Per tutto l’arco della sua carriera ha respinto gli attacchi avversari al celeberrimo grido di “Not in my house!”, rifilando stoppate a destra e manca che col tempo sono diventate il suo inconfondibile marchio di fabbrica: eh si, Dikembe Mutombo è sicuramente stato uno dei giocatori difensivi più bravi di sempre.
Di ruolo centro, il nativo di Kinshasa è stato per tutti un ostacolo difficile da sormontare per arrivare a canestro, coi suoi 218 cm di altezza che ne hanno agevolato il lavoro di rim protector: in tal senso vanta ben quattro titoli di miglior difensore dell’anno e soprattutto il secondo posto nella classifica all time delle stoppate messe a segno ( circa 3.289) dietro al solo Hakeem Olajuwon. Nella lega ha militato per 18 anni, spesi con Denver Nuggets, Atlanta Hawks, Philadelphia Sixers, New Jersey Nets, New York Knicks e Houston Rockets. E proprio una delle sue ex squadre, gli Hawks, lo omaggeranno ritirando la storica casacca numero 55 in occasione dell’intervallo della gara contro i Boston Celtics. Alla cerimonia (come riportato dall’ ‘Atlanta Journal-Constitution’) presenzieranno il commissioner Adam Silver, il sindaco di Atlanta Kasim Reed, l’owner della franchigia Tony Ressler e il vecchio compagno di team Steve Smith.
Tra le imprese di Mutombo la più memorabile rimane quella che lo ha visto protagonista ai playoff 1994, dove i suoi Nuggets (che si erano classificati ottavi nella Western Conference) affrontarono i Seattle Supersonics (primi in regular season). Nella serie terminata 3-2 per Denver il classe 1966 riuscì a stoppare per ben 31 volte gli avversari in 5 partite, regalando ai suoi uno degli upset più clamorosi della storia della NBA. Dopo la battaglia Mutombo si accasciò a terra piangendo, regalando uno dei momenti più emozionanti mai visti in postseason.

