A quanto pare le vie dell’NBA sono come quelle del signore, infinite, le storie dopo giri immensi tornano per stupirci sempre più, infatti il mondo che orbita intorno alla lega professionistica americana non è soltanto rose e fiori, casi di giocatori che non si sono integrati al meglio nell’universo cestistico a stelle e strisce ce ne sono a bizzeffe.
Questo è il caso della superstar serba Darko Milicic, uno dei prospetti più promettenti d’Europa che scelse nel lontano 2003 di compiere il grande salto riservato soltanto a pochi iniziati, tanto per citare il mitico avvocato Federico Buffa.
E’ così apprezzato dai Gm che viene addirittura utilizzata la seconda scelta dal manager dei Detroit Pistons che in lui aveva visto del talento sconfinato, mettendolo davanti a prospetti del calibro di Carmelo Anthony e Dwyane Wade che hanno influenzato la lega nell’ultimo decennio.
Attenzione, però, mai sottovalutare Darkone nazionale che si laurea campione NBA a soli 19 anni con i mitici Detroit Pistons passati ai sacri tomi della storia del gioco per il cuore e la voglia. Ovviamente, per Milicic ruolo di rilievo con medie strabilianti, circa due punti di media, questo sì che vuol dire fare la differenza, il vero uomo in più in quelle finals.
Non trovando più alcun stimolo per vincere, il nostro eroe abbandona il Michigan e viaggia in giro per la lega alla ricerca di una collocazione ma nessuno sembra apprezzare il talento purissimo del serbo davvero troppo incompreso fin lì.
Il 2012-2013 è l’annata che farà da spartiacque nella vita di Milicic, dopo aver giocato una sola partita con i Boston Celtics, il giocatore capisce che forse è il momento di mettere un punto alla sua gloriosa carriera, per questo sceglierà di ritirarsi per finalmente dedicarsi ad uno sport che fisicamente è perfetto per lui, kick-boxing e nel tempo libero partecipare a gare dal grande tasso alcolico, quelle a chi beve più birra, la volta buona che Darkone nazionale trova pace?
Beh non proprio, ora è arrivata la notizia della firma di un contratto con una squadra serba, il Metalac Valijevo, che avrebbe puntato sulla rinascita di Darko e la sua voglia di tornare a far parte dell’Olimpo degli dei del gioco che a lui tanto appartiene.
Non è uno scherzo, il basket è anche questo, ha un fascino magnetico e attira pure giocatori che non hanno più nulla da dir e da fare per questo sport.
Speriamo che almeno questa volta il serbo riesca a sentirsi realizzato e trovi la sua reale dimensione altrimenti per i fans sarà davvero dura adattarsi a questi cambiamenti repentini.
Per il resto, come sempre, enjoy the game!
Per NBA Passion,
Francesco Tarantino


