Ingram infortunato cosa cambia? Nella gara casalinga contro San Antonio i Lakers dopo cinque minuti di gioco hanno perso, per una caviglia girata, Brandon Ingram. Il prospetto di Duke stava giocando una partita solida, in controllo su DeRozan quando accidentalmente è incappato nel piede malandrino di Aldridge, che lo ha fatto infortunare. Successivamente i Lakers sono andati a giocare a San Antonio e poi a Memphis, senza Ingram inserendo Hart nello starting five, ottenendo delle risposte altalenanti. Ma cosa cambia con l’assenza di Ingram?
Ingram infortunato: come cambia l’attacco
Si sono spese tante belle parole in estate, Lebron non avrà sempre il pallone, con Lonzo sarà spesso off the ball e giocherà il sistem. Parole appunto perché James a trentaquattro anni non può cambiare la sua natura di giocare, soprattutto nel suo prime tecnico. Questo comporta un Lebron stile Cavs, con palla a lui in punta dove possono succedere diverse situazioni di gioco. La situazione primaria è avere spaziature con tiratori affidabili sul perimetro che possano usufruire degli eventuali scarichi di LBJ in caso di raddoppio sul prescelto o comunque a finalizzazione di un set che possa liberarne uno sul perimetro. Questo è accaduto nella gara di ieri notte contro Memphis, tre tiratori designati con Lebron hanno scavato un solco, un indizio per ora che non depone a favore di Ingram, reo di non avere efficacia da tre punti e di fermare troppo il pallone facendo perdere fluidità all’attacco. Ingram è un numero uno, abituato a comandare l’azione palla in mano e capite bene che con Lebron questo non può avvenire, troppe volte il suo gioco è andato a cozzare con quello di Lebron , addirittura alcune partite il numero quattordici le ha finite in panchina. Quindi senza Ingram è meglio? Apparentemente si, ma si parla principalmente della fase offensiva con Lebron, perché se fosse lui il dominante potrebbero cambiare tante valutazioni.
Ingram infortunato: come cambia invece la difesa?
Da questo punto di vista la presenza di Ingram è imprescindibile, il roster dei Lakers non ha difensori di livello soprattutto sugli esterni, Hart ha dei grossi problemi contro giocatori della sua portata, mentre Kcp ha dei vuoti inspiegabili. Brandon con le sue lunghe leve ti oscura la vallata e quando pensi di averlo battuto, puoi ritrovarti con una persa dopo che ha esteso le prolunghe che ha come braccia. Prendiamo il campione di due gare, ma DeRozan giocatore che per i Lakers è risultato un rebus irrisolvibile, per Ingram non era stato un problema, tanto che prima dell’infortunio lo aveva praticamente annullato, un campione troppo breve di gara, ma poi abbiamo visto senza l’apporto di Ingram come è andata a San Antonio. Giocatore quindi strano, molto difficile da collocare in un sistema Lebroncentrico, ma troppo importante per limitare le stelle della lega, soprattutto le guardie.
In sintesi, non c’è ancora un verdetto inequivocabile, la coperta è comunque corta, le spaziature e la fluidità offensiva potrebbero perdere efficacia in caso di difesa pessima o tiri sbagliati anche se ben costruiti. Sicuramente è un argomento che andrà affrontato anche in estate o prima in caso si pensasse si costruire una squadra completamente su Lebron, a quel punto il “core” andrebbe sacrificato per mettere il 23 nella sua migliore situazione di confort tecnico. Staremo a vedere, ogni scelta potrebbe rivelarsi col senno di poi sbagliata. Ci vorrà lungimiranza e personalità da parte del front office. Di questo ed altro abbiamo parlato nel podcast settimanale che trovate qui:
Rossi Roberto

