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Ja Morant: un nuovo leader in quel di Memphis

di Kevin Martorano

Quando si parla di NBA draft 2019 si pensa sempre ed esclusivamente a Zion Williamson, forse anche ad R.J. Barrett, ma un errore da non commettere è quello di ignorare un ragazzo di nome Ja Morant, scelta numero 2 dell’ultimo draft NBA dei Memphis Grizzlies. Il rookie dei Memphis Grizzlies sta avendo un impatto notevole nella lega, avendo già preso per mano la sua squadra e diventandone in pochissimo tempo il leader.

Attualmente, Morant è fermo per un infortunio (problemi alla schiena), ma il suo avvio di stagione è letteralmente sbalorditivo: 18.6 punti, 3.2 rimbalzi e 6.4 assist di media a partita sono medie importantissime, soprattutto per un giocatore che sta giocando solamente il suo primo anno all’interno della lega più competitiva al mondo. Inoltre, la point guard dei Memphis Grizzlies è anche il gestore principale dei possessi offensivi dei suoi, visto che conclude il 30% dei possessi della squadra, dato che testimonia la leadership del giovane prodotto di Murray State.

Che giocatore è Ja Morant?

Ja Morant è un giocatore che fa del ritmo il suo punto forte, che ama spingere in contropiede e giocare freneticamente . Stiamo parlando di un giocatore con un’accelerazione importante e con doti fisiche ed atletiche notevoli, caratteristiche tecniche ed atletiche che potrebbero renderlo simile a Russell Westbrook, giocatore preferito tra l’altro di Morant. Ciò che lo differenzia però dal suo idolo è il tiro da tre punti: infatti dalla lunga distanza Ja Morant è più affidabile di Westbrook, visto che il giocatore dei Grizzlies tira da dietro l’arco con il 41%.

Percentuale senza dubbio molto elevata, anche se dovuta forse ai pochi tentativi che Morant effettua, solo 2.3 per partita.  Ja Morant preferisce senza dubbio concludere al ferro l’azione, visto che conclude il 46.5% dei suoi tiri attaccando il canestro in penetrazione.

Inoltre il prodotto di Murray State è un giocatore fortemente determinato e con un’etica del lavoro importante, che cerca sempre di migliorare e che, come ha dichiarato Morant stesso, dai tempi del college tende a darsi un voto da 0 a 10 al termine di ogni sua partita. Ciò dimostra come sia un giocatore motivato a far bene ed a migliorarsi ogni giorno, e non un giocatore che tenda ad accontentarsi ed adagiarsi sugli allori.

Una delle abilità più lampanti di Morant è attaccare il ferro.

Guardando le caratteristiche tecniche, Morant è un ottimo passatore: oltre 6 assist di media al primo anno ed in una squadra senza ambizioni e con un roster modesto, è veramente un dato da non sottovalutare. Ja Morant gioca 28.7 minuti di media, ma proiettando le sue statistiche su 36 minuti i suoi assist diventerebbero di media 8.4 a partita, un dato alquanto considerevole. L’impressione è che se avrà l’opportunità di giocare con attorno un insieme di buoni giocatori e quindi in una squadra che ambisca quantomeno ad entrare nei playoffs, sarà un giocatore ancora migliore e che le difese faranno veramente fatica a fermare.

Morant è giocatore abile nel giocare in situazione di pick and roll, che sa leggere perfettamente ciò che la difesa gli concede: può prendersi infatti un tiro, può andare in penetrazione per attaccare il ferro o può tranquillamente servire un assist al bacio per il bloccante o ad eventuali tiratori disposti sull’arco. Il tutto in pochi istanti.

Insomma, stiamo parlando di un giocatore dal potenziale infinito, e che potrebbe diventare una delle migliori point guard della lega. Con la scelta di Ja Morant, i Memphis Grizzlies hanno probabilmente effettuato la loro miglior giocata delle ultime stagioni.

Su quali aspetti deve invece migliorare Morant?

Uno degli aspetti da migliorare è senza dubbio la gestione del pallone e dei tempi di gioco. Morant ha sino ad ora dimostrato di essere un ottimo giocatore di contropiede, ma di andare più in difficoltà quando di fronte c’è una difesa schierata e che impone ritmi più lenti: per via del suo giocare sempre al massimo della sua velocità, l’ex Racers tende a perdere qualche pallone di troppo, fino ad arrivare a 4.3 palle perse di media tradotto in numeri (dato risalente però al 7 novembre).

Un dato che deve assolutamente controllare e rimettere a posto, dato che nella speciale classifica dei giocatori che perdono più palloni di media a partita, Morant è al quarto posto, dietro soltanto a James Harden, Luka Doncic e Trae Young, giocatori che però viaggiano tutti ad almeno 7.5 assist di media, i quali rendono il rapporto assist/palle perse più accettabile. C’è da dire però che ha leggermente migliorato questa statistica, visto che oggi le palle perse di Ja Morant sono 3.4, le quali sono un dato si negativo, ma già più accettabile rispetto alle 4.3 che ha avuto fino al 7 novembre.

Un altro aspetto su cui il giocatore dei Grizzlies deve migliorare è la fase difensiva: Ja morant si lascia spesso battere in uno contro uno, oltre a concedersi qualche piccola distrazione di troppo quando la sua squadra è nella metà campo difensiva. Morant ha un defensive rating pari a 109.2 punti concessi su 100 possessi al suo diretto avversario, un po’ troppi per un giocatore che vuole ambire ad essere il leader della propria squadra.

Avendo un offensive rating di 104.6, di conseguenza il suo net rating è di -4.5, dato ovviamente negativo. Restando in ambito statistico e riprendendo un po’ il discorso fatto in precedenza, Ja Morant dovrebbe alzare anche il numero di assist serviti ai compagni, visto che ne ha le potenzialità e visto anche che il rapporto assist/palle perse è di soltanto 1.88.

Una delle distrazioni di Ja Morant: si perde l’uomo e regala un gioco da 3 punti.

Infine, il tiro da tre punti. Non tanto in termini di percentuali, che restano affidabili (41%), quanto in convinzione del suo tiro da dietro l’arco. Dovrebbe provare a variare di più la gestione dei suoi possessi e rendersi con più frequenza pericoloso dalla linea dei tre punti,  fondamentale che c’è nel suo repertorio e, con la pallacanestro che si avvia ad utilizzare sempre di più il tiro pesante, Ja Morant forse dovrebbe iniziare a prendersi con più costanza il tiro da lontano.

 

NB: le statistiche utilizzate nell’articolo fanno fede alla data di pubblicazione dell’articolo.

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