Dopo il divorzio, tra alcuni malumori e concenti delusioni, coi Chicago Bulls, aveva premuto il tasto pausa della sua carriera di allenatore, in attesa della grande occasione per tornare in sella e così rilanciarsi. E da Minneapolis è venuta un’offerta che proprio non poteva rifiutare: allenare uno dei roster più futuribili della NBA avendo praticamente il controllo di tutto il progetto. Ormai è praticamente fatta per l’insediamento di Tom Thibodeau sulla panchina dei Minnesota Timberwolves.

Tom Thibodeau a colloquio con Derrick Rose.
Parlando di termini economici, l’head coach metterà nero su bianco su un contratto quinquennale da 50 milioni di dollari complessivi, come precisato da Marc Stein. Thibodeau, inoltre, vestirà la carica di presidente esecutivo della franchigia in modo tale da poter decidere in prima persona quali mosse attuare per dare migliorare la squadra. Ad affiancarlo tuttavia ci sarà, come general manager, Scott Layden, attualmente assistant GM ai San Antonio Spurs. Per il nativo di New Britain si tratta della seconda esperienza come capo allenatore, appunto dopo quella dei Bulls, guidati per 5 stagioni e con cui ha vinto il titolo di allenatore dell’anno nella regular season 2010/2011.
Thibodeau uno tra i coach più stimati della NBA per la sua grande esperienza acquisita negli anni precedenti, succederà a Sam Mitchell. La sua specialità è, come noto, la difesa: innumerevoli sono gli schemi presenti sul suo playbook in grado di far faticare e di arginare anche gli attacchi più insidiosi. Sotto questo punto di vista ci sarà molto da lavorare per lui, visto che i Timberwolves hanno chiuso la regular season con circa 110 punti concessi ogni 100 possessi (ventitreesima difesa del campionato). Ma allo stesso tempo si sta sfregando già le mani per il materiale di prima classe che avrà a disposizione: sotto la sua ala protettrice ci saranno due dei prospetti più promettenti della lega, ossia Andrew Wiggins e Karl-Anthony Towns, potenziali dominatori che non possono far altro che migliorare. L’esplosività di Zach LaVine, la regia di Ricky Rubio e l’attitudine difensiva di Gourgi Dieng completeranno un gruppo valido e di belle speranze, con un timoniere che potrà portarlo ad un livello superiore in modo da poter lottare, in futuro, per qualcosa di importante.

