Tante, troppe cadute. Ferite brucianti, poche gioie. Addii dolorosi e commoventi, partenze indolori. Un andirivieni continuo all’interno del roster, nuovi volti, un moderno condottiero. Delle nuove speranze. Il 2016 è stato un anno particolarmente altalenante per i Los Angeles Lakers, alle prese con la benedetta risalita agli antichi fasti. Sono volate le ore, i giorni, i mesi. E nella frangia gialloviola della Città degli Angeli è praticamente cambiato tutto. Con l’auspicio, appunto, che finalmente si possa svoltare.

Byron Scott e Kobe Bryant.

Kobe Bryant, dopo il lungo ed estenuante farewell tour, si è ritirato. Tanti fazzoletti sono stati intrisi di lacrime, innumerevoli tributi melanconici sono stati dedicati al leggendario Black Mamba. Alcuni ancora sentono la sua mancanza, ma la verità è che ormai non bisogna pensarci più: l’imperativo era ripartire veramente da zero, con nuove aspirazioni e una nuova filosofia. Un progetto stabile, insomma. Per questo Byron Scott, pilastro dei Lakers dello Showtime e destinato ad essere ricordato tra i peggiori coach della franchigia (destino crudele) è stato sostituito dal giovane Luke Walton, una vecchia conoscenza dotata di un arguto ingegno e di idee fresche fresche. E via, si rivoluziona squadra, schemi, e tutto il resto.

Ecco che all’orizzonte arriva il 2017, carico di sogni e buoni propositi. Ma quali?

Senza dubbio urge archiviare i desideri di chi vuole vedere questo gruppo ai playoff. A costo di ripeterlo un miliardo di volte, i Lakers devono solo pensare ad affinare il proprio gioco ed acquisire forza mentale. Soprattutto, anche quella costanza che tanto servirà per il futuro. Si può anche perdere una partita, l’importante è giocarsela fino all’ultimo minuto. Il processo è lento ed occorre pazienza: avvisati coloro che non voglio aspettare. Poi per carità, tutto può accadere…

Migliorare, migliorare, migliorare. Mantenendo quanto è stato fatto di buono finora. Toh, finalmente da quelle parti si stanno rivedendo sprazzi di gioco, con un attacco che sta più o meno girando come dovrebbe. Intensità, transizioni, tagli, tiri da tre e una rapida circolazione di palla: la linea da seguire è questa, portandola ad un livello superiore. Walton invece ha un’immane mole di lavoro da fare per quanto riguarda la difesa, perfettamente paragonabile ad uno scolapasta. Troppo spesso i giocatori non ruotano, sbagliano i cambi si distraggono sui tagli o, ancora peggio, non riescono proprio ad applicarsi. I lacustri continuano ad avere uno dei defensive rating peggiori della lega: mettere i mattoni al loro posto ed erigere un solido castello difensivo sarebbe gran cosa, perchè il problema non è incassare legnate, ma il modo in cui vengono prese.

Sì, serve più attenzione in difesa.

A basket si gioca con le mani, ma anche con la testa. Serve un upgrade dal punto di vista psicologico visto che, in alcuni casi, troppe partite sono state buttate al vento a causa di una gestione scellerata dei possessi. Inesperienza, mancanza di freddezza: grattacapi che si possono esseri sbrogliati a lungo termine grazie ad accorgimenti e consigli preziosi. E con le strigliate, che male non fanno. Walton, utilizzando il classico metodo del bastone e della carota, deve far crescere i ragazzi senza mettere troppa pressioneErrare è umano, c’è da aspettarselo soprattutto quando i soggetti sono alle prime armi, basta non caderci banalmente.

Si spera che D’Angelo Russell vesta prima o poi i panni dell’uomo franchigia. O almeno di chi è abituato a tenere in mano il fardello del team. Gli manca ancora il carattere per essere un leader spirituale, ma a livello tecnico le capacità ci sono, eccome. Bisogna dargli fiducia e responsabilità: pazienza se inciampa in qualche sbaglio come l’air ball finale nella partita con gli Utah Jazz, la continuità la troverà solo se si metterà alla prova. Brandon Ingram invece dovrà continuare il suo inserimento graduale all’interno dei meccanismi, venendo plasmato come un giocatore abile in più frangenti: non è affatto da escludere che verso la fine della stagione scali in quintetto.

Il passato recente è archiviato, il presente è da vivere con un occhio di riguardo al futuro. Covando ambizioni e buoni propositi i gialloviola vogliono ritornare sotto i riflettori.

 

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