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Mondiali FIBA 2019: la preview del girone C

di Pierluigi Ninni

In una fase finale della World Cup mai così incerta come quella cinese, l’esperienza e la sapienza cestistica della squadra di coach Sergio Scariolo, fresco di anello NBA con i Toronto Raptors (assistant coach di Nick Nurse, anch’egli protagonista ai Mondiali con il suo Canada) e pronto a ripetersi nel torneo FIBA per eccellenza. Il girone C è e non può non essere il raggruppamento della Spagna, campione del mondo nel 2006, che manca un podio iridato proprio dalla edizione nipponica di cui fu incontrastato mattatore Pau Gasol. A completare il girone C dei Mondiali FIBA 2019 anche i campioni d’Africa della Tunisia, i vice-campioni d’Asia dell’Iran e il Porto Rico dell’ex NBA Gian Clavell, che si giocano il secondo pass per la fase successiva. Panorama abbastanza definito sulla carta, ma andiamo a vedere perchè, per gli iberici, non sarà proprio una passeggiata di salute.

Mondiali FIBA 2019: le squadre del gruppo C

Nonostante l’assenza di Sergio Rodriguez, nuovo giocatore dell’Armani Exchange Milano, il back-court degli spagnoli è sicuramente uno dei migliori del torneo con Ricky Rubio, Quino Colom, Sergio Llull e Rudy Fernandez. Possibilità, dunque, per Scariolo di sperimentare e variare molto durante l’arco del match, a seconda delle necessità. La 30enne PG dell’Unicaja Malaga è risultato il secondo miglior realizzatore delle European Qualifiers per punti totali (164) e chiudendo le 12 partite totali con una media di 13.7 punti per gara. Punto di forza del play nativo di Andorra è il pick-n-roll, giocata su cui si basano almeno il 40% delle giocate della Spagna (vedasi la gara amichevole con il Team USA). Play-tipe che verrà adottato spesso e volentieri durante la competizione, con ball-handlers i due metronomi di fiducia del roster spagnolo, ovvero Ricky Rubio e Sergio Llull.

Una caratteristica che non passa inosservata delle Furie Rosse è la capacità di creare vantaggio oltre che da queste situazioni, anche dal gioco in post. Nel primo mondiale post-Pau Gasol, il peso specifico dell’attacco spagnolo sarà sulle mani dei tre ‘fratelli’ NBA: i due Hernangomez, Juancho e Willy, e il neo-campione Marc Gasol, fratello di Pau per l’appunto. Molto dell’avventura spagnola in Cina dipenderà dai lunghi, che dovranno sobbarcarsi un grosso carico di lavoro sia in fase offensiva che nella propria metà-campo. Cosa che, almeno sulla carta, non dovrebbe di certo spaventare il centro dei Toronto Raptors che, negli ultimi NBA Playoffs, è stato semplicemente sublime in fase difensiva contro dei top-10 mondiali come Joel Embiid e Giannis Antetokounmpo. Discorso diverso per gli Hernangomez, in particolare per Willy, che a Charlotte ha spesso mostrato evidenti lacune in termini sia di interior che di perimeter defense.

Per quanto riguarda la fase offensiva, la Spagna è una delle squadre in grado di aprire meglio il campo, soprattutto grazie alla duttilità e alla pericolosità perimetrale del proprio reparto lunghi. Nonostante la bassa percentuale ottenuta nelle qualificazioni (32.4%), la squadra di Sergio Scariolo può vantare tiratori d’elite come Rudy Fernandez (65 triple realizzate in 31 gare, con il 41.5% da 3) e Sergio Llull del Real Madrid. Inoltre, le qualità di passaggio e la visione di Llull e di Rubio rendono ancora più difficile il lavoro delle difese avversarie. Per il nuovo playmaker dei Phoenix Suns, uno dei migliori 10 assist-man della Lega, ancora una stagione NBA da oltre 6 assist di media (6.1), mentre per il playmaker del Real Madrid 4.0 assist di media a gara nell’ultima Eurolega 2018-2019. Da non dimenticare, ancora, l’abilità di facilitator di Marc Gasol, uno dei migliori lunghi al mondo per AST% e per lavoro in post-up.

Tipica giocata spagnola giocata nei primi 7 secondi del possesso nel match contro il Team USA: penetra e scarica di Rubio, Fernandez riceve e scarica per J. Hernangomez che va a segno dall’angolo. 

A dispetto delle grandi assenze, tra cui spicca quella del miglior realizzatore portoricano ai Mondiali J.J. Barea per un infortunio al tendine d’Achille rimediato lo scorso Febbraio, il Porto Rico può essere la vera mina vagante del gruppo. Guidata da Gian Clavell, 7 gare all’attivo in NBA e una scorsa stagione da protagonista nella ACB spagnola con la maglia dell’Estudiantes, nelle qualificazioni con 13.7 punti di media con il 39% dall’arco, la squadra di Eddie Casiano vanta un record di 4 vittorie e 2 sconfitte nell’ultimo girone selettivo per i Mondiali FIBA 2019, tra cui spicca la vittoria di misura sull’Argentina di Facundo Campazzo del 22 Febbraio scorso. I campioni centroamericani esprimono un basket molto simile ai ‘cugini’ americani, nonostante le enormi differenze tecniche e un’andamento altalenante dall’arco (33% da 3 nelle qualificazioni). Tuttavia, il vero anello debole dei portoricani sono i rimbalzi: circa 35 a gara quelli ottenuti nelle qualificazioni, il peggior dato tra le squadre che si sono qualificate per il Mondiale. Potrebbe essere questa una delle chiavi di volta della loro avventura in Cina.

Michael Roll in azione con la casacca della Tunisia nelle FIBA WC Qualifiers (Credits to FIBA)

Per la Tunisia è un lieto ritorno dopo 9 lunghi anni d’assenza dalle competizioni internazionali. Dopo il passo falso delle qualificazioni per l’edizione di Spagna 2014, però, la nazionale del coach portoghese Mario Palma ha conquistato il titolo continentale nell’edizione casalinga del 2017, esprimendo un ottimo basket in un contesto sempre più competitivo come quello africano. Solo due sconfitte su 11 gare complessive, avvenute a qualificazione già raggiunta, per i tunisini, capitanati da Salah Mejri, free agent con alle spalle una carriera NBA di buon livello (in particolare con i Dallas Mavericks) e da Michael Roll, naturalizzato tunisino e anch’egli nuovo acquisto dell’Armani Exchange Milano del nuovo corso Ettore Messina. La squadra dal peggior piazzamento nel ranking FIBA (n.51) può fare il colpaccio? Vi sono due principali ragioni a sostegno di questa pazza tesi: la compattezza del gruppo e la maggiore esperienza internazionale. Il roster tunisino è quasi una certezza da 2 anni a questa parte ed ha avuto la possibilità di giocare più partite a ranghi completi, già a partire dalle qualificazioni. Inoltre, il quintetto titolare delle Aquile di Cartagine può contare anche su giocatori con esperienza in Europa come Mehmad Ben Romhdane, ex UCAM Murcia, e Radhouane Slidane, protagonista in Portogallo per un paio di anni.

Per finire, l’Iran dell’ex Memphis Grizzlies e stella del basket asiatico Hamed Haddadi, trascinatore dei suoi nella sua ultima rassegna continentale, cerca di recitare un ruolo da protagonista in un girone non completamente fuori dalla portata degli asiatici. Collettivo rodato e ben amalgamato, la squadra di coach Mehran Shahintab potrebbe stupire sfruttando l’enorme fisicità e l’ottima protezione del pitturato garantita dal profondo reparto lunghi, troppo macchinosi a volte. Quest’ultima variabile offrirebbe, però, uno spiraglio per squadre più abituate a correre e giocare in transizione come, ad esempio, Porto Rico.

Mondiali FIBA 2019: l’analisi del girone

Come detto in apertura, i discorsi sembrano essere delineati per il successo finale del raggruppamento: Spagna almeno due spanne sopra le altre contendenti. Gli iberici esordiscono contro la Tunisia alle 20.30 locali di Sabato 31 Agosto (14.30 italiane), nel match qualitativamente più intrigante del gruppo. Partita inaugurale del gruppo C quella tra l’Iran e Porto Rico, sfida delicata per il cammino di entrambe le squadre nel Mondiale. Una sconfitta pronti-via potrebbe compromettere le speranze di qualificazione di una delle due compagini.

La pressione è tutta sul roster di Sergio Scariolo che, al contrario delle avversarie, non potrà concedere neanche un centimetro, visto l’obiettivo qualificazione ai quarti di finale e, parallelamente, alle Olimpiadi del prossimo anno a Tokyo. Considerando una sconfitta a testa contro la superiore Spagna, non è da escludere un arrivo al fotofinish a  quota 1-2 (W/L) per Tunisia, Iran e Porto Rico. Ecco che, in quel caso, potrebbe risultare decisiva la differenza canestri. Andando avanti con il focus, puntando alla seconda fase e al ricongiungimento con le 2 qualificate del girone dell’Italia (D), la seconda di questo gruppo potrebbe avere a disposizione due altre partite per carburare esperienza e minuti di spessore in campo internazionale. Possibile, però, che almeno una di queste, in caso di qualificazione, potrebbe risultare la squadra meglio piazzata del proprio continente d’appartenenza (Iran su tutte).

In basso, il calendario completo del girone C, che si svolgerà a Guanqzhou.

 

 

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