quanto non sia mai riuscito a sbocciare definitivamente ha già anni di Eurolega alle spalle, Alston a questo livello è tutto da scoprire. Eppure entrambi sono due scommesse veramente importanti da parte della dirigenza bolognese, il cui esito potrebbe essere veramente determinante per la stagione di tutta la squadra. Entrambi infatti hanno un potenziale enorme, ma – in modi diversi- qualora dovessero performare sotto le aspettative la Virtus potrebbe avere un problema costante in almeno un quinto del quintetto. Smailagic offensivamente riesce ad abbinare una tecnica sopraffina a una fisicità disarmante ma spesso non riesce a dimostrarlo per più partite consecutive; e a ciò va aggiunto l’enorme punto interrogativo rappresentato dalla sua attitudine a rimbalzo e in difesa, anch’ essa non costantemente ad alti livelli. E se Dusko sembra l’allenatore giusto al momento giusto per colmare queste lacune, non si può dare per scontato che i problemi si risolveranno. Poi -sia chiaro- lo Smailagic visto negli scorsi anni a Belgrado e Kaunas pur dimostrando queste lacune ha dato prova di poter avere minuti in Eurolega ma se il salto di qualità non dovesse arrivare potrebbe crearsi un problema, a maggior ragione visto che come abbiamo già detto anche Alston è una scommessa importante piazzata da Ronci. Il nativo di Houston, secondo miglior marcatore della scorsa ACB, ha una dose di talento impressa nei polpastrelli che forse fa invidia anche a Carsen Edwards: la sua capacità di fare canestro non è stata quasi mai contrastata negli anni passati ma questo è uno step molto importante per lui e per la sua carriera. Con il salto di categoria, è pressoché impossibile che le sue medie realizzative rimangano invariate però non è da escludere con altrettanta sicurezza che non possa trovare la via del canestro con continuità. Ciò che però sarà il vero ago della bilancia saranno i tipi di tiri che verranno concessi all’ex Manresa: pur non disdegnando le conclusioni in catch and shoot, rendendole anzi parte importante del suo gioco, Alston è un giocatore che mette spesso palla a terra concedendosi di provare a trovare il canestro anche dal palleggio e non sfruttare questa parte del suo gioco potrebbe essere controproducente, ma bisogna comunque considerare che dei tiri con alto coefficiente di difficoltà contro i difensori di Eurolega possono essere molto complicati da mandare al bersaglio e solo il tempo ci dirà se riuscirà ad adattarsi al cambio di competizione. Fino ad allora sarà, per l’appunto, una grande scommessa.
A chiudere il roster i due centri Momo Diouf e Aliou Diarra. Il primo, dopo essere stato la più grande sorpresa dei felsinei durante la scorsa stagione si è confermato anche ad Eurobasket mostrando una solidità che non si vedeva in un centro italiano da veramente tanto tempo. Quest’anno, titolarità o meno, si è meritato di avere un minutaggio elevato e la sensazione è che l’ex giocatore di Reggio continuerà a migliorare. Il secondo invece è tutto da scoprire, la Virtus-come gran parte del pubblico- lo ha scovato ad Afrobasket e ha scommesso su di lui affidandogli un ruolo molto importante, e anche qui solo il tempo potrà dirci se Paolo Ronci sarà stato azzardato o lungimirante.
I punti di forza della Virtus Bologna 2025-26
La squadra che ha costruito Paolo Ronci, lo abbiamo sottolineato a più riprese qui sopra, sembra essere fatta su misura per Dusko Ivanovic: il potenziale fisico-atletico è importante e ciò permette alla squadra di poter difendere forte e correre frequentemente in transizione, e a ciò va aggiunto il fatto che in diversi elementi è presente una spiccata dose di talento che permette loro di creare dal palleggio a difesa schierata e di tirare da tre punti con alti tassi sia di quantità che – speriamo per i tifosi delle vu nere – di qualità.
Un altro elemento che potrebbe aiutare la stagione dei ragazzi capitanati da Pajola, specialmente per quanto riguarda il cammino in Eurolega, è il fatto che molti dei giocatori firmati saranno al primo anno nella massima competizione continentale e pertanto, magari perché verranno sottovalutati e avranno meno pressioni addosso, magari perché la beata gioventù potrebbe conferirgli un po’ di incoscienza, gli emiliani potrebbero stupire.
Per quanto riguarda il campionato invece la Virtus avrà a disposizione quello che probabilmente è il miglior pacchetto di italiani in assoluto: dal veterano Hackett all’utile Akele, passando per le giovani certezze Niang, Diouf e Pajola e la scommessa Canka. Un core che già ora è di livello assoluto ma che, vista la giovane età di due terzi degli elementi presenti a roster, in futuro potrebbe diventare veramente devastante.
I punti deboli della Virtus Bologna 2025-26
Lo abbiamo detto più volte: questo roster è pieno di scommesse e se il fatto che molti siano al primo anno in Eurolega può essere un vantaggio bisogna vedere anche l’altro lato della medaglia e considerare che per qualcuno l’adattamento al salto di categoria potrebbe essere complicato. Negli anni passati ci sono state già delle squadre che si sono costruite sulle scommesse, dalla Parigi dello scorso anno – che le ha azzeccate tutte andando vicinissima alla final four – all’Alba Berlino che spesso non ha individuato giocatori all’altezza della categoria finendo così per occupare con una certa costanza i bassifondi della classifica. Ci sono poi squadre come Baskonia e Zalgiris che spesso di scommesse ne vincono alcune e ne perdono altre, arrivando talvolta anche a giocarsi i playoff. Il rischio che i vari Jallow, Alston, Taylor, Niang, Diarra performino sotto le aspettative, va detto, è dietro l’angolo ed è difficile che tutti riescano a confermarsi anche al piano superiore senza che nessuno risenta dell’alzamento del livello.
Il punto interrogativo più grande però è sotto canestro, dove la mancata conferma di David McCormack pone Diarra nella posizione di dover performare fin da subito quando tra i nuovi arrivati è quello che probabilmente avrà bisogno di più tempo per adattarsi. Smailagic poi da numero 5, lo abbiamo detto, non dà enormi garanzie in termini di difesa del ferro e rimbalzi mentre Diouf per quanto sia abbastanza affidabile è comunque da vedere col ruolo di titolare fisso in Eurolega.
Obiettivi della Virtus Bologna per la stagione 2025/2026
La stagione in Eurolega della Virtus dipenderà ovviamente dall’esito delle varie scommesse: se tutto andasse per il verso giusto potrebbero venire ricalcate le orme di Parigi mentre se le cose non funzionassero non è da escludere una stagione sulla falsariga dell’anno scorso. Certo, giocatori come Edwards e Vildoza sono delle garanzie sul piano tecnico ed è difficile che con loro Bologna possa finire davvero fra le ultimissime posizioni, anche perché è veramente improbabile che nessuno dei nuovi arrivi non fornirà prestazioni di livello. Probabilmente la Olidata non si è posta un vero e proprio obbiettivo e cercherà di lavorare giorno per giorno e partita dopo partita, ma l’idea del play-in potrebbe comunque non essere così tanto utopistica.
In campionato invece la Virtus è come al solito insieme a Milano la netta favorita, sia perché campionessa in carica che perché se per l’Europa possono esserci dei legittimi dubbi, per il livello della LBA non c’è un singolo giocatore a roster che non sia all’altezza della categoria.
Starà alla mente di Ivanovic e di quelle del suo staff il compito di trovare la quadra ma la sensazione è che sotto le due torri quest’anno, viste l’attitudine dei giocatori e il modo di giocare dell’allenatore, la gente possa divertirsi veramente tanto.

