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Playoff A2: Cosa ci dicono Gara 1 e Gara 2?

di Luca Grassetti

Pronti, via. Dopo meno di 5 giorni di playoff è già tempo dei primi bilanci.

Gara 3 è dietro l’angolo e per qualcuno una sconfitta può significare un addio precoce ai sogni promozione. Per i più fortunati invece il terzo successo nella serie garantirebbe prezioso riposo in vista della prossimo turno.

LE CONFERME

Ai nastri di partenza stranamente non stentano le favorite. Treviso e Biella hanno già l’occasione di chiudere la serie in gara 3 e per i valori visti in campo sembra tutto tranne che impossibile. L’ostacolo potrebbe essere solo la stanchezza fisica dovuta anche agli impegni molto ravvicinati. Le differenze nel gioco e nel roster sono onestamente troppo ampi per poter essere colmate in così breve tempo, forse solo l’aiuto del proprio pubblico potrebbe riaprire almeno una delle due serie.

Limitandosi al divario espresso dal punteggio finale di gara 1 e 2, l’equilibrio non sembra essere mancato nelle quattro sfide; in realtà le squadre di casa hanno dimostrato di poter gestire tranquillamente l’avversario, limitandone le folate offensive ed i break, per poi emergere nelle situazioni di gioco realmente importanti  dove con lucidità ed esperienza sono riuscite  chiudere la pratica senza troppa sofferenza.

Esempio lampante è la doppia sfida del Pala Verde: Treviso in gara 1 ha condotto la primo all’ultimo minuto di gioco senza però mai sforare la singola cifra di vantaggio; 48 ore dopo ha lasciato sfogare Trapani nei primi 30 minuti di gara per poi prendere il timone e guidare saldamente fino all’ultima serena.

Gli Scaligeri hanno invece sofferto esageratamente il duo americano di Biella (31 in gara 1 per Hall, 26 in Gara 2 per Ferguson). La ricetta di guarigione per la difesa veneta potrebbe essere somministrata dal Dott. Luca Dalmonte, specialista, in soluzioni difensive.

LE SORPRESE

Assolutamente inaspettate invece le roboanti performance casalinghe di Tortona, Trieste e Ravenna. Quest’ultima è riuscita a soffrire e non mollare la spina, anche durante un supplementare, contro una Virtus Roma che, seppur con altri roster, è sempre stata abituata a disputare gare di questo livello e che ha, nel vincere spesso anche lontano dal PalaTiziano, una delle chiavi di questa stagione.

A Tortona e Trieste spettava un compito, solo apparentemente, più facile; Treviglio e Mantova, nonostante il buio che le hanno accompagnate negli ultimi periodi, vantano un roster pregevole e che probabilmente consentirà di riaprire la serie disputando almeno gara 4. E’ logico che, dopo un avvio di stagione di ottime speranze, abbandonare la nave dai playoff così presto sarebbe davvero un grosso peccato per le due compagini.

LE DELUSIONI

Se ci sono due lombarde che piangono, sono in buona compagnia: anche Legnano ha da recriminare. Dopo aver perso solo due gare su 16 in tutta la Regular Season, ha visto il Pala Borsani violato alla prima occasione da Roseto, squadra che non fa di certo delle prestazioni in trasferta la sua forza. Dopo tre quarti di assoluto controllo, il-8 del quarto è stato fatale per la partita e, probababilmente, anche per la serie, tra due squadre, che fanno del loro palazzetto il loro punto di forza. L’immediato di riscatto di gara 2 potrebbe non bastare. 

Ultime, ma non per importanza, le più grande delusioni, di questo primo turno: le due bolognesi

Il risultato di 1-1 le accomuna, il modo in cui però è maturato no. Se per la Fortitudo si può parlare di bicchiere mezzo pieno vista la capacità di ribaltare il fattore campo contro una squadra che sfodera sempre nei playoff il miglior basket della stagione; la Virtus si è letteralmente suicidata dispuntando due disastrosi finali di partita che l’hanno condannata ad una clamorosa sconfitta in gara 2.

Dopo i troppi, ed esagerati, reclami che hanno preceduto i play-off delle squadre emiliane ci si aspettava bene altro da entrambe le compagini. La F appena sbarcata, nella così tanta bistrattata Agrigento, è stata surclassata dai siciliani in Gara 1, la Virtus evidentemente no ha ancora assorbito il salto di categoria e va spesso in difficoltà contro squadre che sono solite militare nella serie cadetta come la Junior Casale.

Il campo ha dimostrato dunque che il talento da solo non basta. Ramagli e Boniccioli sono forse le persone più adatte a farlo capire. Il tempo che hanno però, comincia a stringere.

 

 

 

 

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