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Raptors-Sixers: l’incertezza regna sovrana

di Daniele Guadagno

Dopo gara 1 della serie Raptors-Sixers,  le certezze di Philadelphia sembravano in qualche modo scalfite, ma nel secondo atto è arrivato il pareggio che ha riequilibrato tutto. Le ambizioni dei Sixers passano da quel concetto di teamwork che è spesso venuto meno durante la regular season. In Canada invece hanno cantato vittoria troppo presto. La squadra di Nick Nurse deve aver sottovalutato i suoi avversari e il solo (e solito) Kawhi Leonard non è bastato. La serie ora si sposta nella città dell’amore fraterno dove non saranno ammessi altri errori di distrazione.

RAPTORS-SIXERS: L’ACUTO DEI CANADESI

Kawhi Leonard, grande protagonista di gara 1.

Gara 1 è stata un monologo biancorosso. I Sixers infatti non sono mai andati sopra durante i 48 minuti. Il trio Harris-Simmons-Redick ha svolto una partita sufficiente, senza però dare quel quid in più di cui la squadra avrebbe avuto bisogno. Jimmy Butler irriconoscibile sia in attacco che in difesa, mentre Joel Embiid è stato tenuto a 5/18 dal campo. Merito di Marc Gasol ,che da quando veste Raptors ha ridotto il suo contributo offensivo (da 15.7 punti con i Grizzlies a 9.1 punti), ma ha migliorato l’efficienza difensiva. Col catalano in campo il defense rating è di 96.5, senza si alza sopra i 100. Avrà anche chiuso con soli 8 punti a referto, ma la fase offensiva non è mai un problema quando in campo c’è Kawhi Leonard. The glow, dominante su entrambi i lati del campo. ha segnato 45 punti (5 punti in meno dal record di franchigia) uniti a 11 rimbalzi e 3 stoppate. A fargli da spalla ci ha pensato Paskal Siakam, oggi più che mai MIP della stagione: 29 punti tirando con l’80% dal campo. I Raptors hanno giocato di squadra, passandosi costantemente la palla e prendendosi i tiri più comodi possibili. La difesa ha messo a nudo tutti i difetti degli avversari, come al solito troppo Embiid-dipendenti e imprecisi al tiro. In un contesto del genere anche Kyle Lowry può prendersi una ‘serata libera’. Interessante il confronto tra le due panchine: per una volta la più fruttuosa è stata quella dei Sixers con 24 punti. In quella dei Raptors invece hanno segnato solo Ibaka e VanVleet per un totale di 10 punti.

LA REPLICA DI PHILA: BUTLER SUGLI SCUDI

Jimmy Butler.

In Gara 2 la musica è cambiata. MVP del match, Jimmy Butler: 30 punti, di cui 12 nell’ultimo quarto, e 11 rimbalzi.  Canestri pesanti e tanta difesa. Questa mentalità lo rende un giocatore capace di portare da solo l’inerzia dal suo lato. Simmons e Harris deludenti sotto la doppia cifra, mentre JJ Redick ha tirato con appena il 40%. Gasol si conferma la kryptonite di Embiid che, al netto della prestazione in se (12 punti con 2/7 dal campo), ha comunque siglato il canestro decisivo. I Sixers hanno giocato una partita di forte intensità e grande agonismo, come era lecito aspettarsi dopo la carica di Butler nel prepartita. I Raptors sono scesi in campo privi di aggressività e convinzione. Leonard questa volta non è bastato. Malgrado i 35 punti dell’ex Spurs, uniti ai 41 del duo Lowry-Siakam, i Raptors hanno messo a referto 89 punti, nettamente al di sotto della media stagionale. Deludenti i panchinari e Danny Green (3 punti con 1/8 dal campo) che ancora non ha ingranato in questa serie.

Ora ci si sposta al Wells Fargo Center, dove Toronto cercherà il definitivo controsorpasso e Philadelphia tenterà di far rispettare il fattore campo. Come spesso accade nelle semifinali, anche in questo caso l’incertezza regna sovrana.

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