I Dallas Mavericks hanno iniziato in modo terribile la stagione NBA, al contrario delle altre squadre del Texas. Con un record di 5-17 sono la peggior franchigia, la squadra però era partita con delle pretese diverse e i tanti infortuni forse non bastano a giustificare i Mavs. I pensieri dei texani sono già rivolti al draft 2017, dove punteranno una delle primissime scelte. Possibilmente una guardia su cui costruire un futuro.
Perché stanno andando così male?
I Mavericks sono una squadra pensata male (c’è chi direbbe volutamente). Gli arrivi di Bogut e Barnes sono stati due buoni innesti, ma le partenze di Parsons, Pachulia, Lee, McGee e Falton non sono state adeguatamente rimpiazzate. Dei tanti rookie provati in estate, solo pochi sono riusciti a trovare il proprio spazio. Wesley Matthews e Harrison Barnes sono entrambi al record personale per minuti giocati e sembrano inadeguati a ruoli così importanti. C’è da dire che gli infortuni hanno flagellato la squadra, che con Bogut e Nowitzki su tutti, avrebbe sicuramente un record diverso. L’apporto della panchina finora è davvero esiguo. Di conseguenza i titolari sono costretti a giocari più minuti, stancandosi, rischiando infortuni e performando sempre peggio.
Rick Carlisle è ancora nel suo prime?
Si parla spesso di fase calante o periodo di forma eccellente per i giocatori, si pensa poco a quelli degli allenatori. Nonostante non sia un lavoro fisico, è possibile avere fasi alterne in una carriera. Rick Carlisle è considerato uno dei migliori coach della lega, ma perché non si vede la sua mano in questa stagione? La squadra non è al completo e lui può fare poco è vero, però la sensazione è che non stia facendo presa sui giocatori. Carlisle sta cercando di porre un freno all’abitudine alla sconfitta, infatti sia nella partita contro i Knicks, sia in quella contro i Kings, ha chiamato timeout quando li aveva finiti. Non è stata una dimenticanza, dato che contro New York lo ha fatto per due volte ravvicinate. Vuole dare un segnale e ritiene accetabile la pena del tecnico, per “svegliare” la squadra.
Alle domande dei giornalisti in merito, ha risposto così:
Coach Carlisle on timeout management pic.twitter.com/5JF6wLbn6L
— Arya Ahmadi (@aryaahmadi) 8 dicembre 2016
Futuro: tra draft, trade e free agency
Le prospettive future per Dallas possono essere molte, la prima è ovviamente quella di pescare la prima o la seconda scelta al draft. Per poi prendere uno tra Markelle Fultz e Dennis Smith. Entrambi point guard e freshman, su cui poter costruire un progetto. Almeno in teoria, questo è il piano per la prima scelta di Dallas.

Già pronto a fare le valigie e lasciare il Texas?
Un’altra strada percorribile in parallelo, è quello di scambiare uno tra Bogut e Matthews per scelte al primo giro. Il centro australiano ha mercato, Portland e Boston le favorite, mentre Minnesota e Toronto alla finestra. Se in cambio dovessero ottenere una scelta al primo giro del prossimo draft, più quella che già otterranno, potrebbero presentarsi degli scenari interessanti.
Infine la prospettiva free agency, ma non 2017, quella del 2018. Dove secondo i rumors, i Mavs andranno all’assalto di DeMarcus Cousins. L’agente di DMC è lo stesso di DeAndre Jordan, i rapporti sono ottimi e diciamo che gli deve un affare…
Dallas by numbers
Dallas è la peggior squadra della NBA per punti fatti di media a partita, 93. E’ ultima anche nella statistica dei rimbalzi presi con 40 e penultima negli assist, 19. In compenso ha un’ottima percentuale ai liberi 78.9% ed è nona per tiri segnati da 3 punti, 9.9 a partita. Questi ultimi due sono numeri da cui ripartire, specialmente quando ritorneranno tutti gli effettivi. Andare in lunetta più spesso, cercare di tradare Bogut o Matthews e far crescere i giovani. Curry, Finney-Smith, Anderson e Mejri sono da tenere più in considerazione.
I Mavericks non vincono una serie playoff dal 2011, anno in cui vinsero il titolo. Per questo è difficile credere che nel giro di un paio d’anno, il Texas avrà nuovamente 3 squadre al vertice della lega. Il percorso però non deve essere neanche troppo lungo e complicato, ci deve essere una linea da seguire e qualcuno che decide, e chi tiene a freno il proprietario stravagante Mark Cuban.

