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Sette brevi racconti olimpici: Pechino 2008

di Luigi Ercolani

Una favola, se vogliamo, una bella favola con quello che non è un lieto fine solo perché la fine ancora non è stata scritta. Il punto più alto fu nel 2011, con l’anello, le critiche di non essere decisivo nei momenti che contano rispedite al mittente, l’abbraccio di una città come Dallas che sa essere tutto e il contrario di tutto. Se chiedete a lui, forse vi risponderà che un punto davvero più alto non c’è, perché il vero successo è essere rimasti ad alto livello per vent’anni. Forse. O forse sì, effettivamente vi dirà che non c’è nulla di meglio di quell’anello.

Il protagonista, ma magari lo avrete già intuito, è Dirk Nowitzki. Lui, che ha un cognome che tradisce origini non teutoniche, con tutte le problematiche che questo comporta. Lui non c’era, quel primo settembre 1939, quando un cancelliere neanche di natali tedeschi salito al potere ruppe i patti stabiliti con quel mondo che l’aveva lasciato salire al potere senza fiatare e attaccò la Polonia. Dirk non c’era, ma siamo abbastanza certi debba averla sentita, in qualche modo.

Lui, discendenze polacche, figlio di un nazionale di pallamano (sport inventato peraltro proprio in Germania) e di una giocatrice di pallacanestro professionista, come la sorella. Lui, che unendo al talento l’impegno si era preso in spalla la Nationalmannschaft della palla a spicchi, conquistando un bronzo mondiale nel 2002 (a 24 anni) e un argento europeo nel 2005. Lui, che si era conteso con l’altra stella Pau Gasol anche il titolo di capocannoniere, da quel 2002 in poi. Lui, che ad Eurobasket 2007 aveva maramaldeggiato contro quello che avrebbe dovuto essere il suo omologo italico, ma era stato a sua volta soverchiato proprio da Pau Gasol, che con la sua Spagna aveva messo ventotto cucuzze di differenza tra le due nazionali nei quarti di finale. Lui, che con due gare da 28 e 31 ai danni rispettivamente di Slovenia e Croazia aveva strappato a quella stessa manifestazione il quinto posto valido per il preolimpico dell’estate successiva.

Ecco, lui. Lui, nel 2008, dopo avere guadagnato il pass per i giochi a cinque cerchi (quindi in pochi giorni) viene scelto come portabandiera degli atleti olimpici tedeschi.

Se non siete convinti rileggetevi tutto. Poi dite se non è una favola.

 

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