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Critiche zittite: cinque giocatori che stanno smentendo i detrattori

di Kevin Martorano

Come ben sappiamo a volte i fans tendono a giudicare un giocatore troppo presto, sparando molto spesso critiche su determinati giocatori e accusandoli di essere dei cosiddetti bust oppure non pronti ad essere dei primi violini. La maggior parte delle volte succede che le aspettative verso alcuni giocatori siano troppo elevate e di conseguenza i fans restano delusi, dimenticando che un giocatore al primo anno NBA oppure dopo aver cambiato squadra possa incontrare delle difficoltà. Però altrettanto spesso succede che poi un giocatore dopo aver superato le difficoltà iniziali riesca a tirare il massimo da se stesso, oppure si riesca ad affermare come primo violino o semplicemente riesce a sfornare ottime prestazioni, magari inaspettate; questo è il caso di alcuni giocatori che andremo ad analizzare qui sotto, in grado di zittire le critiche di cui sono stati vittime.

Kyrie Irving

 

Irving si è ben inserito nei meccanismi di Brad Stevens.

Kyrie Irving è stato accusato di non essere in grado di essere un primo violino, di essere meno incisivo senza aver LeBron James al suo fianco e che a Boston avrebbe fatto non poca fatica; sin qui invece il playmaker dei Celtics sta disputando una stagione superlativa, dimostrando di essere un leader e ammutolendo chi lo aveva riempito di critiche in passato. Uncle Drew si sta caricando i Celtics sulle spalle portandoli ad essere in questo primo scorcio di stagione primi ad est, complice magari anche il brutto avvio di stagione dei Cavs, sopperendo anche alla mancanza di Gordon Hayward (forse rientrerà per i PO). Il numero 11 dei Celtics sta viaggiando attualmente con 24.4 punti, 4.9 assist e 2.9 rimbalzi, affermandosi senza dubbio come il trascinatore della squadra di Boston.

LaMarcus Aldridge

Lamarcus Aldridge, in assenza di Leonard ha zittito le critiche su di lui

Lamarcus Aldridge, in assenza di Leonard si è dimostrato un ottimo primo violino, zittendo le critiche sul suo conto

Sul lungo dei San Antonio Spurs ci sono sempre stati dei detrattori, non riconoscendo in lui il potenziale e il talento di cui ha bisogno un vero leader di una squadra da titolo o comunque una squadra di vertice: l’aver preso idealmente il posto di Tim Duncan non lo ha aiutato ma proprio a dargli una mano ci hanno pensato sia Tim che Popovich che hanno lavorato molto sulla sua testa. In questa stagione Aldridge si sta dimostrando un attaccante fenomenale, segnando in ogni modo possibile: da 3 punti, in post, in entrata e dalla media distanza, in attacco per lui non ci sono limiti. Inoltre con le numerose assenze di cui sono stati vittime i San Antonio Spurs (Tony Parker e Kawhi Leonard su tutti), in pochi avrebbero scommesso sul fatto che senza loro la squadra di coach Gregg Popovich si potesse trovare al terzo posto nella giungla della Western Conference. Sin qui Aldridge sta avendo le medie di 22.3 punti, 8.4 rimbalzi,2 assist e 1.1 stoppate di media. Insomma, ha dato sin qui una forte spallata alle critiche sul suo conto.

Brandon Ingram

 

Ingram sta crescendo partita dopo partita.

Dopo il draft del 2016/2017 le aspettative su Brandon Ingram erano elevatissime, visto che è stato scelto con la scelta numero 2 dai Los Angeles Lakers. Ovviamente i Lakers sono una franchigia che attira tutte le attenzioni del mondo, visto che stiamo parlando di una delle franchigie più gloriose della Lega e di conseguenza non è facile giocare per i gialloviola. L’anno da rookie di Ingram non è stato positivo in rapporto alle aspettative: infatti l’ala dei Lakers ha chiuso la passata stagione con appena 9 punti di media, attirando su di se valanghe di critiche e dubbi sul suo potenziale. Cosa che però sta iniziando a cancellare in questa stagione in quanto sta viaggiando con 16.3 punti, 5.6 rimbalzi e 3.2 assist di media avendo sempre un impatto positivo sulle partite, chissà se fossimo di fronte ad una futura superstar assoluta NBA…

Joel Embiid

Joel Embiid, critiche superate

Joel Embiid, autore sin qui di una super stagione sconfiggendo le critiche

Joel Embiid è soggetto a molte critiche sia per la sua condizione fisica e sia per il suo comportamento al di fuori del parquet, visto che fa molto uso di trash talking ed è un ragazzo a cui piace fare baldoria e far parlare di se. Nonostante ciò sta però facendo innamorare di lui moltissimi appassionati di pallacanestro, visto che sta disputando una stagione eccellente sin qui, condita da ben 24.1 punti, 11 rimbalzi, 3,5 assist e 1.9 stoppate di media a partita, dimostrandosi uno dei migliori prospetti della lega. Sicuramente siamo di fronte ad un eccellente giocatore, visto che in attacco è un giocatore completo in grado di segnare anche in ogni azione e in moltissimi modi diversi e sembra avere anche uno spirito di competizione sopra la media, cosa che in una Lega spietata come la NBA è fondamentale, oltre ad essere un ottimo rimbalzista e protettore del ferro.

Nikola Mirotic

 

Mirotic sta dando manforte all’attacco dei Bulls.

Mirotic è spesso definito come un giocatore non adatto alla NBA, visto che non è dotato di particolari mezzi atletici e non ha un vero e proprio ruolo: troppo piccolo per un 4, non ottime capacità di ball handling e non abbastanza atletico per un 3, di conseguenza è soggetto a numerose critiche. Sin qui però da quando è tornato dall’infortunio sembra essere in grado e come di giocare in NBA, visto che il suo ritorno è coinciso con una striscia di vittorie consecutive dei Chicago Bulls (non esattamente un top team), risultando sempre fondamentale nelle partite e mettendo su cifre notevoli: infatti lo spagnolo viaggia a 20.3 punti e 7.3 rimbalzi di media, quindi cifre ottime e impressionanti, visto che si tratta non di una star NBA.

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