Thomas Wolfe interpretato da Jude Law, nel film Genius prova a spiegare al suo editore cos’è il jazz e perché lo ispira nella scrittura. Wolfe era un jazzista a tutti gli effetti, nonostante non suonasse uno strumento. Lo stesso discorso può valere per James Harden. Nella telecronaca della gara contro gli Utah Jazz, Flavio Tranquillo, ha paragonato le sue improvvisazioni a quelle di un musicista jazz e il paragone regge.

Maturità

Harden ha iniziato la stagione in maniera clamorosa. L’arrivo di coach D’Antoni ha cambiato il modo di giocare degli Houston Rockets, ora il barba inizia l’azione, questo ha aumentato i suoi minuti con la palla in mano e di conseguenza assist e punti ne hanno beneficiato. In 37 minuti di media a gara, ha finora messo a referto 28.7 punti, 12.5 assist e 7.7 rimbalzi a partita. A 27 anni sembra aver raggiunto una maturità, nonostante le continue pause difensive che non devono essere sottovalutate, se Houston dovesse migliorare ancora e trovare continuità, potrebbe rivelarsi una mina vagante. Per la lotta al titolo di MVP è tra i 3 strafavoriti.

Harden in numbers

La percentuale reale di realizzazione, cioè tenendo conto del valore del tiro dall’arco, recita 54.7%.  Da 3 punti sta tirando con il 36.6%, in linea con le sue medie nonostante l’aumentare del volume di tiri presi. La distribuzione delle scelte di James vede il 12,6% delle sue conclusioni, in catch and shoot. Il 49,8% deriva invece da situazioni di pull ups e il 37,2% sono tiri da meno di 3 metri. Sono 107 i canestri non assistiti, ad oggi, e soltanto 22 quelli derivati da un assist. Questo è un dato che Harden dovrebbe migliorare , perchè va bene avere tanto la palla, ma tra tanto e troppo lo spazio di manovra esiste. Quando la tiene per più di 6 secondi, le sue stats peggiorano totalmente.

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Le 6 fasi del cambiamento

Un buon assolo improvvisato è spesso strutturato in modo da contenere qualcuno o tutti i seguenti elementi:

  1. un’esposizione iniziale
  2. interazioni con altri strumentisti
  3. citazioni di brani e temi noti
  4. un assolo che cresce di intensità fino a raggiungere un picco
  5. ripetizioni di pattern o frasi
  6. una chiusura

Se vogliamo trasportare la struttura dell’improvvisazione del jazz, a James Harden, possiamo dire che:

1) l’esposizione iniziale equivale all’inizio dell’azione.

2) L’interazione con altri strumentisti – esegue il barba

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3) Per quanto riguarda le citazioni di brani e temi noti, diciamo che è difficile trovare un corrispettivo, però il suo eurostep lo si può considerare una citazione di un altro celebre mancino.

4) L’ex Thunder non è solo un mostro di tecnica, i suoi assoli infatti, possono raggiungere anche picchi di vera e propria fisicità, come questo.

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5) Errare è umano, perseverare è diabolico. Ma se l’azione in questione non è sbagliata, ripeterla cosa rende?

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6) Saper concludere con stile non è un problema per il numero 13 in maglia biancorossa.

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Hot or cold Jazz?

Il titolo del capolavoro di Billy Wilder “A qualcuno piace caldo”, faceva riferimento ai due tipi di Jazz, caldo e freddo. Harden di quale dei due stili fa parte? Nessuno o entrambi dipende dai punti di vista; perché è in grado di accelerare a suo modo come e quando vuole. Ha una capacità di andare in the zone davvero invidiabile, prende fuoco con un nonnulla e a quel punto è inarrestabile. Se e quanti trofei vincerà, non ci è dato saperlo, non ci resta che ammirarlo e vedere ciò che accadrà.

Il basket e la NBA hanno bisogno di James Harden, senza di lui sarebbe tutto più noioso, come ci ricorda lui stesso nel suo nuovo spot.

https://www.youtube.com/watch?v=lsBdaaRe2BA

E se ancora non vi va giù la sua scarsa applicazione difensiva, allora dovete proprio vedere il finale di “A qualcuno piace caldo”, d’altronde nessuno è perfetto.

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