Per Kevin Durant, la serie tra Golden State Warriors e Houston Rockets “E’ dannatamente divertente“. Lo è sicuramente meno per i suoi avversari diretti, maltrattati nelle prime due gare da una macchina offensiva che in questa post-season sta viaggiando a 34.3 punti di media a partita, con il 52.7% al tiro, il 40.7% al tiro da tre punti ed oltre il 92% ai tiri liberi.
Numeri che sottolineano un’efficacia rara persino per un attaccante pericoloso e immarcabile come Durant, in grado in questi playoffs di alzare ulteriormente il suo livello di gioco e sopperire ai piccoli acciacchi dei suoi compagni di squadra Steph Curry e Klay Thompson.
“(I playoffs, ndr) sono la parte più divertente, è qui che si inizia a fare davvero sul serio” Così Kevin Durant a Chris Haynes di Yahoo Sports “Mi sto divertendo tantissimo, è la parte della stagione che preferisco, sto giocando bene e mi sto godendo l’alto livello della competizione. Aspettiamo i playoffs per tutto l’anno, ed ora eccoci qui, è ora di mettersi all’opera“.
Golden State star Kevin Durant tells Yahoo Sports why he’s refueled and it’s why Houston has a problem: 'This is where this sh– is fun … I'm just embracing it.': https://t.co/MMkyUzyarE
— Chris Haynes (@ChrisBHaynes) May 1, 2019
Dopo la forzata rinuncia a DeMarcus Cousins, infortunato, coach Steve Kerr ha dovuto giocoforza tornare ad affidarsi al suo “special team”, il quintetto piccolo che schiera Andre Iguodala al fianco di Durant e Draymond Green.
L’assenza di un uomo d’area ha aperto spazi per Durant, diventato la “testa del serpente” di un quintetto versatile e difensivamente adattabile a qualsiasi situazione, grazie alle qualità di un Draymond Green in forma fisica smagliante. Durante la serie con gli Houston Rockets, Kevin Durant si è trovato spesso accoppiato a Clint capela, riuscendo a non patire particolarmente la differenza di chili rispetto al giocatore svizzero, come osservato da Steve Kerr:
“Kevin (Durant, ndr) è stato fantastico fino a qui” Così Kerr “Non ha subito la presenza di Capela, è riuscito a prendere qualche sfondamento, la sua energia in difesa è stata preziosa per noi. Sappiamo che può segnare tanti punti, ma KD sa avere impatto su di una partita in tanti modi, con una stoppata o con un assist preciso… è un giocatore sensazionale“.
“Faccio tutto quello di cui la mia squadra ha bisogno” Spiega Durant “Se mi viene chiesto di marcare il centro avversario, non c’è problema“. E’ dunque l’atmosfera rarefatta dei playoffs ad esaltare le doti da “scienziato del gioco” della star degli Warriors, la possibilità di concentrarsi di serie in serie su di un solo avversario, e sfruttarne i punti deboli:
“Durante la regular season non si fa un grande lavoro di scouting, perché le partite sono tante, ed il tempo sempre poco. Nei playoffs, a ciascuno di noi viene assegnato un compito, ed è uno sforzo collettivo quello di eseguire un piano partita. Io faccio tutto quello che mi viene richiesto di fare, che sia segnare, creare gioco per gli altri o difendere un dato spot. Adoro giocare a basket, e lo faccio sfruttando al meglio le mie qualità“

