Westbrook e Carmelo Anthony insieme a Paul George sono i tre tenori di questi nuovi OKC Thunder che hanno mandato un segnale veramente importante con la vittoria contro i Warriors dominando per larghi tratti del match.
Russell Westbrook e i nuovi Thunder sanno essere una forza della natura. Quando il fuoco dell’agonismo ribolle nelle vene dell’MVP uscente, la sua squadra lo sente. L’intera Chesapeake Energy Arena lo sente. Così è stato nella notte del big match tra gli Oklahoma City Thunder e i Golden State Warriors di Kevin Durant, vinto 108-91 contro ogni aspettativa e dopo una serie di sconfitte (alcune anche clamorose) che avevano generato un certo malumore nell’ambiente di OKC.
Westbrook è stato “on fire” per tutta la gara ed ha chiuso con un solo assist a dividerlo dalla tripla-doppia. La sua competitività, indubbiamente riaccesa dalla sfida personale con Kevin Durant, ha reso la gara contro i Warriors quasi terapeutica per il numero 0. Ed anche nel post-partita, parole al vetriolo per l’ex amico e compagno: “Punto al collo [dell’avversario] in ogni singola partita”, ha dichiarato a Cassidy Hubbarth di ESPN, “e sto facendo in modo che lui lo sappia”.
Nessuna pietà per un tradimento che ancora alimenta la furia di Russell Westbrook, sempre più convinto di essere la pedina fondamentale, nell’allettante progetto dei Thunder per la corsa al titolo: “Questo è il mio gioco. Questo è il mio dono, essere capace di scendere in campo ogni singola notte con la mia energia ed il mio entusiasmo, per essere in grado di far sì che la squadra funzioni”. Ennesima, chiarissima presa in carico di quella leadership mai stata in discussione, con cui la point guard da UCLA convive proprio da quando la strada di KD si è divisa dalla sua.
Ma la forza trascinatrice di Russ è contagiosa. Dall’energia di Westbrook Carmelo Anthony era rimasto colpito fin dal suo approdo ad OKC. Membro dei nuovi “big three” insieme a Westbrook e Paul George, Anthony ha voluto dire la sua sulla prestazione contro Curry e compagni: “Penso che [la gara di] stanotte abbia mostrato chi possiamo essere, chi vogliamo essere e chi pensiamo di poter essere”, ha affermato Melo. Dall’arrivo alla corte di Westbrook Carmelo Anthony sembra essere rinato, con i suoi 20.1 punti a partita.
La chiave di volta per OKC potrebbe essere proprio la sconfinata competitività dei nuovi interpreti principali, capace di contagiare ogni singolo membro del team, se canalizzata a dovere da Donovan. La strada però è ancora lunga, la chimica giusta non è ancora del tutto raggiunta e la panchina non troppo profonda e qualitativamente dubbia rimane un problema che affligge la franchigia. Ma il messaggio è stato recepito da tutta la lega: gli Oklahoma City Thunder vogliono prendersi il titolo. E perché no, forse possono farlo davvero.

