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Vene e Jakovics da sogno: Varese non lascia scampo alla Fortitudo

di Omar Valentini

Se al ritorno dalla trasferta di Trieste in casa Openjobmetis Varese era tornato il sereno, dopo il successo di domenica contro la Pompea Fortitudo Bologna si può dire che a Masnago splenda un caldo sole primaverile. La debordante vittoria contro la “finta neopromossa”, della quale coach Attilio Caja aveva elogiato alla vigilia esperienza e talento individuale di numerosi protagonisti (dal veterano Aradori all’esordiente – almeno a questi livelli – Fantinelli), ha confermato i progressi dei biancorossi sia sul piano individuale che su quello ben più importante del collettivo.

Varese ha azzannato la partita dal primo minuto, dando spazio ai felsinei solamente per una breve parentesi nel quarto inaugurale, quando la Fortitudo ha messo il naso avanti sfruttando l’ingresso sul parquet del secondo quintetto varesino. Ma dopo il 17-15 della prima sirena, Varese non ha più abbassato ritmo e intensità, travolgendo gli avversari a rimbalzo con l’atletismo di Simmons e l’intelligenza di Vene, statuario sui due lati del campo e presenza tangibile per tutti i 40 minuti.

La chiave della partita è stata ovviamente la difesa dei padroni di casa, orchestrata in maniera quasi perfetta con pressione costante sul portatore di palla, raddoppi sistematici e rotazioni operate con precisione chirurgica. La Fortitudo non ha trovato quasi mai la via del canestro facile, ad eccezione di un paio di triple comode concesse ad Aradori al rientro dalla pausa lunga, illusione di una rimonta tramontata sul nascere. La breve emorragia è stata infatti saggiamente tamponata da Caja con un timeout “motivazionale”, dal quale i varesini sono usciti con la stessa concentrazione del primo tempo, tornando ad allungare e a sfiorare addirittura i trenta punti di vantaggio.

Le note liete per i biancorossi arrivano anche dalle seconde linee: il lettone Jakovics, firmato in seguito all’infortunio in precampionato di Clark con un contratto bimestrale estendibile fino a giugno, ha fatto vedere quei numeri che avevano convinto la società di Piazzale Gramsci a puntare su di lui. Due quarti giocati ad altissimo livello per la guardia ex Ventspils, che ha segnato con continuità da tre punti (4/6 complessivo a fine partita e un paio di magie che hanno mandato in visibilio la Enerxenia Arena) e ha convinto anche quando è stato chiamato in causa nel ruolo di playmaker.

La grande prestazione di Jakovics darà ora da pensare alla società, che dovrà capire come gestire l’ormai prossimo recupero di Clark nell’ottica della rotazione dei giocatori stranieri: nelle idee iniziali, il ballottaggio per il posto da sacrificato sarebbe dovuto essere proprio fra il lettone e Milenko Tepic, poco convincente già nella pre-season e deludente nelle prime tre uscite stagionali. Il serbo ha dalla sua una struttura fisica superiore, che nel contesto di una squadra non lunghissima quanto a rotazioni potrebbe fare molto comodo, soprattutto nell’ottica del possibile utilizzo di quintetti sperimentali con giocatori adattabili a più ruoli. E’ chiaro però che la recente prestazione di Jakovics spinga l’atleta lettone in netta posizione di vantaggio nelle gerarchie interne.

La dirigenza varesina avrà la possibilità di ragionare con calma sul da farsi: domenica prossima la Obenjobmetis beneficerà del turno di riposo e potrà recuperare a tutti gli effetti Jason Clark, la guardia titolare attorno alla quale persiste la curiosità del pubblico di Masnago, ansioso di capire le reali qualità del prodotto di Georgetown. Una volta al completo, sarà più facile capire le reali ambizioni di questa squadra, fra una comoda salvezza e il sogno playoff.

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