Manuale Charlotte Hornets 2018/2019: la maledizione del limbo
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Manuale Charlotte Hornets 2018/2019: la maledizione del limbo

Charlotte Hornets 2018/2019

Manuale Charlotte Hornets 2018/2019: la maledizione del limbo

La NBA è composta da due tipi di franchigie: quelle che ambiscono alla vittoria finale e quelle che lottano a perdere allo scopo di assicurarsi un’alta scelta al draft. Ci sono poi le squadre di metà classifica, troppo forti per tankare ma anche troppo deboli per qualificarsi ai playoff. È il caso degli Charlotte Hornets che da anni vivono nel limbo della Eastern Conference. Nelle scorse stagioni hanno agguantato gli ultimi posti playoff soltanto due volte, venendo però eliminati subito al primo turno. Per il resto si sono spesso ritrovati fuori dalla postseason per pochissime vittorie, cosa che probabilmente si ripeterà anche nella prossima stagione. Gli Hornets di oggi sono tecnicamente inferiori alle squadre da vertice (Celtics o Sixers in primis) e allo stesso tempo superiori alle ultime della classe (Hawks, Nets o Magic). L’unica via d’uscita sarebbe quella del tanking, un rischio che la dirigenza non sta prendendo in considerazione ma che risolverebbe parte dei suoi problemi. Dopotutto non è forse vero che “chi non risica non rosica?”. Di seguito il manuale Charlotte Hornets 2018/2019.

MANUALE CHARLOTTE HORNETS 2018/2019: L’ANNATA PRECEDENTE

  • Record: 36-46, decimo posto nella Eastern Conference
  • Offensive Rating: 107
  • Defensive Rating: 107
  • Team Leader: Kemba Walker (22.1 PTS), Dwigth Howard (12.5 REB), Kemba Walker (5.6 AST)

MANUALE CHARLOTTE HORNETS 2018/2019: I MOVIMENTI ESTIVI

Kemba Walker.

L’addio di Dwight Howard (scambiato ai Nets ed in seguito ceduto ai Wizards) sembrava presagire l’inizio del sopraccitato rebuilding. Sembrava, appunto: la dirigenza invece di smembrare il resto del roster e ripartire dai più giovani, ha confermato il suo leader, Kemba Walker, affiancandogli anche un veterano pluridecorato come Tony Parker. Per il prodotto di UConn sono piovute diverse offerte, tutte però rispedite al mittente. Stesso discorso per Nicolas Batum e Michael Kidd-Gilchrist, entrambi sul piede di partenza ma poi convocati per la preseason. Charlotte continua a rimandare una ricostruzione inevitabile, puntando ancora una volta ad una postseason che ogni anno si fa sempre più lontana. Walker poi sarà free agent la prossima estate e le possibilità che prolunghi la sua carriera con gli Hornets sono molto basse. L’ideale sarebbe venderlo entro la deadline per evitare di perderlo a zero, allora il rebuilding inizierebbe sul serio. Gli altri movimenti da registrare sono gli innesti di Bismack Biyombo, centro prettamente difensivo chiamato a prendere l’eredità di Howard, e Miles Bridges, prospetto interessante ma forse non ancora pronto per il grande palcoscenico della NBA. Un probabile starting five per la stagione ventura potrebbe essere il seguente: Kemba Walker, Malik Monk, Nicolas Batum, Frank Kaminsky e Bismack Biyombo.

MANUALE CHARLOTTE HORNETS 2018/2019: L’ANALISI

Come tutte le squadre di media-bassa classifica, gli Charlotte Hornets non amano correre in contropiede (97.80 pace) e punire in transizione, ma sono una squadra tenace, attenta alla gestione della palla e dei rimbalzi difensivi. Il giocatore su cui poggia tutto il peso dell’attacco è Kemba Walker: molto spesso il numero 15 riceve un blocco in punta, utile a liberarsi dal marcatore, per tentare la penetrazione o direttamente il tiro da fuori (nell’ultima stagione ha tirato con il 39% da oltre l’arco).

Una classica giocata di Kemba Walker.

Ma se il leader ha le polveri bagnate, gli Hornets ricorrono ad alcuni schemi elementari. Il più usato per dipanare la trama di gioco e dare fluidità alla manovra è la Motion Strong: Dopo il blocco stagger (doppio blocco per un compagno lontano dalla palla) e la conseguente disposizione Horns, l’ala passa al gomito per il centro che sprinta a portare un blocco alla guardia, che a sua volta sprinta per giocare un Dribble-Hand-Off centrale. La duttilità di Michael Kidd-Gilchrist si rivelerà fondamentale per i meccanismi della squadra, in difesa come in attacco grazie alle sue ottime doti da passatore. E’ l’equilibratore della squadra: la sua forza fisica è pari soltanto alla sua intelligenza cestistica; è in grado di difendere su ogni tipologia di attaccante e anche nel tiro, suo punto debole, sta sensibilmente migliorando. L’unica incognita risiede sulla tenuta fisica che non l’ha mai supportato per una stagione intera.

Una conclusione di Kidd-Gilchrist.

Per quel che riguarda la difesa, i numeri parlano chiaro: 107 punti di media subiti a partita, molti per chi ambisce alla postseason. In particolare Charlotte subisce valanghe di canestri all’interno del pitturato. L’acquisto di Biyombo in questo senso potrebbe risolvere il problema. Coach James Barrego non vanta a roster validi elementi difensivi, se non appunto Biyombo e Kidd-Gilchrist. Sarà necessario sviluppare una robusta difesa collettiva per aumentare l’efficienza e magari portare a casa qualche successo in più. Un vecchio detto del football recita: “l’attacco vende i biglietti e la difesa fa vincere le partite“, un mantra che Walker e compagni dovrebbero tenere bene a mente.

Le stoppate di Biyombo gioveranno molto alla franchigia di MJ.

CONCLUSIONE

Gli Hornets proveranno in tutti i modi a centrare i playoff quest’anno. Se però la classifica dovesse dire altro, la rebuilding diventerebbe l’unica strada percorribile. Walker verrebbe scambiato a febbraio insieme ai pochi big della squadra e ripartirebbe un nuovo ciclo, magari con i giovani Monk, Bridges e Kaminsky. I bookmakers non sono dalla loro parte e il rischio di rimanere nel limbo un altro anno è molto alto.

 

 

Daniele Guadagno
dany20991@gmail.com

Daniele Guadagno, redattore per NBAPassion.com

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