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Minnesota Timberwolves: la difesa come chiave di volta della stagione

di Gianluigi Ambrosiano

Quando il 20 aprile del 2016 i Minnesota Timberwolves avevano dato pieni poteri a Tom Thibodeau, offrendogli il ruolo di head coach e di president of the basketball operations, in parole povere pieni poteri per quello che riguarda il roster ed il mercato di Minnesota. L’obiettivo primario della dirigenza era di quello di riuscire a dare un’identità difensiva ad una squadra che nelle ultime stagioni si era sempre contraddistinta come una delle peggiori difese di tutta la lega.

Coach Thibodeau, cresciuto come vice alle spalle di Doc Rivers nei Boston Celtics dal 2007 al 2010 ( 2 finals e l’anello del 2008 in bacheca ) si impone agli occhi della lega come uno dei migliori specialisti difensivi nei suoi anni come Head Coach dei Chicago Bulls. Dal 2010 al 2014 piazza sempre i Bulls tra le 3 migliori difese della lega, con il primo posto assoluto nelle stagioni 2010/11 e 2011/12, con un defensive rating che in 3 stagioni su 4 è addirittura sotto i 100 punti concessi per 100 possessi.

Dopo un primo anno avaro di emozioni, la svolta arriva all’inizio di questa stagione, con i Timberwolves che attuano una vera e propria rivoluzione estiva. Questi giovani hanno bisogno di un leader nella propria metà campo, e la scelta ricade su Jimmy Butler, che proprio con Thibodeau si era imposto al grande pubblico come difensore d’elite. La rivoluzione continua con Minnesota che spedisce Ricky Rubio a Utah in cambio di una scelta al draft 2018, e con le firme nella free agency di Jeff Teague, Jamal Crawford, e soprattutto di Taj Gibson, uomo di fiducia di Thibodeau, ed ottimo difensore nel pitturato.

Gli arrivi di Butler, 3 volte Secondo quintetto difensivo All Nba, e Gibson, hanno il chiaro obiettivo di migliorare la difesa dei Lupi e portarli finalmente ai playoff, dove l’ultima apparizione risale addirittura al 2003/04, quando da queste parti giocavano ancora Kevin Garnett, Latrell Sprewell e Sam Cassell.

I Minnesota Timberwolves si presentano così alle porte della stagione 2017/18 con un quintetto titolare composto da: Towns, Gibson, Wiggins, Butler, Teague. Presi singolarmente, i giocatori del quintetto titolare dei Wolves hanno il potenziale per essere stabilmente tra le migliori difese della lega.

Towns è un centro moderno, in grado di proteggere il pitturato, ed ottimo rimbalzista ( attualmente 5° nella speciale classifica con 12 rimbalzi di media a partita). Ancora troppo portato dall’istinto a cercare la stoppata lasciando il proprio uomo libero, ma i miglioramenti sotto la gestione Thibodeau sono evidenti anche in questo fondamentale. In questa stagione sta dimostrando un’ottima velocità di piedi, che lo hanno portato a riuscire a reggere anche i cambi più sfavorevoli, con giocatori più bassi e dotati di tutt’altra velocità.

 

 Paul cerca di sfruttare il mismatch con Towns dopo il blocco, il lungo dei Wolves, anche grazie all’aiuto portato da Butler, tiene a bada il play dei Rockets fino a costringerlo ad una conclusione forzata e fuori equilibrio.

Gibson si è contraddistinto come un ottimo difensore sin dal suo primo anno in NBA, e porta in dote ai giovani lupi i suoi 9 anni di esperienza ed un po’ di cattiveria sotto le plance non fa mai male.

Andrew Wiggins ha il potenziale per essere un difensore d’elitè, con una buona velocità laterale, ed una apertura alare di 213 centimetri, ma il contesto non vincente nel quale si è ritrovato negli ultimi anni ha portato a rallentare la sua crescita, soprattutto nella propria metà campo, dove l’impegno spesso e volentieri è stato sotto la sufficienza.

Estratto dei capolavori difensivi di Wiggins in maglia Wolves nella passata stagione.

E proprio qui entra in gioco Jimmy Butler, voluto fortemente da coach Thibodeau per essere il leader difensivo di questa squadra, e riuscire con l’esempio a portarsi dietro i giovani ma a volte svogliati Wolves. Difensore di primissima fascia, Butler è in grado di marcare su almeno 3 ruoli e fa dell’agonismo il proprio punto di forza, non concedendosi mai pause in nessuno dei due lati del campo.

Il quintetto si completa con Jeff Teague in regia, difensore non di primissimo livello, ma che in maglia Hawks ha dimostrato come in un buon sistema difensivo possa svolgere perfettamente il proprio ruolo.

Con ben 3 novità in quintetto l’inizio dei Wolves è balbettante, riuscire a trovare una nuova identità di squadra richiede tempo, e Minnesota chiude il mese di ottobre con un record di 4-3, ma cosa più preoccupante, con la peggiore difesa della lega ed un defensive rating di 113.3 punti.

Con il proseguire della stagione, i miglioramenti sono però evidenti. Se a novembre la situazione dal punto di vista statistico è già notevolmente migliore ( tredicesima difesa di lega, e 104.6 di defensive rating in un mese da 9 vittorie e 6 sconfitte ), a dicembre le statistiche ci parlano di una squadra che finalmente rispecchia le caratteristiche del proprio coach e non molla fino alla fine. Di estremo interesse le statistiche riguardanti l’ultimo quarto: se nei primi 2 mesi della regural season i Twolves avevano dimostrato un preoccupante calo nell’ultima frazione di gioco (net rating da -6 e -19 nei mesi di ottobre e novembre), da dicembre la squadra ha cambiato registro, significativo il net rating di +1.4 per quello che riguarda proprio il mese di dicembre.

Per poter invece capire cosa Jimmy Butler abbia dato a questa squadra nella metà campo difensiva, basta dare un occhiata alle statistiche dei Wolves nelle ultime 4 partite, dove l’ex Bulls è stato costretto a rimanere ai box a causa di un infortunio. I 119 punti subiti di media dai giovani lupi, ci fanno capire l’importanza che Jimmy Buckets ricopra nel sistema difensivo di coach Thibodeau. Con Butler in campo nel mese di gennaio gli avversari avevano superato quota 100 in sole 4 occasioni su 10.

I miglioramenti difensivi dimostati dai Timberwolves sono anche frutto della decisione dell’ex tecnico dei Bulls di spremere il proprio quintetto titolare. Con più di metà stagione alle spalle, il quintetto di titolare dei Wolves ha ad oggi giocato il 70% dei minuti disponibili, con numeri che vanno dai 33.6 minuti a partita di Gibson, fino ai quasi irreali 37.3 di Butler. Piccola nota statistica: continuando con queste medie, i Timberwolves 2017/18 sarebbero la quarta squadra dal 1966 a piazzare 5 giocatori tra i primi 40 dell’intera lega per minuti di impiego a partita.

I Timberwolves ad oggi possono vantare un buon ruolino di marcia ed a meno di cataclismi torneranno a giocare nella offseason a 14 anni di distanza dall’ultima apparizione.  E se l’attacco per il momento gira alla grande (terzo offensive rating di 110.8 punti per 100 possessi), molto del futuro della banda Thibodeau ai playoff dipenderà dalla tenuta difensiva. La strada tracciata sembra giusta, ed il curriculum di Thibodeau offre garanzie, importante sarà annullare quei blackout difensivi di cui si rendono ancora protagonisti troppo spesso i vari Wiggins e Towns.

 

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